“Una macchina da soldi”. Francesco Sullo racconta Passpack

Un’azienda statunitense acquisisce Passpack, un password manager. “Ha comprato la nostra tecnologia e la reputazione solidissima”. Francesco Sullo spiega come è nata e come è cresciuta la sua startup

Mai startupper forse è stato così restio dal farsi intervistare. Si tratta di Francesco Sullo, calabrese di nascita e fondatore di Passpack, il password manager che è stato da poco acquisito da Kemesa, azienda statunitense con sede a Salt Lake City, nello Utah.
Un password manager è quello strumento che ti evita il mal di testa da eccesso di password da ricordare e aiuta a gestire gli accessi ad una moltitudine di siti.
Non gli piacciono le interviste, non vuole stare al centro dell’attenzione, anche se talvolta comunque ci finisce. Un ritratto che non coincide affatto con lo stereotipo del CEO di una startup. Negoziamo. Lo convinco: sono i giornalisti a voler stare al centro dell’attenzione durante un’intervista.
Chi sei?
Sono uno che vede problemi dappertutto e cerca di risolverli.

L’ultimo problema che hai risolto?

Dopo Passpack ho soprattutto risolto problemi software, un po’ nell’ombra. Ho avuto però un sacco di idee su altri problemi che si potrebbero risolvere con un servizio o un prodotto ad hoc. E mi sto concentrando adesso su uno di questi per lanciare una nuova startup a febbraio o marzo.

Iniziamo con Passpack e poi andiamo a vedere che vuoi combinare a febbraio…
Perché Passpack è stata acquisita?

Passpack è stata acquisita per il prodotto e la reputazione. Il compratore, Kemesa, ha un suo password manager di livello inferiore a Passpack e poco conosciuto. Quindi ha comprato la nostra tecnologia, da una parte, e la nostra reputazione solidissima, che in questo ambiente vale oro.

Ha acquisito solo la tecnologia o anche il team? Quanti siete?

Ha comprato solo la tecnologia. Fino a che l’ho gestita io, Passpack è stata una macchina da soldi. Non c’erano dipendenti perché fino ad un certo punto non avevamo abbastanza cash per pagarli, poi perché conflitti interni al CdA hanno bloccato ogni proposta di crescita. Io mi sono quindi limitato negli ultimi due anni a fare manutenzione e community management. Ma, per farti capire, ciò nonostante le revenues hanno continuato a crescere anno per anno di un fattore due.

Un successo quasi individuale. Strano nel mondo startup dove si punta tutto sul team…

Se il prodotto va da sé e non trovi l’accordo per decidere come farlo crescere, lo fai andare e vedi che succede. E’ più o meno quello che abbiamo fatto. Il team è molto importante, ma se devi crescere. Nel nostro caso stavamo aspettando che Passpack crescesse di suo. E, come ti dicevo prima, non avevamo il cash, per assumere. Quando poi l’abbiamo avuto, avevamo idee diverse su cosa farci.

Quando è nato?

Passpack è nato nel dicembre 2006Nicola Mattina – che inizialmente era un nostro cofounder – aveva uno slot a LeWeb3 (evento per startup a Parigi, ndr) e ci propose ti presentare lì il prodotto. Ma il prodotto, quando ce lo disse, a fine novembre, non esisteva. Così io e Tara (Kelly, co-founder di Passpack, ndr) ci mettemmo a lavorare giorno e notte e in 11 giorni la prima versione di Passpack fu pronta per essere presentata a LeWeb3 il 12 dicembre.

Si può dire a quanto l’hanno comprato?

No.

Parlavi di un prossimo progetto. Di che si tratta?

E’ uno showcase per team. Ma al momento non posso dirti molto di più. Ci sto lavorando su e non so cosa diventerà quando sarà pronto. Queste cose evolvono…

Evolverà insieme a Tara?

No. Lei sta lavorando da tempo su altri progetti. E visti i contrasti che abbiamo avuto negli ultimi anni su Passpack, non sarebbe una buona idea in nessun caso.

Quindi correrai da solo… 

In realtà ho provato a trovare un cofounder, ma è veramente difficile. Ciò che ho imparato con Passpack è che cofounder ed investitori vanno scelti con la massima attenzione. Se non c’è una visione comune un cofounder alla prima crisi creerà più problemi che altro. E se non c’è la giusta considerazione del mio lavoro, un investitore al primo problema cercherà di prendere il controllo facendo solo danni. Purtroppo in una startup ci sono sempre momenti negativi da superare e quindi per ora parto da solo.

Ti prenderai vacanza fino al lancio del nuovo progetto?
Vacanza? Macché, sto anzi lavorando più del solito.

Da vero startupper…
In bocca al lupo e grazie
Prego.

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