“Non siamo solo un incubatore”. Alla scoperta di b-ventures

Quattro chiacchiere con Mauro del Rio e Tiziano Tassi di Caffeina per capire come funziona l’acceleratore di Parma. “Nel fare impresa molte cose non le pianifichi, succedono se entri in contatto con gli altri. Ecco perché nasce b-ventures”

Da una parte Mauro del Rio, fondatore di Buongiorno e ideatore di B-ventures, dall’altra Tiziano Tassi, che nel 2011 insieme ad altri due soci ha fondato Caffeina, la digital agency che da ottobre è ufficialmente entrata nel programma dell’acceleratore parmense. Un racconto a due voci per capire cosa vuol dire creare un incubatore e cosa significa per una startup lavorarci dentro ogni giorno.

CAFFEINA

Mauro Del Rio, partiamo dalla sede, perché a Parma e non in una grande città?

Perché no? Buongiorno è nata nel 1999 proprio a Parma e quando, con l’acquisizione della società da parte di NTT Docomo, si è chiusa una fase della nostra vita aziendale abbiamo deciso di partire con qualcosa di nuovo proprio da dove avevamo cominciato. Scegliere gli uffici di Parma ha avuto una valenza simbolica, è un ritorno alle origini ma la nostra idea è che questo progetto non resti qui. Buongiorno è una società che ha una forte propensione internazionale e noi cerchiamo startup che, come Caffeina, ci tengano a stare a Parma in una fase iniziale ma che poi vogliano scalare internazionalmente in maniera rapida facendo leva sul network di uffici e di persone che la nostra società mette a loro disposizione.

Rispetto ad altri incubatori e acceleratori che offrono finanziamenti consentendo alle startup di restare nelle loro città di origine voi richiedete la presenza nella vostra sede, perché questa scelta?

Credo che la vicinanza fisica tra le strartup tra di loro e tra le startup e le persone di Buongiorno abbia un valore. C’è una sorta di serendipity, nella vita così come nel fare impresa molte cose non le pianifichi, succedono se hai occasione di entrare in contatto con gli altri. Le società che ospitiamo imparano le une dalle altre, senza considerare l’effetto positivo collaterale su chi lavora in Buongiorno e sulla cultura aziendale, che per noi è molto importante. Mi piace considerarci una startup adulta e le persone che lavorano con noi sono degli esperti startupper che, da un lato, possono trasferire esperienze e competenze facendo vedere, anche fisicamente, che si può fare, che non sono alieni quelli che ci sono riusciti e, dall’altro, beneficiano delle idee nuove di chi ha appena cominciato e vede il mondo con occhi diversi.

Mauro Del Rio, cosa rende B-Ventures diverso dagli altri incubatori?

La differenza che salta subito all’occhio se ci confrontiamo con altre realtà ben avviate e che funzionano da anni è che si tratta di progetti autonomi; il loro core business è fare l’incubatore. Per noi non è così, B-ventures è un’attività collaterale rispetto a Buongiorno. Il vantaggio è che le persone che lavorano con noi da diversi anni sono a disposizione delle startup. C’è una persona a loro dedicata, un mentor, che sta a Parma e conosce molto bene la struttura dell’azienda e sa dove indirizzarli e come aiutarli in caso abbiano bisogno di supporto.

Tiziano Tassi, perché proprio B-ventures?

Buongiorno è arrivato a gennaio 2013, io e i miei soci (Antonio Marella ed Henry Sichel, ndr) avevamo già avuto altre proposte di investimento nel corso del tempo ma le abbiamo sempre rifiutate con decisione perché non avevamo mai visto un valore oltre ai soldi. Mauro del Rio è arrivato offrendoci cifre in linea con gli altri ma aggiungendo un valore intangibile: la possibilità di fare un’esperienza di business unica all’interno di un’azienda che ce l’ha fatta, vicino a persone di livello eccellente che sanno come funziona il mercato e come consigliarti al meglio. Così siamo entrati nella prima fase di incubazione e, successivamente, in quella di accelerazione.

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Mauro Del Rio, Con quale criterio selezionate le startup?

Non ci focalizziamo su un settore o su un mercato in particolare, cerchiamo società che siano su mobile e che vogliano internazionalizzarsi. Un’altra cosa importante è il team, il livello di autonomia, di competenza ma, soprattutto, la volontà. La grandezza non è importante anche perché abbiamo punti di ingresso differenti. Bestiacce, una delle tre startup selezionate durante il pitch-day di ottobre (le altre due sono WiSocial e P-Commerce,ndr),  meno matura delle altre, è, infatti, entrata nella fase di incubazione (che dura 3 mesi e offre 10 mila euro sotto forma di servizi in cambio del 10%) con la speranza che cresca e passi a quella di accelerazione come hanno fatto Aerodron, Caffeina, WiSocial e P-Commerce (9 mesi, 30mila euro in contanti + 30mila in servizi per un altro 10%).

Tiziano Tassi, cosa è cambiato da quando siete entrati a far parte del progetto?

Abbiamo ampliato notevolmente la nostra rete di contatti e di possibili clienti. In un mercato in cui contano le relazioni, essere inseriti in un network così grande ti mette nelle condizioni di essere segnalato e consigliato a partner e realtà prima lontane. Inoltre rispetto a prima c’è la possibilità di parlare con persone nuove, di confrontarci, di mettere il naso fuori dall’ufficio e farci consigliare da chi questo mestiere lo fa da anni. E questo ti consente di concentrarti molto più sul business perdendo meno tempo a cercare dei consulenti.

Mauro del Rio, quali sono i prossimi passi di B-ventures?

Nel 2014 vogliamo fare more of the same, ci piacerebbe anche riuscire ad aprire al processo di internazionalizzazione (la terza fase, di 12 mesi con 50mila euro di finanziamento, ndr). La startup prescelta potrebbe anche non essere a Parma o in Italia, potremmo decidere di far venire dall’estero una società che desidera aprirsi al mercato italiano. Inoltre ci stiamo preparando per il pitch-day di marzo, la call for application è aperta fino a metà febbraio.

Tiziano Tassi, cosa vedi nel futuro di Caffeina?

Entro la fine dell’anno vogliamo ampliare il nostro team, facendolo arrivare a 20 persone (per questo sono alla ricerca di uno sviluppatore, un designer e una persona che si occupi di marketing digitale, inviate i vostri cv a [email protected]), fatturare 1 milione di euro e investire in ricerca e sviluppo. E poi, chissà, internazionalizzarci partendo da Parma, proprio come ha fatto Buongiorno.

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