Destinazione Italia: torna il Fondo dei Fondi

“Un pacchetto di misure che è stato adottato il 19 settembre. Vuol dire che si sono impegnati a realizzarlo” Fusacchia spiega i provvedimenti di Destinazione Italia

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Le 50 misure di Destinazione Italia da una parte e le novità inserite nella Legge Stabilità dall’altra. Qualcosa si sta muovendo in direzione di startup e piccole medie imprese ad alto contenuto tecnologico e innovativo.

Destinazione Italia, come spiega Alessandro Fusacchia – che, dopo aver collaborato con il ministero dello Sviluppo Economico del precedente esecutivo, si sta occupando di questa nuova partita in qualità di consigliere del ministro degli Affari Esteri – a StartupItalia!, è un pacchetto di misure “che è stato discusso dal Governo e adottato il 19 settembre. Questo vuol dire che si sono impegnati a realizzarle”. Da qui all’adozione delle singole norme, alcune delle quali necessiteranno un iter legislativo vero e proprio, l’ecosistema delle startup e delle imprese italiane è chiamato a dire la sua in una consultazione pubblica. C’è tempo fino al 9 novembre per discutere il documento, proporre ulteriori interventi e, soprattutto, segnalare le azioni prioritarie. Il tutto è accessibile dal sito ufficiale. Fusacchia anticipa inoltre che “a breve arriverà un primo decreto legge chiamato Destinazione Italia”. Uno degli aspetti trattati sarà quello “dei visti per le startup“. Il resto è ancora in fase di valutazione e, come detto, spingere esplicitando le proprie opinioni può condizionare le decisioni in un senso o nell’altro. O, quantomeno, si spera che sia così.

Le aree di intervento individuate sono quattro: facilitazione degli investimenti, attrazione degli investimenti, valorizzazione del made in Italy e del nostro capitale umano e promozione dell’Italia nel mondo. L’occhio cade, nella seconda sezione, sulla misura 21: il famoso Fondo dei Fondi introdotto con il decreto Crescita 2.0 torna in Destinazione Italia. Come? “Costruire un Fondo dedicato al co-investimento in fondi di venture capital. […] I fondi pubblici saranno attivati solo a condizione che (almeno) una parte delle risorse private sia di origine straniera“. Questo ultimo aspetto è la vera novità, come ci sottolinea Fusacchia. La proporzione fra investimento pubblico e privato nostrano e proveniente dall’estero non è stata esplicitata. Il modello è quello israeliano. In questo modo, prosegue il consigliere, si “incoraggiano gli investitori italiani a prendere contatti con l’estero”. L’obiettivo primario è sempre quello dell’internazionalizzazione. A livello di fondi veri e propri Destinazione Italia nulla può: dovrà essere la Cassa Depositi e Prestiti a mettere mano al portafoglio. Diciamo che la nuova entità potrà servire da cassa di risonanza per il settore nel tentativo di sbloccare denaro.

Qualcosa è arrivato dalla Legge di Stabilità, approvata martedì e pronta a passare sotto le forche caudine di Camera e Senato. Il Fondo per la crescita sostenibile ha visto un incremento di 50 milioni di euro per i finanziamenti agevolati per progetti di ricerca e sviluppo di piccola e media dimensione nei settori tecnologici individuati nel programma comunitario Horizon 2020. Altri 50 milioni sono stati predisposti per l’internazionalizzazione delle imprese, nulla che abbia a che fare con il progetto sopracitato, mentre le Pmi potranno godere nei prossimi 3 anni di un fondo di garanzia di 1,6 miliardi.

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