Come fare un’app virale: lo insegna il MAAC. In arrivo a Roma

Oltre mezzo milione di finanziamenti ottenuti per i 15 team partecipanti alle scorse edizioni. Il Moblie App Acceleration Camp fa spiccare il volo alle startup mobile

roma-febbraio2014  Il 15 e il 16 Aprile si terrà a Roma la quarta edizione di MAAC, il Mobile App Acceleration Camp, un programma che grazie a coach indipendenti ed esperti Microsoft, Nokia e AppCampus, è riuscito in pochissimo tempo a finanziare già tanti progetti Made in Italy. Dopo solo tre eventi (due a Roma realizzati grazie a Luigi Capello di Luiss EnLabs e uno a Torino organizzato con Massimiliano Ceaglio e Agnese Vellar di I3P) ben 15 team italiani hanno ottenuto finanziamenti per un totale di 540 mila euro. Il progetto è partito nel maggio dello scorso anno quando è stato lanciato un pilot (AppSpark: un mix tra AppCampus e BizSpark) che nel giro di pochi giorni ha assegnato a 5 startup ben 190 mila euro e in meno di 4 mesi, grazie alla collaborazione con Soha Hohnecker, è diventato un programma internazionale di Microsoft presente in più di 40 nazioni.  

MAAC è un programma di accelerazione verso AppCampus, il fondo di investimento internazionale di Microsoft e Nokia gestito da Aalto University in Finalndia, che ha lo scopo di creare e supportare (con 18 milioni di euro) l’ecosistema di developer talentuosi intorno a Windows Phone e di identificare nel mondo le potenziali killer application del futuro. AppCampus opera in due modi: assegna un grant al team da 20 mila, 50 mila o 70 mila euro a seconda della complessità dell’app, e supporta i team selezionati con attività di training e mentorship durante e dopo l’uscita dell’app.

Come in tutte le storie che si rispettano, anche il MAAC è nato da un’esigenza molto precisa, ovvero capire il perché durante il primo anno di attività di AppCampus, dall’Italia erano arrivate pochissime candidature e tutte, tranne una, erano state rifiutate.  Tra l’altro, alcune di queste candidature rifiutate erano state fatte da quelle stesse startup che si stavano distinguendo per innovazione e capacità di execution in Italia e all’estero. Com’era possibile, quindi, che nessuna di queste riuscisse a farsi finanziare da AppCampus?

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Solo dopo un’attenta analisi si è riusciti a capire che tutte le candidature rifiutate avevano un fattore in comune: erano tutte ricavate dai business plan che le startup erano solite dare ai tradizionali VC. Peccato che AppCampus non è un fondo di investimento focalizzato sulla crescita della startup in quanto azienda ma, al contrario, è un fondo dedicato alla ricerca delle migliori idee capaci di diventare app mobile virali e rilevanti nei diversi mercati. Ci voleva quindi un programma di affiancamento ai team che avevano le migliori idee per aiutarli a trasformare l’idea di app in un piano concreto ed attuabile in tempi brevi. Da questo nasce la rivoluzione del MAAC.

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Il modello MAAC esclude un training tradizionale focalizzato sullo skill transfer e la formazione in aula. Al contrario dà spazio a un’intensa attività di coaching.  Dopo la dura selezione delle migliori idee, 30 coach nazionali ed internazionali per due giorni fanno squadra con le startup ed aiutano i team a definire una concreta strategia per la propria app. I concetti intorno ai quali ruota il progetto MAAC sono due: migliori team e migliori coach. Partecipando a MAAC i team sanno che devono essere pronti a rimettere tutto in gioco e in cambio hanno a disposizione i migliori mentor per le singole aree dei progetti selezionati .

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