Ad un miglio da Zuckerberg: il vero successo di WhatsApp

Un’amicizia e solo qualche miglio di distanza: ecco ciò che intercorreva tra Facebook e WhatsApp. Saranno questi i veri motivi dell’acquisizione? L’opinione di Stefano Bernardi

Facebook

Un amico è un tesoro, si dice. Può capitare che questo tesoro valga 19 miliardi di dollari? A quanto pare in Silicon Valley è possibile. E’ quello che sostiene su medium.com Stefano Bernardi, attualmente basato a San Francisco e fondatore di Italian Startup Scene, la  prima comunità di startupper italiani e ancora quella più forte. Cosa significa prendere il caffè nello stesso bar di Mark Zuckerberg? Sicuramente significa avere una possibilità in più, soprattutto se ti chiami Jan Koum e sei il CEO di WhatsApp. Altrettanto sicuramente non è stato l’unico motivo per cui il gigante dei messaggini istantanei è stato acquisito dal colosso di Palo Alto, però, avere la sede a due passi aiuta.

Si è tanto parlato dei soldi, 19 miliardi, un’esagerazione per molti. Si è discusso anche molto sull’utilizzo che ne farà Facebook del fumetto verde con la cornetta bianca che appare tra le applicazione di (quasi) qualunque cellulare. E se invece guardassimo la faccenda con un altro occhio? Guardando le distanze che intercorrono tra le due aziende e tra le case dei due CEO. Rispettivamente: 7.4 miglia e meno di 1 miglio.

Quali altri CEO al mondo possono andare a bere un caffè con Zuckerberg o cenarci insieme all’occorrenza? Molto pochi. E quali altri possono vantare un’amicizia lunga 2 anni con Mr Facebook? Ancora meno.

Checché se ne dica, creare un’azienda in Silicon Valley conta molto nel successo che tale azienda potrà avere.

Se volete creare un’azienda che cambi davvero il mondo e non vi trovate in California, sarà molto più complicato riuscirci. Parola di Bernardi.

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