Legislazione startup: tutte le novità del 2014

Sgravi fiscali sugli investimenti, come costituire e registrare un’impresa innovativa, accesso all’equity crowdfunding: tutto ciò che bisogna sapere sulle leggi italiane riguardanti le startup

infografica

1. I provvedimenti attuativi

Nel corso del 2013 la Segreteria tecnica del Ministro dello Sviluppo economico ha lavorato intensamente per dare completa attuazione all’articolata impalcatura normativa a sostegno delle startup innovative introdotta con il Decreto Crescita 2.0 (Sezione IX, artt. 25-32) approvato il 13 dicembre 2012.
A febbraio, le Camere di commercio hanno istituito un’apposita sezione speciale del registro delle imprese dedicata alle startup innovative e agli incubatori certificati, che hanno obbligo di iscrizione e di successivo aggiornamento delle informazioni con cadenza periodica: scopo di questa infrastruttura è garantire una maggiore trasparenza e accessibilità alle informazioni inerenti la vita e l’attività delle due nuove tipologie di imprese menzionate.

Per startup innovative e incubatori non sono previsti oneri di costituzione e registrazione presso le Camere di Commercio (esenzione dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria, nonché dal pagamento del diritto annuale).
Per quanto riguarda gli incubatori di startup, il decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 21 febbraio 2013 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 aprile ha definito puntualmente i requisiti qualificanti, individuati al termine di un processo di consultazione che ha coinvolto un centinaio di strutture di natura pubblica e privata presenti su tutto il territorio nazionale. Sul sito web del Mise è possibile scaricare il modulo di autocertificazione e la guida all’iscrizione degli incubatori alla sezione speciale del registro.
Il Decreto Lavoro approvato dal Consiglio dei Ministri il 26 giugno 2013 ha semplificato e ampliato i requisiti per la definizione di startup innovativa. In particolare, è stato abrogato l’obbligo della prevalenza delle persone fisiche nelle compagini societarie. Inoltre, si è intervenuto sui tre criteri opzionali per l’identificazione del carattere innovativo della startup, riducendo la quota minima di spesa in ricerca e sviluppo dal 20% al 15% ed estendendo l’accesso alle imprese con almeno 2/3 della forza lavoro costituita da persone in possesso di una laurea magistrale e alle società titolari di un software originario registrato presso la SIAE. Queste modifiche hanno favorito l’inclusione di quelle startup innovative attive nel campo dell’economia digitale che in buona parte non erano state ricomprese dalla originaria definizione.

Alcune misure di semplificazione sono diventate automaticamente operative il 19 dicembre 2012 con l’entrata in vigore della Legge 221/2012 di conversione del Decreto Crescita 2.0: è il caso della disapplicazione delle regole sulle società di comodo e sulle società non operative in perdita sistematica, del differimento degli obblighi di ricapitalizzazione e delle procedure volte a rendere più rapido e meno gravoso il procedimento liquidatorio che si mette in moto nel caso in cui la startup innovativa non riesca a decollare.
Parimenti, sin dall’entrata in vigore della norma primaria a startup innovative e incubatori certificati è stata concessa piena facoltà di remunerare i propri collaboratori con stock option, e i fornitori di servizi esterni (come ad esempio gli avvocati e i commercialisti) attraverso il work for equity, usufruendo di un regime fiscale e contributivo vantaggioso, nonché di assegnare ad una parte del salario un valore variabile dipendente dalla performance aziendale. Anche l’introduzione di una disciplina in materia di lavoro a tempo determinato più flessibile rispetto alle altre imprese, concepita per favorire l’incremento dell’occupazione, non ha richiesto misure attuative.
Al contrario, la concessione di credito di imposta del 35% per l’assunzione di personale altamente qualificato (in possesso di dottorato o che ha ottenuto una laurea magistrale in una materia tecnico-scientifica tra quelle elencate in norma) ha richiesto un provvedimento di natura secondaria. Firmato nelle scorse settimane dal Ministero dell’Economia e delle Finanze a seguito dell’approvazione da parte delle istituzioni europee (peraltro già ottenuta da diversi mesi), il decreto attuativo prevede a favore delle startup innovative e degli incubatori certificati un’apposita riserva del valore di 2 milioni a valere sulla dotazione generale a disposizione di tutte le imprese. Il decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale nei giorni a venire, e si applicherà anche alle assunzioni effettuate nel corso del 2013. Il Ministero dello Sviluppo economico sta predisponendo la piattaforma informatica che accedere a questo beneficio.

Non meno atteso era la norma riguardante l’accesso semplificato, gratuito e diretto per le startup e gli incubatori al Fondo Centrale di Garanzia, un fondo governativo che facilita l’accesso al credito attraverso la concessione di garanzie sui prestiti bancari. Dopo aver passato il vaglio della Corte dei Conti, il decreto di natura non regolamentare a cura del Ministero dello Sviluppo economico e del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 26 aprile 2013, che individua le modalità e i criteri semplificati di accesso all’intervento del Fondo, è entrato in vigore a fine giugno. Con questo provvedimento, la garanzia del fondo sui finanziamenti bancari viene concessa a titolo gratuito alle startup innovative e agli incubatori certificati (circolare operativa di MedioCredito Centrale). L’intervento copre fino all’80% del credito ottenuto ed opera sulla base di criteri di accesso estremamente semplificati. Il decreto fissa infine in 2,5 milioni di euro l’importo massimo garantito per ogni startup o incubatore e assegna alle richieste di garanzia riferite a queste due tipologie di impresa priorità nell’istruttoria e nella presentazione al Fondo.

Incentivi fiscali per gli investimenti in startup

Per favorire il mercato del private equity, ancora sottodimensionato nel nostro Paese, sono stati introdotti incentivi fiscali per gli investimenti in startup effettuati da aziende e privati negli anni fiscali 2013, 2014, 2015 e 2016: gli incentivi valgono sia nel caso di investimenti diretti in startup, sia nel caso di investimenti indiretti per il tramite di altre società che investono prevalentemente in startup. Chi investe in startup innovative beneficia delle seguenti agevolazioni fiscali:

 i soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) possono detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 19% dei conferimenti in denaro, per importo non superiore a euro 500.000, effettuati in ciascun periodo d’imposta;
 i soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (Ires) possono dedurre dal proprio reddito un importo pari al 20% dei conferimenti in denaro, per importo non superiore a euro 1.800.000, effettuati in ciascun periodo d’imposta.

Si intensifica il beneficio fiscale per l’investimento in imprese startup a vocazione sociale e in quelle che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico, prevedendo, in relazione ai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, una detrazione pari al 25% della somma investita e, con riferimento ai soggetti passivi sul reddito delle società, una deduzione pari al 27% della somma investita. In tutti i casi l’investimento per il quale si è fruito dell’agevolazione deve essere mantenuto per almeno due anni, pena la decadenza del beneficio fiscale. A seguito dell’autorizzazione pervenuta dalle istituzioni europee ai primi di dicembre e della conseguente firma del decreto attuativo da parte dei Ministri dello Sviluppo economico e dell’Economia e delle Finanze, il provvedimento attuativo è attualmente al vaglio della Corte dei Conti.

Equity crowdfunding

Altro tassello importante riguarda l’equity crowdfunding, strumento innovativo per la raccolta del capitale diffuso attraverso portali online la cui regolamentazione di dettaglio – la prima nel suo genere a livello mondiale – è stata emanata dalla Consob nel luglio del 2013 al termine di un articolato processo consultivo a cui il Ministero dello Sviluppo Economico ha partecipato attivamente. Il Registro dei gestori di equity crowdfunding conta due società iscritte (una presso la sezione ordinaria e una presso quella speciale). Sono attualmente in corso di valutazione diverse candidature provenienti da altri soggetti.
Sotto il profilo dell’ausilio ai processi di internazionalizzazione, le startup possono usufruire dell’assistenza dell’ICE-Agenzia; lo scorso 17 luglio, l’Agenzia ha lanciato una Carta dei Servizi che prevede riduzioni del 30% sulle tariffe applicabili alle altre imprese. Inoltre, nel corso del 2013 alcune startup innovative hanno potuto partecipare a fiere ed eventi internazionali qualificati attinenti il mondo dell’innovazione, usufruendo di spazi messi a disposizione gratuitamente: è il caso di Pioneers e Bio Europe (Vienna), Game connection (Parigi) e Webit (Istanbul). Quest’ultima esperienza, rivelatasi particolarmente ricca di soddisfazioni per la delegazione italiana composta da 10 startup innovative, è stata illustrata nell’e-book Italian Startups go International.

L’impalcatura delle politiche a sostegno delle startup non è statica e immutabile, ma è aperta a revisioni e integrazioni. Indicazioni in tal senso proverranno dal sistema di valutazione e di monitoraggio delle politiche che verrà approntato dall’ISTAT in collaborazione con il sistema camerale, l’Agenzia delle Entrate, la Consob, il Ministero dello Sviluppo economico e alcuni esperti indipendenti, attraverso la raccolta costante di dati e l’analisi d’impatto della nuova normativa. È espressamente prevista una voce di bilancio destinata alla creazione di banche dati riguardanti l’ecosistema delle startup e alla conduzione di analisi. Per garantire che queste siano il più possibile obiettive e possano essere oggetto di dibattito scientifico e pubblico, si prevede che i dati usati per la valutazione vengano resi pubblici e riutilizzabili da qualsiasi utente. Il decreto che istituisce il comitato di valutazione è stato di recente firmato dal Ministro dello Sviluppo economico e nelle prossime settimane sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

2. Riscontri empirici

A circa un anno dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Crescita 2.0, avvenuta il 17 dicembre 2012, le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese sono 1.478 (ieri Stefano Firpo annunciava su Twitter il nuovo traguardo: 1500).

Guardando alla distribuzione geografica, le regioni e le province più densamente popolate sono rispettivamente Lombardia (303), Emilia Romagna (166), Lazio (148), Veneto (126) e Piemonte (119), e Milano (204), Roma (131), Torino (102), Trento (64) e Bologna (54), con una presenza forte al Nord (59%), equilibrata al Centro (23%) e ridotta al Sud (18%). Considerando la “densità” del fenomeno, la classifica delle regioni e delle province con più startup innovative per ogni 10mila imprese registrate vede sul podio rispettivamente Trentino Alto-Adige, Friuli Venezia Giulia e Marche e Trieste, Trento e Gorizia (elaborazione compiuta su dati Infocamere del 16 dicembre).

(Qui l’infografica)

 

Quanto alla distribuzione settoriale, spiccano i servizi (1.149), che includono, tra le altre, le attività di produzione di software, consulenza informatica e attività connesse (464), ricerca scientifica e sviluppo (263), servizi d’informazione e altri servizi informatici (117), attività degli studi di architettura e d’ingegneria, collaudi ed analisi tecniche (64), attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale (53). Seguono industria e artigianato (264) – fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica (63), fabbricazione di macchinari ed apparecchiature (56), fabbricazione di apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche (31), altre industrie manifatturiere (22) e fabbricazione di altri mezzi di trasporto (15) – il commercio (53), e, da ultimo, turismo (6) e agricoltura (3).
Con particolare riferimento al tipo di tecnologia sviluppata, 289 startup innovative operano in ambito energetico. Questa tipizzazione produce riscontri pratici importanti, dato che per gli investimenti in private equity che hanno come target questa categoria di startup innovative sono previste detrazioni molto ingenti. Tale agevolazione maggiorata si applica anche alle startup innovative a vocazione sociale (che si connotano per una forte propensione alla risoluzione di problemi di carattere sociale); per la verità, a causa di alcuni colli di bottiglia nel meccanismo di riconoscimento, queste ultime al momento sono presenti in numero esiguo nella sezione speciale; il sistema camerale sta provvedendo a superare questa criticità, e presto si giungerà all’emersione di una cinquantina di startup così qualificate.

Considerando il valore della produzione, 1.281 startup innovative sono riconducibili alla classe A che va da 0 a 0,10 milioni di euro, 168 alla classe B (0,11-0,50), 17 alla classe C (0,51-1,00), 7 alla classe D (1,01-2,00) e 6 alla classe E (2,01-5,00).
Venendo alla natura giuridica, prevalgono nettamente le società a responsabilità limitata (1.233); seguono le società a responsabilità limitata con un unico socio (89), le società a responsabilità limitata semplificate (87), e si segnala la presenza di 29 società per azioni, 23 società cooperative, 14 società a responsabilità limitata a capitale ridotto, 3 società consortili per azioni e 3 società consortili a responsabilità limitata.

630 startup innovative si sono costituite nel 2013, 365 nel 2012, 239 nel 2011, 147 nel 2010, 91 nel 2009 e 5 nel 2008.

3. Altre misure

L’impegno del Governo italiano a favore delle nuove imprese ad alto contenuto tecnologico non si è esaurito con il pacchetto normativo introdotto dal Decreto Crescita 2.0.
Accogliendo una proposta emersa nel rapporto Restart, Italia! da voi elaborato, negli scorsi mesi il Ministero dello Sviluppo economico e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca hanno elaborato una policy finalizzata a esporre gli studenti universitari delle Regioni Convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia) a un ambiente stimolante per lo sviluppo di progetti di innovazione a vocazione imprenditoriale. Tale obiettivo sarà raggiunto attraverso la creazione, nelle università italiane, di Contamination Lab, luoghi di contaminazione tra studenti di discipline diverse in cui si promuovono la cultura dell’imprenditorialità, dell’innovazione e del fare, l’interdisciplinarietà così come nuovi modelli di apprendimento. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha messo a disposizione un milione di euro per la realizzazione di queste strutture; il valore dei progetti presentati dalle università nell’ambito del bando non poteva eccedere i 200mila euro. Sono state selezionate quattro università: Cosenza, Reggio Calabria, Catania e Napoli. I progetti, di prossimo avvio, avranno una durata di 24 mesi, e il loro andamento sarà monitorato da esperti nominati dai dicasteri citati.

Alla struttura di missione costituita presso il Ministero del Lavoro per elaborare una strategia nazionale sulla Garanzia Giovani (programma europeo per l’occupazione giovanile che troverà attuazione nel 2014), il Ministero dello Sviluppo economico sta sostenendo la necessità di lanciare un nuovo bando con portata nazionale per finanziare la creazione di Contamination Lab anche nelle regioni non convergenza. Il Ministero dello Sviluppo economico sta altresì avanzando numerose altre proposte in tema di educazione all’auto-imprenditorialità e formazione professionale.
Di notevole interesse per le nuove imprese attive nei settori delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica e della mobilità sostenibile è Cleanstart, un programma elaborato dal Progetto Corrente (organo del Gestore dei Servizi Energetici) con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo economico, consistente in una carta dei servizi a tariffa agevolata per eventi e iniziative di informazione e di matchmaking, bandi di gara, informazioni settoriali sulle opportunità offerte dai mercati nazionali e internazionali, seminari formativi e attività di divulgazione.

Il 25 ottobre 2012 Italia e Israele hanno concluso un accordo di cooperazione sul fronte delle startup e, più in generale, dell’industrie high-tech (in particolare cleantech e water management, health, cyber security e biomedicale), al fine di favorire il flusso di talenti, idee innovative e investimenti tra i due Paesi. Attualmente il panel misto composto da esperti di riconosciuta competenza e da rappresentanti istituzionali di entrambi i Paesi sta iniziando a dare attuazione al piano di lavoro congiunto per l’anno 2014, definito in occasione del Bilaterale Italia Israele tenutosi a Roma il 2 dicembre scorso.

Il rapporto The Italian Startup Ecosystem: Who’s Who realizzato dal Politecnico di Milano in collaborazione con SMAU e Italia Startup con il patrocinio dal Ministero dello Sviluppo economico rappresenta un prezioso strumento in grado di offrire un’inedita mappatura dell’ecosistema italiano dell’imprenditoria innovativa.

Who'sWho
Il conferimento, da parte del Presidente della Repubblica, del Premio Leonardo Startup 2013 (previsto per il 20 febbraio 2014), al termine di un processo coordinato dal Ministero dello Sviluppo economico, rappresenterà un momento di grande riconoscimento e visibilità per le startup innovative.

Il Piano Destinazione Italia per l’attrazione dei capitali esteri prevede fra le sua 50 misure anche l’avvio di una politica dedicata all’attrazione di talenti stranieri, con l’obiettivo di rendere il nostro paese un hub per le giovani imprese e una meta per gli investimenti esteri, favorire la diffusione di idee innovative. Un primo provvedimento urgente di legge, che da attuazione ad una decina di misure suggerite nel Piano Destinazione Italia, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 dicembre e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 dicembre scorso. Fra le diverse misure varate spiccano la semplificazione per l’ottenimento di visti per ricercatori, e imprenditori innovativi e il credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo nelle imprese.

Scarica il pdf originale: Panoramica legislazione startup

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