Le 10 migliori startup food & wine al NEXT di Milano

Torna NEXT – La Repubblica degli Innovatori. La prima tappa sarà a Milano al Teatro Piccolo, sabato 29 marzo. Dieci startup del settore wine & food si sfideranno a colpi di forchetta

La ricetta del business perfetto? L’innovazione digitale e la buona tavola. Così dieci imprese legate al settore del wine & food scenderanno nell’agone digitale (ma anche molto reale, al Teatro Piccolo di Milano) per contendersi il titolo di migliore startup del proprio settore. Tutte e dieci saranno protagoniste al primo appuntamento del Next, la Repubblica degli innovatori”, previsto sabato 29 marzo alle ore 20 a Milano.

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Ad introdurre queste succulenti imprese che legano la buona tavola ad un ottima conoscenza tecnologica saranno Paola Maugeri e Sonia Peronaci, capitanate da Riccardo Luna. Paola è una notissima VJ, da tempo impegnata nella cucina vegana, in libreria da pochi giorni con il suo “Las Vegans” edito da Mondadori. Sonia Peronaci invece è il punto di riferimento per le startup food in gara: la sua community Giallozafferano è nata nel 2006 sul tavolo della cucina di casa sua, ed oggi è la piattaforma più visitata d’Italia con oltre 3,5 milioni di utenti mese e oltre 2.500 foodblogger impegnate a postare ricette da ogni angolo d’Italia.

Ma eccole: le startup, vere protagoniste della prima competizione Next del 2014. Sono dieci e tutte diverse tra loro. In comune hanno la passione per le nuove tecnologie, l’amore per la buona cucina e il coraggio necessario per tentare di unire questi due elementi in Italia.

dulcis

Tra le dieci realtà ci saranno anche Andrea Nunnari, Alessandro Albanese e Alessandro De Caro. Loro sono i fondatori di Dulcis Store, startup basata sulla ricotta lavorata in tutte le differenti modalità. Il loro primo punto vendita è a Milano. Qui si vendono caffè, gelato e cheeskcake alla ricotta. E poi mille altri dolci. Perché Dulcis è un moderno concept di pasticceria siciliana contemporanea, aperto dalla prima colazione al dopo cena. «Per noi dedizione, ambizione, attenzione maniacale ai particolari sono fondamentali. E poi dedichiamo tanto alla formazione continua del personale, all’osservazione delle tendenze», precisa Albanese.

restopolis

Almir Ambeskovic è il fondatore di RestOpolis, una piattaforma social di prenotazione ristoranti: gli utenti possono cercare e prenotare il proprio tavolo in pochi clic sia da web che da mobile. «E’ stato complesso riuscire a porre le giuste basi per fare percepire il potenziale di internet al mondo della ristorazione. Siamo andati avanti perché  il mercato del booking online dei ristoranti ha già riscontrato un grande successo in molti mercati e l’Italia con la sua cultura gastronomica non poteva fare eccezione», afferma Ambeskovic.

AT

Caterina Torcia è il marketing & communication partner per AT, il primo fast casual restaurant in Italia, una novità che anticipa un trend già presente altrove. Il primo punto vendita si trova a Roma in piazza di Pietra. E se le chiedi qual è l’elemento wow del successo, Caterina inizia un racconto che in fondo è un ottimo menù, tutto da gustare: «Dalla tiella di Gaeta all’acai, dalla baguette allo yoghurt al miele, dalle arance IGP on the go alla zuppa di cavolo nero, passando per il gelato vegano e la torta alla cannella», ricorda Torcia.

Chiara Innocenti è la co-fondatrice di Tunia, azienda agricola che produce vino ed olio con metodi di agricoltura biologica e vinificazione naturale. Ora Tunia è sul mercato con tre etichette di vino. «Ci siamo indirizzati verso una produzione di qualità. Il nostro pubblico è fatto quindi di persone con una elevata conoscenza del vino, amanti delle piccole eccellenze», racconta Innocenti.

Gnammo

Gian Luca Ranno è una delle anime di Gnammo, social eating che sta ridefinendo il concetto di mangiare condividendo. L’elemento distintivo per Gnammo sono le persone che si incontrano a tavola, partendo dalla rete. La nascita della startup? «Tutto nasce da due idee che si incontrano fra Torino e Bari. E come in cucina, quando gli ingredienti suoni buoni, si riescono a fare grandi piatti», racconta Ranno.

Ci sarà poi al Next di Milano anche Paolo Ferraris. Insieme ai due fratelli è il co-fondatore di Le Verdure del mio orto, azienda agricola che commercializza in rete prodotti dell’orto. L’orto è virtuale, ma con prodotti molto reali. Il suo consiglio ai giovanissimi nexter? «Ricordarsi che in Italia il food potrebbe essere l’elemento trainante per uscire da un momento di crisi, non dimenticando mai però le tradizioni, la terra e la qualità che ci deve contraddistinguere», ammonisce Ferraris.

ortogusto

Michaela Bollazzi è la co-fondatrice, insieme a due soci, di Orto e Gusto, piattaforma che oggi conta una quindicina di fornitori di prodotti freschi e conservati. La volontà iniziale è stata la costruzione di un’azienda agricola biologica di famiglia. «L’elemento che piace è il fatto che dietro a un computer ci siano delle persone vere e delle storie: noi siamo la bottega di una volta dove acquistare prodotti veramente buoni e genuini, solo catapultata nel 2014. Siamo appunto la “e-bottega in movimento”», racconta Bollazzi.

rystoJacopo Chirici, ex cameriere e oggi CEO di Rysto, punto d’incontro social fra domanda ed offerta di lavoro nel campo della ristorazione. Con il suo socio si sono incontrati a San Francisco, nel cuore della Silicon Valley. «Noi ci rivolgiamo a due tipologie di pubblico: coloro che stanno lavorando o cercando un’occupazione nel mondo della ristorazione e dell’ospitalità e coloro che hanno un’attività in questi settori», precisa Chirici.

cucinaMancina

 

 

Poi al Next si presenteranno anche Lorenza Dadduzio e Flavia Giordano, due mamme pugliesi che hanno acceso Cucina Mancina, la food community dedicata a chi mangia differente e che aggrega foodmakers. Propone ricette con cibi adatti alle specifiche esigenze alimentari. «I mancini alimentari sono diversamente onnivori: vegetariani, vegani, allergici, intolleranti, diabetici, colesterolemici, ipertesi, curiosi alimentari. Una vera e propria comunità che fa della consapevolezza alimentare una scelta di vita», ricorda con orgoglio Dabbuzio.

cortilia

Infine Marco Porcaro, che è il fondatore di Cortilia, il primo mercato agricolo online per la vendita e la distribuzione di prodotti agricoli a filiera corta. Cortilia raggiunge le persone attente ai sapori autentici, alla qualità a tavola e agli acquisti consapevoli. «Una dei momenti più difficili? Convincere gli agricoltori che le zucchine si potevano vendere su Internet e non solo al mercato agricolo. E che per farlo dovevano raccontare la storia dei loro prodotti come si fa con un prestigioso vino d’annata», racconta Porcaro. Perché la rete in fondo è anche questa: presentare storie di innovazione pur nella loro quotidiana attività, storie da emulare, storie che servono per guardare avanti e per pensare ad un’Italia diversa, che guarda al futuro.

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