Startup e crowdfunding: il 2014 è l’anno d’oro

Una nuova legislazione, una rivoluzione nel modo di fare impresa in Italia, democratizzazione della finanza. Ecco perché il 2014 sarà per le startup l’anno del crowdfunding

Crowdfunding italia consob

Dicembre è stato un mese importantissimo per l’equity crowdfunding: mentre la Securities and Exchange Commission (SEC) Americana approvava la bozza finale di regolamento, la Consob Italiana autorizzava il primo portale alla raccolta.

E così Starsup potrà sicuramente vantare un primato per il futuro. E’ il primo sito Internet al mondo autorizzato da un’autorità regolamentare a raccogliere capitali online dal pubblico, il primo portale di equity crowdfunding regolamentato su Internet al mondo.

“La nostra iniziativa nasce con l’intento di promuovere uno strumento che riteniamo rechi in sé il seme capace di una rivoluzione nel modo di fare impresa nel nostro paese e che, se sapremo sostenerne un’adeguata affermazione, potrebbe facilitare la ripresa economica e anche assicurare uno sviluppo duraturo” ha dichiarato Matteo Piras, presidente di Startup. “Ci proponiamo di mettere in relazione idee, persone e risorse finanziarie proponendo start-up con progetti coinvolgenti e che trasmettono messaggi innovativi, anche a sfondo sociale.”

La società è stata fondata da tre dottori commercialisti, poco più che quarantenni, con alle spalle circa venti anni di esperienza nel settore societario, finanziario e della consulenza strategica.

Attualmente Starsup sta completando i test sulla procedura d’investimento e compiendo gli ultimi necessari passi giuridici per lanciare le offerte. Il momento esatto del debutto on-line del portale, con l’apertura delle sottoscrizioni, è una decisione strategica verrà presa nelle prossime settimane.

E’ quindi ufficialmente iniziato il conto alla rovescia per un fenomeno che è destinato a trasformare il campo della finanza. Il crowdfunding è un mondo ormai vasto ed articolato che va dal mondo reward based (Kickstarter, Starteed, Eppela ad esempio in Italia), al no profit (Kiva, Retedeldono), fino al peer-to-peer lending (LendingTree, Prestiamoci).

Ma con l’equity crowdfunding si entra in una fase nuova. Nasce una nuova asset class che dovrà trovare il suo spazio nella catena alimentare della finanza. Sarà una corsa avvincente, con molti ostacoli, ma grandi traguardi da raggiungere.

Secondo un recente report di Internet Crowdfunding Network (ICN) in Italia si contano addirittura 41 piattaforme di crowdfunding in partenza. Le piattaforme attive al 18 ottobre 2013 erano 27, mentre altre 14 sono in fase di lancio.

9 piattaforme equity-based sono in fase di lancio.

Digitalizzazione, social networks, reputation sono destinati ad essere i fattori trainanti di un crescente fenomeno di democratizzazione della finanza. Gli imprenditori potranno mobilitare le proprie reti sociali per raccogliere i capitali necessari a sviluppare la propria azienda in modo più diretto. Ma saranno anche costantemente sotto il vaglio di centinaia, migliaia di microazionisti.

Con il varo della regolamentazione SEC ormai in dirittura d’arrivo, nel 2014 negli USA e in Italia cominceremo a vedere l’effetto che questi nuovi strumenti potranno avere sullo sviluppo e sulla crescita.

Il crowdfunding è infatti uno degli elementi centrali del JOBS Act, il piano di Obama per generare posti di lavoro.

“Vogliamo che il mercato si sviluppi pienamente, ma in un contesto di sicurezza per gli investitori,” ha giustamente dichiarato la presidente della SEC Mary Jo White. Il crowdfunding apre uno spazio nuovo per il rilancio dell’economia, ma a condizione che il mercato si sviluppi in modo sano e si conquisti sul campo la fiducia dei risparmiatori. Occorrerà informare e ‘formare’ sul rischio di questa particolare asset class.

Gli investitori dovranno fare i conti con la concreta possibilità di mettere i propri soldi su qualcosa che anche nel giro di poco può andare male e letteralmente scomparire, vaporizzando il valore espresso dal mercato e i soldi investiti. L’investor education sarà in effetti un elemento centrale affinché si sviluppi un sano mercato.

Il passaparola sta viaggiando veloce e anche in America latina, Asia, in molti paesi islamici e nel resto d’Europa diversi governi stanno cominciando ad attrezzarsi. E’ presumibile che a breve diverse altre nazioni rilasceranno il proprio quadro regolamentare nei prossimi anni.

Dentro il crowdfunding, come si è già detto, ci sono molte cose ed è un concetto che si presta a molteplici possibilità interpretative. Lo si nota subito nel diverso utilizzo che ne hanno fatto i primi due governi a varare un regolamento.

Articolo apparso su CheFuturo

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