Cina, la potenza globale dell’innovazione

2.2% sarà l’incremento della spesa previsto dalla Cina per la ricerca e lo sviluppo entro il 2015. Obiettivo: garantire al Paese lo status di “nazione sviluppata”

La Cina spende più dell’Europa in ricerca e sviluppo. Secondo uno studio realizzato dall’OECD, nel 2012 la Repubblica popolare cinese ha investito l’1,98% del Pil nel settore della tecnologia e dell’innovazione, con un incremento del 7,6% rispetto agli anni precedenti. Una tendenza che non sembra arrestarsi dato che il governo nel Piano quinquennale ha stabilito che per il 2015 ci sarà un incremento della spesa del 2,2%. E se per il 2012 la spesa dei 28 Stati membri dell’Unione europea era paragonabile a quello della Cina con l’1,97% del Pil, nel 2013 la crescita è stata nulla.

Ora queste cifre e numeri tradotti significano una maggiore competitività delle imprese, la nascita di un ecosistema favorevole all’innovazione e allo sviluppo tecnologico, un aumento di  finanziamenti per le startup. Insomma una serie di azioni supportate anche dal governo. La leadership cinese è consapevole che per garantire alla Cina lo status di “nazione sviluppata” deve focalizzarsi sulle tecnologie e sull’offerta di nuovi prodotti e servizi.

Pur essendo la seconda economia del mondo, la Cina è rimasta indietro in termini di investimenti in ricerca e sviluppo rispetto ad altri paesi. La Corea del Sud spende il 4,4% del Pil, il Giappone il 3,3% mentre gli Stati Uniti il 2,8%. L’obiettivo è quindi colmare questo gap. Così le aziende cinesi sono diventate più determinate nella loro corsa all’innovazione al punto che in cinque anni il 26,5% delle imprese ha deciso di aumentare le spese in ricerca e sviluppo e l’88% vuole sperimentare nuove tecnologie in Cina per poi competere a livello globale.

I cinesi stanno facendo di tutto per sfatare il mito che sono solo bravi a copiare. Se una parte delle aziende ha come unico obiettivo quello di migliorare i prodotti e i processi già esistenti, è pur vero che esiste un crescente numero di imprese che cerca di implementare strategie di innovazione con una visione di lungo termine, sviluppare nuovi prodotti e testarli anche su mercati internazionali. In più la Cina ha deciso di incentivare la formazione dei propri talenti, la comprensione delle richieste del mercato e quindi dei consumatori, la realizzazione di infrastrutture efficienti, la protezione della proprietà intellettuale e la cooperazione con università e istituti di ricerca. Per diventare una potenza globale dell’innovazione.

Marchionne, oltre gli schemi dell’innovazione del XXI secolo

Accade che sabato 21 luglio 2018 Mike Manley succede a Sergio Marchionne (dopo 14 anni). Dopo un CdA d’urgenza convocato nel pomeriggio al Lingotto, nello storico quartier generale di via Nizza 250

Open Innovation Club, startup e big company scrivono insieme il futuro

Ospite di Enel, prende il via il programma d’incontri rivolti a imprese e PA per confrontarsi sulle best practices innovative da applicare. Tra i soci grandi realtà come TIM, Cisco, Ferrovie dello Stato e Google