I 4 elementi che fanno di Trieste una città per le startup

Perché Trieste si è classificata prima tra le città con maggiori startup? Ci sono 4 fattori che rendono il Friuli Venezia Giulia un posto ospitale per l’innovazione

Trieste Città startupVi svelo un segreto. Non amo le classifiche, soprattutto quelle che non sono legate a indicatori di valore.

Ritengo infatti che il numero di startup innovative non rappresenti – di per sé – un parametro sufficiente per determinare lo sviluppo socioeconomico di un territorio. Sarebbe interessante, infatti, conoscere anche altri elementi: il tasso di crescita e/o di mortalità nel medio periodo, le ricadute in termini di fatturato e occupazione… Anche perché credo che potremmo avere sorprese perfino migliori, qui in Friuli Venezia Giulia.

Devo però ammettere che la mia idiosincrasia da classifica è venuta meno quando ho letto che Gorizia è la terza provincia in Italia per percentuale di startup. Anzi, tutte le province del Friuli Venezia Giulia si sono posizionate bene (alcune benissimo) in questa classifica: non può essere un caso. «Senza polemica, forse è anche perché siete una Regione a Statuto Speciale?», mi chiede qualcuno. Può essere, ma non basta.

Tutto può essere, in effetti. Senza nessun pretesa di fornire un quadro né strutturato né analitico delle motivazioni alla base di questo dato, ho raccolto quattro ordini di elementi. Grazie anche all’aiuto di due amici, Valentino e Barbara, che hanno potuto supportare le mie opinioni con la loro esperienza personale di startupper.

1) I talenti

Non mi riferisco ai “giovani brillanti”: quelli ci sono in tutte le regioni. In realtà non sto proprio parlando di “giovani” (non di soli giovani vivono le startup). Il punto è che in Friuli Venezia Giulia (e soprattutto a Trieste) c’è una percentuale di ricercatori che da molti anni è fra le più alte al mondo. «Ed è ovvio – dice Barbara – che un ricercatore, se si mette a fare impresa, non farà una classica azienda produttiva». Non solo: qui, tendenzialmente, i cervelli non partono ma arrivano: ben la metà dei ricercatori e studenti del territorio regionale viene da fuori Italia. E il fenomeno continua a crescere: nell’ultima rilevazione abbiamo +5,3% di studenti stranieri e +1,02% di ricercatori stranieri rispetto al 2011. (Fonte: Indagine della Mobilità – Coordinamento Enti di Ricerca FVG)

2) Le strutture

Ormai in tutta Italia sono nati incubatori, acceleratori e altre strutture competenti in merito. Ma la concentrazione di realtà dedicate alla ricerca o all’innovazione in Friuli Venezia Giulia è veramente rilevante (fonte): oltre 50 enti di ricerca, 4 Parchi Scientifici, 2 incubatori certificati, 3 università, scuole internazionali come il MIB ecc, in un territorio che ha meno abitanti del solo comune di Milano. «Fino a 2 anni fa non avevo la minima intenzione di diventare imprenditrice. Ma da quando sono uscita dal laboratorio, ho ricevuto opportunità di sviluppo, crescita e formazione di alto livello», dice Barbara. «Non è un caso che a Trieste e Gorizia operi, in sinergia con altre realtà, un parco scientifico come AREA Science Park, oltre a strutture come Università di Trieste, SISSA, ecc», dice Valentino. Vero: oltre la metà delle startup innovative di Trieste e Gorizia è stata supportata da AREA. In ogni caso, tutte queste realtà (anche a Pordenone e Udine) propongono servizi e competenze che possono contribuire a trasformare l’enorme bagaglio di ricerca e innovazione in valore economico per il territorio.

3) Le sinergie

Da qualche anno si sono rafforzate le collaborazioni fra i numerosi enti. Vuoi perché “far sistema” ormai è una necessità (vista la mancanza di fondi), vuoi perché mettendo insieme le competenze si creano servizi migliori per il territorio. Esistono vari tavoli di lavoro dove i referenti di tutte le istituzioni coinvolte operano per ottimizzare strategie ed iniziative (Ecosistema Startup FVG), creando metodologie da esportare in altri territori italiani (ad esempio: Basilicata, Calabria, Sardegna, ..)

Ma non è solo una mera operazione istituzionale. La storia di Valentino è indicativa: «Arrivo dall’università, ho saputo dell’incubatore Innovation Factory, hanno accolto la mia idea di business supportandola e seguendola attraverso un percorso molto duro. Nel 2009 siamo diventati impresa, insediata in AREA Science Park e siamo cresciuti molto. Poi abbiamo partecipato a Startup Opportunity di Pordenone (Confindustria, Polo Tecnologico, Fiera), sostenuto da Ecosistema Startup FVG: lì abbiamo avviato le relazioni che hanno portato poco tempo fa a una join venture con il Gruppo Servizi CGN, leader di mercato nel settore dei servizi di consulenza fiscale, sviluppo di servizi software, assistenza fiscale e formazione professionale e la finanziaria del Friuli Venezia Giulia, Friulia Spa”.

4) Il contesto (socio-storico-economico)

«I triestini sono storicamente un popolo di commercianti: l’industria qui non è produttiva, ma tipicamente di servizi» dice Valentino. Insomma: è (quasi) più facile che un triestino fondi una startup piuttosto che un’azienda tradizionale produttiva. «Vero! – sostiene Barbara – i triestini sono indipendenti di natura. È una terra di confine, come Gorizia: in Brianza ci sono le aziende produttive, qui – spinti magari anche dalla crisi – si cercano opportunità legate alla nostra vocazione sia innovativa sia commerciale!».

Non a caso Trieste risulta seconda per percentuale di startup su 10.000 giovani (Fonte Sole24Ore). Ma risulta prima se contiamo le startup ogni 10.000 imprese registrate (Fonte: registro imprese infocamere, elaborazioni di Enrico Martini del Ministero Sviluppo Economico – Link)

Tutto bene, quindi? Certo che no, c’è sempre tanto da migliorare.

La sola presenza di startup innovative non basta, in ogni caso, per realizzare un valore reale nel territorio. Creare attorno a loro un ecosistema in grado di farle crescere producendo utili, attrarre investimenti stranieri (“L’Europa è ormai un mercato locale!” mi ripetono), trovare soluzioni e strumenti anche fiscali per semplificarne e favorirne lo sviluppo.

Proprio per capire come realizzare questi obiettivi, stiamo organizzando il 6 dicembre in AREA Science Park un evento pubblico che vuole diventare una riflessione condivisa con tutto l’ecosistema in merito a spunti e proposte per migliorare le norme di DestinazioneItalia, la strategia appena elaborata dal Governo.

E voi cosa ne pensate: quando le startup rappresentano un valore per il territorio?

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