5 consigli per ottenere $360k. La chiave è provare bene il pitch

L’intervista a Cerare Maifredi, General Partner di 360 Capital Partners. Oggi si terrà la finale con le 22 startup che ambiscono al premio di 360mila dollari

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Oggi sarà una giornata decisiva per le 22 startup che si affronteranno a colpi di pitch in occasione della finale di 360by360, la Competition per startup ideata da 360 Capital Partner. Italia Startup ha intervistato Cesare Maifredi, General Partner di 360 Capital Partners, chiedendogli qualche consiglio utile a chi vuole presentare al meglio una business idea a un venture capitalist e accendere in lui la voglia di credere investendo nel progetto.

Quali sono i principali elementi che 360Capital Partners considera per valutare un progetto di startup?

I fattori chiave che tutti i fondi di Venture Capital analizzano sono:

– Competenze del team: il management team è il fattore abilitante di tutti gli altri, in fondo investire in una startup significa investire nelle persone che ne fanno parte

– Stadio di sviluppo del prodotto/servizio: difficilmente puntiamo su un’idea esclusivamente su carta. Alle startup consigliamo sempre di testare i propri prodotti / servizi laddove possibile anche chiedendo semplicemente agli amici.

– Grado d’innovazione e difendibilità dell’idea: il Venture Capital per definizione investe in aziende altamente innovative e distruptive. Tradotto: le loro idee devono essere non facilmente replicabili, quindi laddove ve ne sia bisogno è importante avere un brevetto. Nel settore Digital per esempio la replicabilità è un fantasma ricorrente, le startup devono spiegarci come faranno a evitare che la loro idea venga facilmente “copiata”.

– Mercato e contesto competitivo: Per garantire elevati ritorni sull’investimento il mercato deve essere sufficientemente ampio. Un’idea può essere molto buona, ma rivolta a una nicchia troppo piccola potrebbe non garantire un rendimento sufficiente. Infine valutiamo anche i rischi connessi alla presenza di possibili competitor.

Da dove nasce l’idea di una competizione tra startup dei comparti Digital, Industrial & Cleantech e Medical Device e come vuole contribuire all’ecosistema italiano?

360by360 Competition nasce dal desiderio sia di fare un investimento seed in Italia perché il momento storico ci sembra positivo, sia di fare rete tra i vari attori della filiera. L’iniziativa infatti coinvolge come Partner acceleratori, incubatori, Business Plan Competition, parchi scientifici e tecnologici e business angel network. Queste sono le organizzazioni che anche al di fuori della Competition preparano le startup all’investimento di un fondo come il nostro. Dall’altro lato abbiamo anche il sostegno di sponsor provenienti dal mondo corporate, che dimostrano come da parte di molte aziende ci siano un grande interesse per il fenomeno e la volontà attingere alle startup per innovare all’interno di grandi realtà. Quindi la Competition è il nostro contributo al dialogo tra i vari protagonisti dell’innovazione in Italia.

Si parla spesso di errori che gli startupper devono evitare ma qual è invece quello che un investitore non deve fare?

Puntare sulle persone sbagliate. Un’idea imperfetta si può sempre rivisitare ed aggiustare, viceversa se il team dei fondatori non si rivela adeguato le “modifiche in corsa” sono sempre estremamente complesse e difficilmente danno i risultati sperati

Che consiglio daresti a una startup che vuole presentarsi a 360Capital Partners?

Di assicurarsi che risponde a tutti i criteri elencati prima e di essere chiara nella comunicazione. Anche qui la chiave è provare e riprovare il pitch.

Com’è nata 360Capital Partners? Ci spieghi cosa significa essere un venture capital in Europa e in Italia?

360 Capital Partners è il Venture Capital italiano dalla più lunga tradizione. Il team infatti ha una lunga esperienza nel settore che risale sino al 1997, ben prima del boom e successivo scoppio della bolla della New Economy. Il fondo è nato proprio dalla volontà di alcuni professionisti del settore di continuare a credere nelle potenzialità del mercato del Venture Capital nonostante il momento “non propizio”, puntando soprattutto su due Paesi: l’Italia e la Francia. Fino ad oggi la società ha gestito circa 400 milioni di euro e complessivamente i suoi Partner vantano oltre 60 anni di esperienza. Di strada ne abbiamo fatta, quindi, ma resta ancora molto da fare, soprattutto adesso che in Italia iniziamo a vedere dei segnali positivi per il comparto.

Essere presenti in diversi Paesi è una delle principali caratteristiche che distingue 360 Capital Partners dagli altri attori presenti sul mercato italiano. L’operatività in più paesi europei è a mio avviso molto importante perché consente di tessere rapporti con fondi ed altri interlocutori esteri che si possono rilevare fondamentali quando le nostre aziende in portafogli cercano di espandersi al di fuori dei confini nazionali.

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