I will not join Amazon. Il “genitore” lascia andare GoPago

GoPago, startup dell’italiano Vincenzo Di Nicola, è stata acquisita dal colosso americano Amazon. “E’ come per un genitore lasciare andare via il proprio figlio”

Vincenzo Di Nicola

Riportiamo questo articolo uscito sul  blog di Mind the Bridge “Silicon Valley” su Corriere

Di Vincenzo Di Nicola e della sua GoPago ne avevamo parlato in dettaglio su questo blog in un’intervista nel lontano agosto 2011.

L’intervista si concludeva con predizione di Alberto Onetti: “Sono convinto che ce la farai“.

Sono passati 2 anni e 4 mesi e la profezia si e’ avverata.

Oggi si e’ ufficialmente conclusa la transazione che ha portato GoPago, una societa’ di 40 persone e 4 anni di vita, a diventare parte dell’impresa che da anni sta riscrivendo le regole dell’ e-commerce, Amazon.

I termini della transazione sono ancora “undisclosed” ma da indiscrezioni trapela che la trattativa e’ durata vari mesi, aveva visto interessata anche Google e si e’ finalmente conclusa con un deal di “varie decine di milioni di dollari”.

Tempo di celebrare

Vincenzo e’ una persona fantastica, solare. Si dice che la fortuna aiuta gli audaci, e lui e’, di certo, uno di questi.

Lo conosco da qualche anno, ci siamo trasferiti a San Francisco più o meno nello stesso periodo, una decina di anni fa. E’ una persona che ti stupisce per la sua genuinità e modestia. E’ un prodotto d’hoc della sua terra d’origine, l’Abruzzo, con cui mantiene una connessione viscerale. Sembra quasi un testimone di un tempo che non c’è più.Oggi, quando è trapelata la notizia dell’acquisizione lo ho raggiunto per telefono.

In mezz’ora di chiacchierata ne e’ uscito evidente un profilo di una persona pura, con valori forti e un sincero senso di riconoscimento verso il proprio Paese d’origine (l’Italia) che forse solo gli immigrati riescono a comunicare.

“Vincenzo, come ti senti oggi?”

“Stanco. Eccitato. E … strano. Dopo anni di lavoro ininterrotto sul “mio” prodotto, abbandonarlo è come per un genitore lasciare andare via il proprio figlio a 18 anni.

Ma il tuo di “figlio” ne aveva solo 4 di anni

Vero, ma sono stati anni intensissimi. Dal 2009 ad oggi e’ successo di tutto. Dopo l’entrata del nostro investitore principale (il braccio VC di JP Morgan) nel 2011 abbiamo avuto un’accelerazione pazzesca. Siamo passati da 10 a un picco di 70 persone nell’aprile del 2013.

La nostra applicazione di pagamento mobile è arrivata ad avere più di mille installazioni.

Quando i nostri portavoce sono diventati persone note dei 49ers e dei Giants (rispettivamente la squadra di football e baseball di San Francisco) la nostra visibilità nella Bay Area è andata alle stelle. E anche le grandi imprese (a partire da Google) se ne sono accorte.

Della storia di GoPago ne avevamo già parlato un paio di anni fa. Ci ricordi solo quanta Italia c’è dentro a GoPago?

Soprattutto inizialmente ce n’era molta. Oltre al sottoscritto e all’altro fondatore (Leo Rocco, nato negli USA da genitori siciliani) che ci siamo trovati ai miei tempi di Stanford proprio perchè da radici comuni, tutto il primo gruppo di sviluppatori erano italiani. Inclusi molti abruzzesi, come me.

Poi, con gli anni, abbiamo avuto più difficoltà a mantenere gli italiani e il team si e’ internazionalizzato totalmente, con membri provenienti da tutte le parti del mondo.

Cosa è successo oggi?

Oggi si è ufficialmente conclusa la transazione dell’acquisizione di GoPago da parte di Amazon.

Da domani tutto il nostro team di sviluppo verrà incorporato in Amazon. La tecnologia GoPago sarà integrata come base del progetto di Amazon nel mondo retail fisico, di cui non so e non comunque non potrei dire di più :-)

E tu che farai?

Intanto un bel po’ di riposo. Io ho deciso di non fare il passaggio nella grande corporate. In fondo è una esperienza che ho già vissuto con Microsoft e Yahoo. E’ bizzarro che proprio domani avrò il colloquio per diventare cittadino americano, dopo 10 anni di permanenza. Eppure sto pensando che per me è arrivato il momento di tornare in Italia. E’ lì che appartengo e lì che voglio provare a fare partire la mia prossima avventura.

Sai che da oggi hai una responsabilità importante verso una generazione di startupper che in Italia ti vedranno come un idolo da seguire. Te la senti?

Guarda, io sento veramente un forte senso di riconoscenza verso l’Italia. Da sei anni sto sponsorizzando una borsa di studio ad uno studente meritevole del liceo scientifico in cui mi ero formato.

Pensa che anche mio nonno (un altro Vincenzo Di Nicola) era venuto negli Stati Uniti per 10 anni a fare il minatore. E poi è tornato. E questo vorrei fare anch’io.

Vorrei provare a dare il mio contributo, diretto, come posso. A partire dalla mia prossima startup.

Non so se ce la farò. Ma finchè non ci provo non potrò mai saperlo.

Forse sono troppo idealista, chissà!, ma penso spesso a Garibaldi che immigrò anche lui in America. Ma quando l’Italia ebbe bisogno di lui, non ci penso’ due volte.

Together Price, round e nuovo CTO

Aumento di capitale da 400mila euro. In totale, la startup nata nel 2017 ha superato il milione. Ora ha in programma di guardare al fintech con lo sviluppo di un prodotto finanziario