Il ministro ci mette una toppa

A 10 mesi dal bando e dopo aver posto condizioni proibitive, il Ministro cerca di rimediare: ricapitalizzazione “a rate” per le startup partecipanti. Sarà la soluzione giusta?

Ricapitalizzazione sì, non in un’unica soluzione ma durante tutta la durata del progetto. L’immissione di liquidità sostituita da un’azienda tutor che aiuta la startup e consente, con un parere, a chi eroga il finanziamento, di autorizzarla a spendere quando ha preventivato per un semestre. E poi, tempi più lunghi per la consegna della documentazione e la possibilità di discutere con le aziende le modifiche in questione. Sono queste le proposte su cui stanno lavorando al Miur per risolvere il pasticciaccio del Bando Startup del Miur. Che cosa è successo? Alle startup risultate vincitrici del bando, a 10 mesi dalla pubblicazione, è stato chiesto di ricapitalizzare, versando nuovo capitale con importi anche superiori ai 50 mila euro per poter godere delle agevolazioni previste. Ma questo non era previsto. Quando le startup si sono trovate la richiesta sotto gli occhi è scoppiato il caso, oltre la metà non è in grado si sostenere la ricapitalizzazione.

bando Miur

Il Bando Startup del Miur prevede 30 milioni di euro (provenienti dal Programma operativo nazionale ricerca e competitività 2007-2013) di stanziamenti, 4 regioni coinvolte (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia), 151 progetti ammessi al finanziamento che coinvolgono soggetti pubblici e privati: 48 soggetti della ricerca e 103 soggetti industriali, di cui 4 grandi imprese e 99 piccole e medie imprese. E 4 linee di intervento: Big Data, Cultura ad impatto aumentato, Social Innovation Cluster (creazione di soluzioni tecnologiche per stimolare attività imprenditoriali in rete), Contamination Lab.

Il Bando Startup del Miur è stato pubblicato il 13 marzo 2013. Non prevedeva specifiche condizioni economico finanziarie per poter partecipare. Il 24 luglio è arrivata a quelli che avevano superato il primo step di valutazione una richiesta di presentazione di documenti finanziari per effettuare un’istruttoria economico-finanziaria del progetto e valutare la capacità finanziaria delle società attraverso una correlazione tra fatturato, capitale netto e intensità del finanziamento richiesto. Il 12 novembre è uscita le graduatoria dei progetti innovativi vincitori. Poi il 7 gennaio alle startup vincitrici è stato chiesto di ricapitalizzare.

«Non è vero che la valutazione bancaria non era prevista – precisa Fabrizio Cobis, il manager che si sta occupando del bando – se una startup ha un capitale di 5 mila euro e vuole fare un progetto per un milione chi gestisce soldi pubblici deve garantirsi sul come riesce a farlo. Quello che è discutibile, e di cui ci siamo resi conto anche noi, sono gli esiti di quella valutazione: la ricapitalizzazione e l’immissione di risorse fresche. Quello che non si è colto – ammette Cobis – è che un conto sono aziende già avviate un altro sono le startup».

logo

IL CASO Alessandro Delli Noci, CEO di Advantech, vincitrice del bando e spin-off universitario che si occupa di sistemi di volo e sviluppo aerospaziale, aveva raccontato a StartupItalia! quanto quella venutasi a creare fosse «una situazione difficile – aveva detto – apprezzo comunque che si sia compreso il problema e ci sia la disponibilità a trovare una soluzione». Resta il fatto che «questa valutazione bancaria ha stravolto tutto. Sono certo che oltre la metà delle aziende che hanno partecipato al bando sia in difficoltà».

Delli Noci aveva anche sottolineato come «Advantech e Sphera» non fossero «nelle condizioni di poter effettuare l’aumento di capitale sociale richiesto per la sottoscrizione dell’atto d’obbligo. In fase di scrittura progettuale si è prodotta una proposta che fosse in grado di garantire un tool finale industrializzabile di concerto con il nostro partner industriale, pertanto i relativi costi sono stati ponderati attentamente in funzione delle necessità di progetto, non essendo tra l’altro presente alcun parametro restrittivo di questo tipo all’interno dell’avviso pubblico». Insomma per Advantech e Sphera «questa richiesta da parte del Miur» pone le startup «in una situazione di estrema difficoltà» al punto da poter portare «alla rinuncia del finanziamento».

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