Basta chiacchiere, via ai fatti e Make in South

Innovazione, startup, maker: le 5 regioni del Sud Italia si riuniscono a Catania per cambiare il territorio attraverso le best practices. Ecco chi c’era e le soluzioni che sono state proposte

MakeInSouth940x360-940x320Contaminazione, attività, territorio, cooperazione, opportunità, condivisione. Sono solo alcune delle parole chiavi che hanno caratterizzato Make in South, giornata di confronto con alcuni degli attori che animano gli ecosistemi innovativi del Sud ItaliaWorking Capital Accelerator Catania ha aperto le porte, il 14 aprile, ad una tavola rotonda creata per conoscere meglio le tante iniziative che contribuiscono alla nascita e allo sviluppo di una cultura dell’innovazione nel Mezzogiorno, al fine d’incrementare le prospettive per le nuove generazioni.

L’evento, organizzato dall’associazione StartupCT, ha selezionato i protagonisti di Make in South fra coloro che hanno scelto di cambiare il Sud Italia attraverso best practices sui temi startup, maker, innovazione sociale, economica e tecnologica, puntando ad un incontro di confronto per il rilancio territoriale.

I referenti di Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia si sono trovati nella casa dell’innovazione catanese per suggellare simbolicamente quest’alleanza attraverso la firma di un ‘contratto sociale’, come proposto da Greg Horowitt nel suo libro ‘The Rainforest’; un punto di partenza di un disegno comune di lungo periodo.

«Facciamo sì che il tempo investito si trasformi in una concreta progettualità» ha sottolineato Peppe Sirchia, co-founder dell’associazione StartupCT, durante il suo intervento. Per di più, al fine di dare a questo incontro anche un risvolto pratico, durante Make in South l’associazione YoutHub ha organizzato un laboratorio progettuale, picco di questa giornata di confronto. Divisi in tre team, gli innovatori presenti hanno condiviso le esperienze vissute nei singoli territori per creare un evento in grado di coinvolgere le regioni del Mezzogiorno.

Successivamente Francesco Passantino, co-founder del Google Developer Group Palermo, ha proposto una ‘carovana’ che attraversi il Sud, coinvolgendo startup ed investitori per un tour innovativo di confronto e crescita, mentre Salvo Fallica, a sua volta  co-founder di E-Ludo Interactive, ha proposto di realizzare una rete di spazi fisici che connetta le persone sul territorio a supporto delle startup. Ancora, Fabio Bruno, co-founder di Startup Messina, ha dato spunto ad un progetto incentrato sulle realtà imprenditoriali femminili per far conoscere le opportunità e dare forza alla rete in rosa, attraverso eventi itineranti.

«Lo facciamo perché ci piace e lo vogliamo fare» ha rilanciato a sua volta Francesco Marino, presidente dell’associazione YoutHub, spiegando ai presenti che, attraverso il workshop, i progetti sono destinati a concretizzarsi, e non a rimanere semplici proposte, grazie all’energia dei singoli e alla volontà di una rete che agisce fuori dagli schemi.

Questo perché, nelle parole di Paolo Mirabelli, maker per eccellenza in Calabria, l’ecosistema Working Capital riesce «a realizzare progetti, oltre che a parlarne».

Imprenditori, docenti universitari, referenti di Pubblica Amministrazione e istituti bancari, giovani startupper e makers, tutti si sono uniti verso un fine comune: cambiare le regole del gioco, dal basso, per ripartire dalle persone, prima di ogni altra cosa, per puntare sullo sviluppo.

Mettere in rete le progettualità dei singoli territori, comprendere insieme come possano contaminare il lavoro degli altri e pianificare le attività future attraverso le proposte di tutti è stato il sentiero comune di questo primo, importante, incontro, che certamente non sarà l’ultimo.

Antonio Musumeci per Working Capital

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