2014, sarà l’anno dell’innovazione in Cina?

Rete 4G, robot, veicoli elettrici e pagamenti online, questi i settori su cui investirà la Cina nel 2014. Li Kequiang: “Punteremo sulla creatività delle persone per la promozione dell’innovazione”

«Nel 2014 saranno compiuti maggiori sforzi per supportare l’innovazione e la ricerca e sviluppo di nuove tecnologie», queste le parole di Wan Gang, Ministro cinese delle Scienze e Tecnologie per spiegare quali saranno le prospettive per il nuovo anno. A rimarcare che ormai la strada intrapresa va in questa direzione, anche le parole del premier Li Keqiang: «La Cina subirà una profonda riforma, rompendo le barriere dei suoi meccanismi istituzionali e puntando sulla creatività delle persone come essenza nella promozione dell’innovazione». In un ecosistema tech, veloce come quello cinese, tutto può accadere nel corso di un anno ma, per attuare un piano strategico in ambito tecnologico, Pechino ha deciso di puntare l’attenzione su alcuni settori come la rete 4G, i robot e i veicoli elettrici. Molti ricercatori cinesi stanno sviluppando progetti anche con l’obiettivo di essere in linea con le tendenze mondiali.

Quali i trend da tenere d’occhio? Prima di tutto la rete 4G per tutta la Cina. Nel mese di dicembre, il governo ha deciso di concedere le licenze, un passaggio importante che permetterà a China Mobile di sviluppare la più vasta rete 4G al mondo. Entro la fine dell’anno si prevede la copertura di oltre 340 città cinesi, inoltre un ulteriore sviluppo arriva dall’accordo firmato con la Apple. Nel 2014 si calcola la vendita di oltre 100 milioni di cellulari che implica anche una serie di investimenti, per esempio nell’organizzazione dei dati o nello sviluppo di app, giochi e video online.

La lotta all’inquinamento è un punto cruciale per Pechino che ha lanciato un nuovo programma di sussidi per promuovere l’uso di veicoli elettrici soprattutto nelle aree intorno a Pechino e Shanghai. L’obiettivo è raggiungere la quota di 500.000 auto ibride ed elettriche entro il 2015 e di 5 milioni entro il 2020. Le sovvenzioni del governo serviranno anche ad aumentare il numero di autobus e taxi con motori elettrici e ibridi anche se c’è la carenza di stazioni per la ricarica. Per ora, gli sforzi per abbattere l’inquinamento atmosferico non hanno dato i risultati sperati poiché il numero delle macchine ecologiche sono ancora poche, infatti nel 2012 sono state effettuate solo 12.000 immatricolazioni.

Un altro punto cruciale saranno i pagamenti online. Per la prima volta i cinesi possono scegliere opzioni non governative per i servizi finanziari, inclusi investimenti in fondi detenuti dai colossi del mondo digitale come Alibaba e Baidu. Inoltre rimane aperta la questione dei Bitcoin, la moneta digitale che è diventata la principale valuta di scambio in Cina. Dopo un periodo altalenante del prezzo dei singoli Bitcoin e una lunga polemica tra sostenitori e detrattori della valuta virtuale, che funziona senza l’intermediazione di un’autorità centrale, Pechino ha stabilito che non può essere usata per i pagamenti o dalle istituzioni finanziarie.

Continua dunque il fermento nel mondo dell’innovazione e non potrebbe essere diversamente visti gli incoraggianti risultati che la Cina ha raggiunto nel 2013. La spesa cinese in ricerca e sviluppo ha raggiunto 1.180 miliardi di yuan (circa 195 miliardi di dollari) e si stima sia pari a quasi il 2% del Pil. Il numero dei ricercatori impiegati è di circa 3,6 milioni di persone e sono stati registrati oltre 590.000 brevetti, con un incremento del 24% rispetto al 2012.

 

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