Startup, Open Data e storie di innovazione: Matera raddoppia con TechGarage e Next

Giovedì 10 aprile finale di Start Cup Basilicata: 10 progetti innovativi si contendono premi e un ticket per il Premio Nazionale Innovazione. L’11 aprile La Repubblica delle Idee fa tappa i città con il tour degli innovatori

Due giornate ad alta intensità di innovazione: 48 ore in cui si alzerà il sipario sui progetti innovativi che preparano e lanciano Matera verso il futuro. A Casa Cava, nel cuore del Sasso Barisano, giovedì appuntamento con le 10 startup del TechGarage Basilicata 2014, la tappa finale di Start Cup Basilicata, la business plan competition, organizzata da Basilicata Innovazione e Unioncamere Basilicata in collaborazione con dPixel, per sostenere idee d’impresa innovative. Venerdì, al teatro Duni, poi arriva Next – La Repubblica delle Idee: Riccardo Luna porta sul palco le storie degli innovatori lucani: Alberto Cottica, Francesco Cucari, Ilaria D’Auria, Francesco e Terryana D’Onofrio, Antonio La Cava, Carmen Lasorella, Giuseppe Mastrodomenico, Roberta Milano, Andrea Paoletti e Mariella Stella, Piero Paolicelli, Krikka Reggae, Miriam Surro e Domenico Lamboglia, Federico Valicenti. E’ l’occasione giusta per accendere 5 fari sull’innovazione a Matera: le startup del techgarage, ma anche Open Data, Matera Hub, Matera 2019, senza dimenticare il progetto UnMonastery.

techgarage

STARTUP Sono dieci e si contenderanno i tre gradini del podio (e i premi in denaro) al TechGarage Basilicata 2014, sottoponendo il loro progetto d’impresa al giudizio di una giuria, formata da rappresentanti istituzionali, associazioni di categoria, imprenditori locali, giornalisti, docenti universitari, referenti di istituti di ricerca e venture capitalist. Per i 10 progetti progetti d’impresa è il momento della finale. La mission? Staccare anche un biglietto per il Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), in programma a Sassari il 4 e 5 dicembre. In gara: la filiera biologica di Agrimondo, la lotta alle eccedenze alimentari di Cibiamoci, la piattaforma per il fotovoltaico di Cliccaenergia, la differenziata in app del Dizionario dei rifiuti, le collezioni di moda mare di Foolish. E poi ancora, l’app per ingressi in discoteca di Gonnadisco, la piattaforma sulle caldaie di M.I.T.I.CA., Personal Shop, le smart info sulla salute di Sekhmed e Slowfunding, piattaforma di crowdfunding immobiliare. Interverranno al TechGarage Basilicata 2014: Andrea Trevisi (direttore di Basilicata Innovazione), Pasquale Lamorte (presidente di Unioncamere Basilicata), Gianluca Dettori (dPixel), Paolo Cellini (autore del libro “Internet Economics”). Alle 14.30 si comincia.

OPEN DATA E’ uno dei membri più attivi della community di Matera 2019, che sostiene la candidatura della città a Capitale Europea della Cultura. Ed è l’uomo che ha tirato le fila del progetto Open Data a Matera, da cui è nato il portale. Ha 40 anni, si chiama Piero Paolicelli, in rete Piersoft. Sviluppatore di applicazioni (sua è MateraPulita, app che sfrutta gli open data), consulente della Pubblica Amministrazione ed esperto di Open Government per Wikitalia, membro dell’Agenda Digitale Basilicata, Paolicelli sarà sul palco di Next venerdì. «Perché Matera è Next?  Io parlerei di resilienza, la capacità di una città di resistere alle avversità. Ecco Matera è sempre stata capace di andare oltre e di prepararsi al futuro» ha detto subito Paolicelli. La magia e la forza di Matera stanno «nell’accoglienza. E’ una città aperta, è open».

Materaopen

Il portale Open Data «è uno strumento per far vedere come Matera sia permeabile all’esterno». Uno spazio in cui c’è un dialogo continuo fra «pubblica amministrazione, tecnologia e cittadinanza». E in cui «sono direttamente coinvolti cittadini, ognuno per una sezione specifica. Ogni giorno inseriscono ad esempio i dati di quanta acqua o luce consumano, o di quanto spendono». Un esempio? «A Matera abbiamo le mappe della città più dettagliate e condivise, al punto da finire su OpenStreetMap, la mappa collaborativa per definizione».

https://www.youtube.com/watch?v=UD402AG9bkc&feature=youtu.be

Open Data Matera è un caso di eccellenza grazie «all’energia della community Matera 2019 – spiega Paolicelli – ci siamo interrogati non solo su come si potesse contribuire alla candidatura ma soprattutto su cosa potesse rimanere di questo percorso. Ebbene, ci siamo rimboccati le maniche e grazie anche all’accordo con Wikitalia è nato il portale Open Data Matera».

Ma Paolicelli e il suo team non si sono fermati a Matera. «A Spaghetti Open Data a Bologna – ha aggiunto – abbiamo stilato un vademecum sugli Open Data rivolto alla Pubblica Amministrazione. Il primo punto? Trattare gli amministratori come cittadini, insegnare il dialogo fra amministratori e cittadini, coinvolgere la cittadinanza su concetti come trasparenza, collaborazione e Open Data, lavorare per cambiare la pubblica amministrazione».

Da Open Data Matera a Open Data Basilicata, il progetto di Paolicelli non si ferma. «Stiamo rilasciando un portale open data federato dove ogni singolo comune sarà parte integrante del portale regionale. Sarà on line entro questa estate».

MATERA HUB E’ un laboratorio in cui l’innovazione e la creatività ma anche la tradizione diventano i pilastri su cui costruire progetti di respiro europeo e internazionale, come Eye – Erasmus for Young Entrepreneurs, Creative Land Europe e il Progetto turismo empatico. Carlo Magni, che ha appena compiuto 35 anni, lavora a Matera Hub, e sta anche portando avanti, all’interno dell’incubatore di Basilicata Innovazione un progetto imprenditoriale per sviluppare Wreaders, piattaforma di crowdediting. «Matera Hub è un consorzio di imprese – spiega – si occupa nello specifico di sviluppo di progetti di innovazione sociale e di reti di impresa.

erasmus

«Gestiamo progetti come l’Erasmus per giovani imprenditori, un programma dell’Unione Europea per chi vuole fare impresa a conoscere nuovi imprenditori all’estero per accrescere le proprie competenze». Matera Hub è l’antenna per il Sud del progetto e fa da ponte tra gli startupper italiani e gli imprenditori internazionali. Anche Carlo è stato uno di loro. «A gennaio sono tornato da Berlino dove sono stato ospite della Camera di Commercio Italo-Tedesca e ho lavorato al mio progetto: Wreaders».
Andare sì, ma soprattutto tornare. «Acquisire competenze per poi tornare e sviluppare la propria idea di impresa e far crescere il territorio». Perché Matera è Next? Perché «riesce a coniugare la tradizione e valori come l’accoglienza e l’innovazione». Tanto accogliente che Matera Hub sta lavorando anche al progetto Turismo Empatico. «Si fa vivere al turista un’esperienza piena nella città in cui si trova, portandolo a comportarsi come un cittadino» spiega Carlo. Che parla anche di Creative Land Europe «per mettere insieme centri e cluster creativi per favorire la mobilità e il networking». E Matera 2019? «Più che una sfida è un percorso. Indipendentemente da come andrà a finire questa candidatura è importante per quello che si sta portando dietro». E aggiunge: «Bisogna ridurre la distanza fra chi fa innovazione e chi no, con un linguaggio che sia accessibile a tutti. Dobbiamo avvicinarsi di più alla città».

MATERA 2019 Dal 1985 viene assegnato dal Consiglio dei Ministri Europeo il titolo di Capitale Europea della Cultura. Nel 2019, dopo Firenze, Bologna e Genova, il titolo sarà assegnato nuovamente ad una città italiana. Fra le linee guida per la candidatura, la Commissione Europea specifica che una città non viene designata Capitale unicamente per per quanto ha fatto, ma per quanto propone di fare. Che si deve trattare di una candidatura europea, facendo emergere la ricchezza della diversità culturale in Europa o ancora nell’enfatizzare gli aspetti comuni delle culture europee. Che deve essere una candidatura non solo condivisa dai cittadini, ma anche sostenibile ovvero con un programma che ha effetti durevoli e che si inserisca in uno sviluppo di lungo termine. Per sostenere la candidatura di Matera, si è costituito il Comitato Matera 2019.

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