U-start: investitori a caccia di startup

Una piattaforma per il matching tra startup e investitori a livello internazionale: ecco cos’è U-Start. Stefano Guidotti: “Abbiamo una mission chiara: migliorare il modo in cui la disponibilità di capitale è veicolata verso nuove iniziative imprenditoriali”

U-start

U-start è stata fondata nel Gennaio 2012 come boutique globale volta a facilitare il matching tra startup e investitori a livello internazionale: punta ad aggregare una selezione di investitori (angel, VC, family office, aziende e istituzioni di gestione del risparmio) consentendo loro di investire in aziende early stage in Europa, Africa e America Latina.

«U-Start ha una mission molto chiara: migliorare il modo in cui la disponibilità di capitale è veicolata verso nuove iniziative imprenditoriali». Mi racconta Stefano Guidotti, fondatore e CEO di U-Start. «Una delle nostre convinzioni di base è che oggi, e ancora più in futuro, le aziende di successo su scala globale proverranno sempre meno da Silicon Valley, Londra e Berlino, e sempre più da mercati ed ecosistemi emergenti e “periferici”».

Il fenomeno e la cultura delle startup si sta diffondendo in tutto il mondo. Grazie ad Internet, competenze, conoscenze e pratiche dell’imprenditorialità e dell’innovazione hanno cominciato ad attecchire in nuove geografie e contesti. La storia di Boulder Colorado, gli ecosistemi di Rio de Janeiro, Austin, Mosca. Ma anche nuove startup hub come Roma, Milano o Istanbul stanno facendo emergere nuove aziende e nuovi imprenditori.

L’idea di creare U-Start nasce dall’esperienza personale di Stefano Guidotti. Entra in contatto con questo mondo inizialmente, come manager di una startup nelle energie rinnovabili in Svizzera. Un’esperienza di fallimento dovuto a debolezza di execution e nella capacità di finanziare l’azienda. Esperienza che però consente a Stefano di capire molte cose sulle startup e di partecipare ad una nuova iniziativa.

«Ho avuto la fortuna di seguire in prima persona un progetto di grande ambizione – mi racconta Stefano – avendo come mentore, il Prof. Mario Molteni, Direttore di ALTIS, Alta Scuola dell’Università Cattolica. Mi ha insegnato come il giusto mix di intraprendenza, lungimiranza e capacità gestionale sia indispensabile per creare realtà che abbiano un impatto reale nel mondo. E proprio in tale contesto ho anche avuto modo di rendermi conto delle enormi energie sottoutilizzate che imprenditori in tutto il mondo, anche da geografie secondarie, potrebbero mettere a sistema se i mercati dei capitali funzionassero in modo più efficiente».

In un mercato globale sempre più interconnesso, le nuove innovazioni disruptive cominceranno a nascere in nuove realtà locali, ecosistemi che cominceranno a giocare un ruolo essenziale per generare innovazione. Stanno cadendo le barriere geografiche e strumenti come U-Start permetteranno agli imprenditori e innovatori più capaci e visionari di accedere ai capitali per la crescita in modo sempre più efficiente e meritocratico.

«Il nostro core business è quello di dare un servizio professionale di segnalazione delle migliori opportunità di investimento early stage a family office e fondi di VC. Questo lo facciamo con una presenza strutturata e team locali (di 2-5 persone a seconda del contesto) in Sud Europa (Italia e Spagna), Est Europa (Russia e Turchia), America Latina (Brasile, Chile e Messico) e Africa (Sud Africa). I nostri team sono parti attive degli ecosistemi locali di startup, acceleratori, università e pubbliche amministrazioni (collaboriamo attivamente con Startup Chile, Startup Brasil e la sudafricana Silicon Cape Initiative. Individuiamo le startup lavorando insieme a chi investe in fase seed e pre-seed (acceleratori ed angels). I nostri team inoltre talvolta vanno ‘a caccia’ in modo proattivo, sulla base di specifici input degli investitori. In generale comunque, siamo alla ricerca di startup che puntino in alto, con progetti che hanno l’obiettivo di scalare a livello internazionale. In genere cerchiamo progetti che abbiano già investitori terzi on-board e abbiano già validato i loro modelli sul mercato».

L’idea di U-Start si concretizza mettendo insieme esperienze diverse e complementari di un ristretto gruppo di amici. La società fa il suo evento di lancio pubblico organizzando a Milano l’evento Bloom presso la Fabbrica del Vapore a cui parteciparono decine di startup di elevata qualità e un grande numero di investitori anche stranieri.

«La conferenza dal 2014 non si chiamerà più Bloom ma U-Start Conference: si terrà sempre a Milano, a Maggio 2014. A breve pubblicheremo i dettagli sui nostri canali social e sul sito, ma posso iniziare ad anticipare che quest’anno la conferenza sarà sviluppata su due giorni, con ospiti di calibro internazionale provenienti dai mercati in cui operiamo attualmente (America Latina, Russia, Africa) oltre ovviamente dagli  USA e specialmente Europa. L’obiettivo che ci siamo posti è ambizioso e vogliamo organizzare un evento che sia per scala e contenuti nella stessa lega dei maggiori eventi europei (NOAH, SIME, The Next Web). Inoltre, a partire da febbraio 2014, la U-Start Conference “figlierà” degli eventi satellite volti da un lato a creare un “funnel” di startup, investitori e attori internazionali per la conference di Milano. L’8 febbraio la U-Start Conference sarà a Sao Paulo, il 27 febbraio a Cape Town e a marzo e aprile ci saranno gli eventi a Mosca e Lugano. Quest’anno cominceremo anche a dirigerci verso nord, concentrandoci sui paesi dell’Europa centrale, UK e paesi scandinavi per far accedere nuovi investitori alla nostra piattaforma».

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