Caruso: "Un anno fa creavo Metooo al McDonald's, ora ho un ufficio di 700 mq e sono felice come allora"

“Lo scorso maggio stavo quasi con le pezze al culo”: così inizia storia di Ferdinanzo “Macchia” Caruso e la sua Metooo, la piattaforma per promuovere eventi. Sono la passione e la tenacia che l’hanno portato a perseverare, e adesso è felice come quando ha iniziato

Ieri era il Primo Maggio e si è parlato molto di lavoro. Chi si lamentava, chi lavorava, chi lo considera qualcosa che va inventato, chi invece raccontava la propria storia. Una in particolare, quella di Ferdinando Caruso CEO di Metooo, racchiude in sé la passione, la tenacia e la testardaggine di quello che dovrebbe (e spesso per fortuna è) il mondo delle startup in Italia. Un Paese che spesso non aiuta a creare innovazione, bensì l’ostacola, un però Paese abitato da talenti ribelli, che vogliono esprimersi nonostante tutto e senza alcun permesso. Ecco, uno di questi talenti, che il Primo Maggio guarda ad un anno indietro, fa il gioco della macchina del tempo, e ne esce soddisfatto, ridando speranza a quelli che l’hanno persa. Perché in fondo è dalla speranza di farcela che ci si riesce a mettere in gioco e provarci davvero.

Il post è stato originariamente pubblicato sul profilo Facebook di Ferdinando

#1maggio.
Lo scorso maggio stavo quasi con le pezze al culo, avevo finito tutti i soldi investendo nel mio progetto, e non potendo più pagare il fitto lasciammo l’ufficio, ed io mi trasferii a lavorare da McDonalds, alla Feltrinelli, nei bar, per strada, insomma laddove ci fosse un wifi gratis, una seduta ed un bagno per fare pipi. Chiudemmo l’agenzia, e gli altri si misero in salvo pensando a loro stessi.
Restai da solo con il mio progetto, senza demordere, anzi grattando il fondo per continuare ad investire.
Come disse il mio amico, advisor ed ora socio Carlo, fu un “tuffo dall’alto sugli scogli a piett’’ e palùmm’”.
Eppure lo feci con passione, determinazione, senza mai voltarmi indietro, ma pienamente consapevole dell’enorme rischio che, a 38 anni, stavo correndo.
Ma chi non risica non rosica.
Oggi, a 1 anno di distanza, sono in un ufficio di quasi 700mq, vicino al mare, e sto per partire per Londra per aprire la prima sede estera di Metooo.
Ho un team nuovo, entusiasta di fare quello che fa, che stimo e rispetto, e con cui voglio crescere.
Ho capitali da investire, obiettivi ambiziosi da perseguire, tanto da realizzare.
Ed ho tanto rischio sulle spalle di cui sono pienamente consapevole.
Però sono felice allo stesso modo di quando condividevo il tavolo di McDonald’s con i turisti stranieri e le napulegne con 5 figli.
Perché non è cambiata la passione nel fare le cose che faccio.

Buon 1 maggio a tutti quelli che, a prescindere se facciamo i munnezzari o i professori universitari, fanno il proprio lavoro con passione.

metoo

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