Caso Miur: hanno vinto le startup!

Il lieto fine del pasticcio del Bando Miur per le startup. 39 i progetti vincitori che inizieranno il cammino insieme al Ministero. Cobis: “Sono percorsi che si concludono con dei progetti industriali”

La prossima volta si incontreranno alla metà di marzo e sempre al Miur. E lo faranno ancora, per tutti e due gli anni di durata del progetto. Porte aperte al Ministero della Pubblica Istruzione per gli startupper vincitori del bando sulla ricerca innovativa. Il ministero dell’Università e della Ricerca scientifica ha aperto un tavolo il 6 febbraio a cadenza mensile con una delegazione di rappresentanti dei 39 progetti vincitori del bando StartUp, per venire a capo di un pasticcio.

E’ successo che alle startup risultate vincitrici del bando, a 10 mesi dalla pubblicazione, è stato chiesto di ricapitalizzare, versando nuovo capitale con importi anche superiori ai 50 mila euro per poter godere delle agevolazioni previste. Ma questo non era previsto. Quando le startup si sono trovate la richiesta sotto gli occhi è scoppiato il caso, perché molte non erano in grado si sostenere la ricapitalizzazione. Al Ministero hanno pensato ad un modo open per sbrogliare la matassa. Tanto open che dell’incontro c’è pure uno Storify. Un #meetStartup che sa di buona pratica.

Fabrizio Cobis è il manager del Miur che si è occupato della vicenda e il 6 febbraio era al Ministero insieme alle startup. Dopo un incontro a Bari la proposta è stata: ricapitalizzazione a rate, immissione di liquidità sostituita da un’azienda tutor che aiuta la startup e consente, con un parere, a chi eroga il finanziamento, di autorizzarla a spendere quando ha preventivato per un semestre. E poi, tempi più lunghi per la consegna della documentazione. E la possibilità di discutere con le aziende le modifiche in questione.

«Abbiamo chiamato le startup al Ministero – ha detto proprio Fabrizio Cobis – spiegando i motivi di certe scelte. – Nei contenuti è passata la nostra proposta ed è stata apprezzato anche il nostro approccio, senza calare niente dall’alto». In fatto di contenuti le startup dovranno versare il 25% della ricapitalizzazione richiesta subito e il 75% entro la fine dell’anno. In tema di tutor Cobis durante l’incontro del 6 febbraio ha detto di aver contattato allo scopo l’Aifi, Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital. E ha aggiunto che si è fatta avanti anche LuissEnlabs. «Faremo questi incontri una volta al mese e chiederemo alle startup di essere rappresentate. La durata degli incontri? Per tutto il tempo dei progetti, che è di due anni, fino al 2015». Non solo. «Questi sono percorsi che di solito si concludono con dei progetti industriali – dice ancora Cobis – prototipi che non vanno subito sul mercato, per i quali ci sarà anche una fase di accompagnamento».

 

LE REAZIONI “In viaggio verso #meetstartup, il modo “open” del @PONREC per risolvere i problemi” ha twittato Antonio. Per Antonella “@PONREC: Il 6 febbraio invitiamo tutte le #startup del #bandomiur al Ministero. Parliamoci e partiamo” mi piace così si fa”. Simon Pietro ha sottolineato “lo sforzo encomiabile, in ogni caso. +1 a tutta la squadra #ponrec”. Questi alcuni dei commenti dello Storify.

LE TAPPE Il Bando Startup del Miur prevede 30 milioni di euro (provenienti dal Programma operativo nazionale ricerca e competitività 2007-2013) di stanziamenti, 4 regioni coinvolte (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia), 151 progetti ammessi al finanziamento che coinvolgono soggetti pubblici e privati: 48 soggetti della ricerca e 103 soggetti industriali, di cui 4 grandi imprese e 99 piccole e medie imprese. E 4 linee di intervento: Big Data, Cultura ad impatto aumentato, Social Innovation Cluster (creazione di soluzioni tecnologiche per stimolare attività imprenditoriali in rete), Contamination Lab.

Il Bando Startup del Miur è stato pubblicato il 13 marzo 2013. Non prevedeva specifiche condizioni economico finanziarie per poter partecipare. Il 24 luglio è arrivata a quelli che avevano superato il primo step di valutazione una richiesta di presentazione di documenti finanziari per effettuare un’istruttoria economico-finanziaria del progetto e valutare la capacità finanziaria delle società attraverso una correlazione tra fatturato, capitale netto e intensità del finanziamento richiesto. Il 12 novembre è uscita le graduatoria dei progetti innovativi vincitori. Poi il 7 gennaio alle startup vincitrici è stato chiesto di ricapitalizzare.

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