Aerodron ottiene €400mila “Siamo stati bravi, eh?!”

Intervista al fondatore di Aerodron, Giorgio Ugozzoli: “Ho iniziato a costruire i droni per hobby. Mi è sempre piaciuto ficcare il naso nell’innovazione”

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AeroDron, dopo solo 5 mesi dal suo ingresso nel programma di accelerazione b-ventures, chiude il round di finanziamento per 400mila euro. La startup parmigiana di Giorgio Ugozzoli utilizza droni civili per offrire servizi professionali di riprese aeree a bassa quota e ad alta precisione per la tutela dell’ambiente.

La prima tranche si è conclusa il 27 novembre e comprendeva un totale di 110mila euro; è stata sottoscritta da Blom CGR (Compagnia Generale Ripreseaeree). La seconda tranche, i rimanenti 290mila euro, verrà chiusa a gennaio 2014 e vedrà l’ingresso tra i nuovi soci di alcuni importanti imprenditori ed investitori.

Mauro Del Rio, Presidente e Fondatore di Buongiorno commenta: «Questo è il primo aumento di capitale di un certo peso realizzato da un’azienda supportata da b-ventures, è avvenuto rapidamente».

L’ammontare del deal di €400mila rappresenta una cifra di entità medio-alta sul panorama italiano. (Per sapere di più sui finanziamenti italiani leggi qui).

Abbiamo contattato Giorgio Ugozzoli, per farci una chiacchierata e ovviamente per saperne di più.

Prima di tutto:, complimenti!

Bravi eh? Siamo stati proprio bravi ad ottenerli. E’ stato un ottimo risultato dopo soli 5 mesi di accelerazione. Si può dire che è un record!

Da chi li avete ottenuti?

Eh, qui è un’altra bella storia. Li abbiamo ottenuti da uno dei nostri potenziali competitor, CGR. E’ stato un colpo grosso, perché invece di stare in competizione, ha voluto investire in noi. Ciò è importante per due motivi: è la validazione del nostro business plan, significa che funziona; d’altra parte è non solo un trasferimento di capitali ma anche un trasferimento di conoscenze, hanno lavorato nel settore aereo per quarant’anni, potevano benissimo iniziare anche con i droni. E invece…

Come è nata Aerodron?

Ero responsabile dell’innovazione tecnologia per Buongiorno. Mi è sempre piaciuto mettere il naso nelle nuove tecnologie e avevo la passione per il volo. Ho iniziato a costruire i droni per hobby. Poi abbiamo fatto un’analisi di mercato e siamo partiti.

E siete partiti anche piuttosto bene…

Sì, ma perché quando ci siamo messi sul mercato, avevamo già fatto un’analisi approfondita, avevamo una mira precisa. Non abbiamo fatto l’azienda e poi ci siamo guardati attorno per capire come fare.

Com’è il mercato in Italia? Avete competitor?

Aziende che mirano solo ed esclusivamente al mercato dei droni non ce ne sono, siamo gli unici. Ci sono altri che utilizzano i droni all’interno di aziende che fanno altro. Ad esempio i videomaker li usano per fare le riprese dall’alto, è uno strumento nuovo che viene sfruttato in determinati settori specifici.

Quali sono i vostri maggiori clienti?

La Pubblica Amministrazione. Lavoriamo con il territorio, con le emergenze, le frane, i parchi nazionali. Servono riprese dall’alto in queste situazioni e noi le facciamo. Vogliamo avere un’utilità immediata sul territorio.

Quanti siete in team?

Quattro, tutti operativi.

E adesso, come userete i finanziamenti?

Ci sono due voci per cui spenderemo questi 400mila euro.

In sviluppo tecnologico. Vogliamo avere delle macchine specializzate, non generiche, altrimenti otteniamo solo un risultato approssimativo. Se riusciamo ad individuare nuovi dispositivi, apriamo un nuovo mercato.

La seconda voce invece consiste nel far conoscere l’azienda. Siamo una compagnia push, dobbiamo andare a cercare noi i clienti. Vogliamo che invece la gente sappia che esiste un’azienda specializzata in droni, e che quell’azienda siamo noi.

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