Dalla Nokia ad una startup. La storia di SpidWit

Dino De Luca e Antonio Parlato ci raccontano la nascita della loro startup. Ex dipendenti Nokia, si sono rimessi in gioco, e in questi mesi lanceranno la versione definitiva della loro web app

Spidwit

“Nothing is a mistake. There’s no win and no fail, there’s only make”. La sesta regola del decalogo di John Cage è forse la più conosciuta. Ma probabilmente Dino De Luca e Antonio Parlato le hanno interiorizzate tutte per creare SpidWit, un nuovo sistema per mettere “in ordine”, in maniera totalmente personalizzata e facilmente fruibile, l’immensa mole di informazioni che ci interessa e che giornalmente gira in Rete.

I due ideatori della piattaforma, infatti, fino all’anno scorso erano dipendenti di Nokia nella sede di Catania. Poi la crisi: il colosso finlandese ha deciso di chiudere nel territorio etneo e i due catanesi si sono ritrovati senza lavoro. Una tragedia? Non per loro che hanno invece visto un’opportunità.

Così Dino De Luca, 40 anni (o, come gli piace definirsi, “venticinquenne con 15 anni di esperienza”), con un passato da Head of Sales e una tesi di laurea su Information Retrieval realizzata alla Cornell University di New York (con tutor quell’Amit Singhal oggi senior vice president di Google), e il 36enne Solution Architect Antonio Parlato hanno deciso di reinventarsi immediatamente.

dino e antonio

Gli ingredienti giusti c’erano tutti: le idee, fino a quel momento tenute nel cassetto, il talento e qualche soldo, proveniente dalla buonuscita di Nokia.

In poco tempo Dino e Antonio, da CEO e CTO, si sono focalizzati sul progetto giusto e una volta completato il team con Paola Mirone, esperta in comunicazione e social media entrata con il ruolo di CMO, a fine 2012 è iniziato lo sviluppo di SpidWit.

Il problema da risolvere non era banale. In Rete c’è una miriade di informazioni che viaggiano a una velocità impressionante. Come riuscire a organizzare quelle che ci interessano in maniera facilmente fruibile? SpidWit risponde a questa domanda. «Abbiamo realizzato una web application – spiega Dino De Luca – che grazie a un algoritmo simile a quello utilizzato da Google riesce ad analizzare tutte le informazioni che vengono trasmesse dai nostri contatti in social network come Twitter e Facebook. Da questa analisi si evincono i nostri interessi principali e tutte le news o gli aggiornamenti che corrispondono a questi criteri vengono raccolti e organizzati attraverso un’interfaccia semplice e intuitiva, come fosse un magazine online, senza il rischio di perderle nel flusso».

Così, se siamo appassionati di sport e, non a caso, tra i nostri contatti social ci sono altri appassionati o profili di sportivi o di testate sportive, SpidWit ci consegna, automaticamente, un innovativo “magazine” digitale che raccoglie tutte le informazioni (con relativi link alle fonti) trasmesse sul tema.

Il progetto, in pochi mesi, è stato perfezionato e ha ricevuto i primi riconoscimenti. A maggio 2013 è stata una delle 12 idee selezionate per il programma di mentorship di Wind Business Factor e a settembre è rientrata nelle 8 startup scelte da itCup per l’investors day al Pisa Internet Festival.

Confronti che sono anche serviti per ampliare gli orizzonti.

Oltre alla versione gratuita per privati, i founder di SpidWit hanno deciso di testarne anche una corporate, dedicata alle aziende che hanno interesse a esaminare e collezionare le news per la realizzazione di  rassegne web o di web content, con un database di riferimenti fornito da SpidWit – testate online, blog o social network – ai quali ogni cliente può aggiungerne autonomamente di nuovi in base alle proprie esigenze. Un’applicazione, quest’ultima, che sta avendo riscontri molto incoraggianti visto l’interesse e l’apprezzamento suscitati nelle aziende che ne stanno usufruendo per un periodo di prova-test gratuita.

In questi primi mesi del 2014 SpidWit sarà rilasciato in versione definitiva.

Il motore di ricerca della moda cresce e aggiunge altre città | Papèm

La startup, guidata da Alberto Lo Bue e Carlo Alberto Lipari, dopo aver ricevuto il premio Endeavor ai MYllennium awards, ha annunciato che l’espansione non si fermerà fino a quando Papèm non sarà presente in ogni angolo di tutte le città

Petit Pli, gli abiti progettati per crescere insieme ai bambini

Petit Pli è una tuta sportiva neutra e impermeabile il cui tessuto si allunga e si adatta perfettamente a bambini dai 6 mesi ai 3 anni. In questo modo i genitori non saranno costretti a comprare di continuo vestiti per i loro figli in crescita

Efficienza energetica in edilizia. La call di Klimahouse Startup Award

C’è tempo fino al 20 novembre per partecipare alla seconda edizione della call per startup europee attive nell’ambito delle tecnologie legate allo smart building, allo smart living e alla smart city che mettano al centro del proprio operato la sintonia tra uomo e natura