Working Capital apre a Bologna, sarà il nuovo hub europeo

L’acceleratore di Telecom, Working Capital, mette radici anche in Emilia Romagna. A marzo partirà la ricerca delle idee a cui destinare i 25 mila euro di grant

WorkingCapital

Dopo il passaggio di testimone della sede romana, altre novità per Working Capital.

L’avevano annunciato il 16 dicembre, in occasione della consegna dei 15 grant d’impresa. Adesso hanno anche trovato la sede. Si aprirà anche a Bologna, in via Oberdan 22 per la precisione.

L’acceleratore di startup che fa capo a Telecom, con tre sedi in Italia (Milano, Roma e Catania) sbarcherà anche in Emilia Romagna, in uno spazio di ben 650 metri quadrati. «Ma lo spazio potrebbe raddoppiare, se la città risponde positivamente al nostro invito» dichiara Salvo Mizzi, padrone di casa di Working Capital.

La missione rimane quella di trovare nuovi talenti, sostenerli e accompagnarli durante tutte le fasi dello sviluppo e della crescita della propria idea. Verranno messi a disposizione 10 grant d’impresa da 25mila euro ciascuno, chi li vincerà avrà accesso a tre mesi di accelerazione guidati da Gianluca Dettori, venture capitalist e fondatore di dPixel.

Perché proprio Bologna? «Perché questa città ha tutti i requisiti per diventare uno degli hub dell’innovazione su scala europea. Bologna ha talenti, idee e capitale. Qui c’è un potenziale umano notevole, un’università di livello mondiale e un tessuto sociale e imprenditoriale tra i più avanzati d’Europa. Ci sono startup molto interessanti e di successo come MusiXmatch di Max Ciociola, Balsamiq e wiMAN».

La ricerca delle nuove idee da inserire nel programma di accelerazione partirà a marzo, a maggio verranno selezionate le migliori e si partirà nei nuovi spazi. L’ultima call ha ottenuto molto successo, arrivando a ricevere oltre 2300 candidature.

Working Capital ha permesso la crescita di circa 180 startup, il tasso di sopravvivenza si aggira tra il 40 e il 50% del totale. Non male, se si considerano alcuni dati sconcertanti che vedono sopravvivere solo 1 startup su 10.

In attesa dell’inizio del programma, le centinaia di metri quadrati a disposizione verranno utilizzate per eventi, incontri e come spazi di coworking.

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