Impara, ama, condividi: la formula magica per creare startup

Non ricordo cosa mi hanno detto per spiegarmi che significasse avviare una startup. In questo senso, non è stato un apprendimento convenzionale. Atterrata a San Francisco non avevo idea di cosa avrei trovato. Gradualmente, ho assorbito caratteristiche di un mondo distante dal mio, e ho scelto di condividere in un blog quanto mi veniva trasmesso…. Read more »

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Non ricordo cosa mi hanno detto per spiegarmi che significasse avviare una startup. In questo senso, non è stato un apprendimento convenzionale. Atterrata a San Francisco non avevo idea di cosa avrei trovato. Gradualmente, ho assorbito caratteristiche di un mondo distante dal mio, e ho scelto di condividere in un blog quanto mi veniva trasmesso. Tornata in Italia, mi sono ritrovata a scrivere di coaching per startup e a raccontare tutto questo in un’aula di economia. Ma di fatto, ho continuato a seguire gli stessi princìpi: imparare, amare, condividere. Gli stessi, in fondo, che ispirano una startup.

Impara, ama, condividi. Sembra che il segreto della creatività stia proprio in queste tre parole. Mihaly Csikszentmihalyi (psicologo che ha dedicato una vita intera a studiare cosa ci rende felici) voleva scoprire quali caratteristiche avessero in comune le persone creative. Per farlo, ha condotto uno studio sistematico su premi Nobel e personalità che, alla soglia dei sessant’anni, avevano lasciato al mondo un contributo importante nelle discipline più disparate: arte, affari, scienza, politica, medicina. Csikszentmihalyi è partito dalla semplice domanda:  “Come fanno le persone veramente creative, a fare quello che fanno?”. E ha ricavato tre tratti comuni.

Imparano tutto ciò che c’è da imparare. La comune idea di innovazione coincide con la rottura di vecchi schemi, dogmi, tradizioni. Vero, ma solo in parte. Potremmo pensare ci sia sempre meno spazio per idee originali. Eppure, il solo fatto che qualcuno abbia proposto la soluzione migliore non vuol dire che la partita sia chiusa. Possiamo sempre migliorare quanto già esiste. Ma per essere veri innovatori, per rivoluzionare il vecchio con il nuovo, quel vecchio dobbiamo conoscerlo, o meglio, padroneggiarlo. Anche a costo di doverlo dimenticare.

La citazione:

“Ho imparato a dipingere come Raffaello; adesso devo imparare a disegnare come un bambino.” (Pablo Picasso)

Amano quel che fanno, per il piacere di farlo. Più che il desiderio di una ricompensa, in termini economici o di popolarità, dovremmo amare veramente quello che facciamo. Purtroppo la maggior parte dei progetti che intraprendiamo non hanno previsioni. Non possiamo presagire l’impatto che avrà la nostra startup. Certo, possiamo organizzare al meglio ogni passaggio, e siamo sempre liberi di fare supposizioni, ma non possiamo pianificare tutto. Ci conviene amare veramente quello che facciamo nel presente, o anche il sogno più invitante può trasformarsi in incubo. E avviare una startup mossi da un bisogno economico, da una sete di fama o di riscatto, non è il miglior punto di partenza. “Noi non creiamo servizi per fare soldi; noi facciamo soldi per creare servizi migliori” dice Mark Zuckerberg. Perché il denaro, la fama, il consenso, sono motivazioni legittime ma insufficienti. Sono i sentimenti gratificanti la nostra spinta più potente. Ed essere gratificati da quanto facciamo ogni giorno è già di per sé il successo più alto a cui possiamo aspirare.

La citazione:

“Trova qualcosa che ami fare così tanto da non vedere l’ora che sorga il sole per continuare a farlo.”  (Chris Gardner)

A San Francisco ho avuto la fortuna di conoscere persone che fanno cose straordinarie. Ad accomunarle, è il fatto di essere mosse da qualcosa che va ben oltre il successo fine a se stesso. La competizione c’è, è inevitabile. Ma è basata su un senso di pienezza che la rende simile a un gioco. L’obiettivo non è cercare di vincere per affermare il proprio valore, ma esprimere tutto il proprio potenziale dando il meglio di sé. “Dobbiamo decidere quello che è davvero importante per noi, e quello che dice di noi ciò che stiamo facendo” diceva Steve Jobs. Ecco perché l’ispirazione va cercata a partire da se stessi. Ed ecco perché le idee migliori, spesso, nascono da un bisogno personale. Perché non importa quanto un’idea ci appassioni sul momento, ma quanto a lungo sarà in grado di entusiasmarci.

La citazione:

“Senza passione, non hai energie. Senza energie, non hai nulla.” (Warren Buffett)

Chi ama ciò che fa non ha soltanto più energie per arrivare lontano, ma ha tutta la libertà di godersi il percorso. Perché chi ama ciò che fa non ha bisogno di consensi, non vede i sacrifici, e accetterà anche di rimanere incompreso per molto tempo.

Interagiscono, condividono. La creatività non è mai un’intuizione spontanea, o meglio, può esserlo solo nella misura in cui interagiamo con il contesto e respiriamo a fondo la cultura in cui siamo immersi. Nessuna scoperta nasce dal nulla, e nessun capolavoro non deve niente a nessuno. Senza la “sponsorship” dei mecenati, neanche Leonardo da Vinci sarebbe stato tale, e senza gli insegnamenti di quest’ultimo non ci sarebbe stato Michelangelo. Così come, senza lo sviluppo tecnologico, non staremmo qui a parlare di Startup. Non si tratta di copiare, ma di lasciarsi ispirare.

La citazione:

“Non importa da dove prendi le cose, ma dove le porti.” (Jean-Luc Godard)

Da sempre l’innovazione è un fenomeno sociale, un prodotto collettivo dato dall’incontro di più menti. Ma è anche il risultato di una continua integrazione: tra persone e tecnologia, tra vecchie e nuove conoscenze, tra bisogni inattesi e soluzioni inedite. La Silicon Valley non è un’oasi felice in cui “tutto è possibile”, ma un terreno fertile che favorisce l’interazione, che permette alle idee creative di circolare, di fondersi, di misurarsi. E una startup dovrebbe nascere dalla sensazione di poter dare un contributo che faccia la differenza, rispondendo all’unico bisogno di trascendere la propria identità individuale per apportare ricchezza e innovazione all’esterno.

La citazione:

“Credo che ognuno di noi abbia una missione nella vita, e che non ci si realizzi pienamente finché non si riconosce quella missione e si dedica la propria vita a realizzarla. Ci sono missioni che durano due settimane o due mesi, altre magari durano vent’anni.” (Blake Mycoskie)

Impara, ama, condividi. Perché parlare di Startup è parlare di creatività. È condividere quanto si è imparato da ciò che si ama.

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