"Su Internet è giocare, non è lavorare"

«Su Internet è giocare, non è lavorare». E’ un signore anziano a dirlo? Di quelli che schiacciano con forza con un solo polpastrello i tastoni di un vecchio cellulare in bianco e nero? No. E’ un ragazzo, un ventenne, un cosiddetto nativo digitale. Siamo ad AnnoUno, su La7,  in una baraonda di voci di giovani… Read more »

«Su Internet è giocare, non è lavorare». E’ un signore anziano a dirlo? Di quelli che schiacciano con forza con un solo polpastrello i tastoni di un vecchio cellulare in bianco e nero? No. E’ un ragazzo, un ventenne, un cosiddetto nativo digitale. Siamo ad AnnoUno, su La7,  in una baraonda di voci di giovani che cercano di avere la meglio per poter fare la propria proposta a Matteo Renzi, ospite in sala. E’ la risposta che sovrasta la voce di Niccolò Ferragamo, CEO di KiwiLocal e presente alla trasmissione, mentre cerca di parlare del suo mondo: quello delle startup. Prendendo le parole della presentatrice, Giulia Innocenzi, è l’unico che ha speranza in mezzo a quella ventina di ragazzi e ragazze. Evidentemente sperare è un verbo che non viene insegnato ad essere coniugato, né nelle scuole, né in famiglia. Ma c’è un’altra cosa che stupisce di più: Internet è considerato un gioco. E’ uno strumento, e siccome è tale si può scegliere come usarlo.

A 14 Niccolò scopre come approfittare di ebay per farci due spicci: compravendita di carte da gioco Magic. «E ci guadagnavi veramente?» continua ad attaccare Cristian, l’altro ragazzo. «Io a 19 anni non avevo tempo di creare un’app, dovevo lavorare». 19 anni era l’età in cui Niccolò aveva iniziato a sviluppare Kiwi, l’app di social networking di prossimità che dopo 3 anni esiste ancora e, anzi, sta crescendo.

Creare un’app, quindi, non è lavorare? A quanto pare non lo è. “Lavorare” su internet è da privilegiati, per coloro che se lo possono permettere, perché tanto i guadagni non ci sono. Fa male sentirlo dire da qualcuno che dovrebbe approfittare delle opportunità che Internet dà, a tutti, nessuno escluso, in modo completamente democratico, senza alcun bisogno di raccomandazioni. Magari è Cristian che la pensa così, una pecora nera. Ma così non è. E si vede quando ai non addetti ai lavori nomini la parola startup. Ma si vede anche solo quando dico che scrivo per un giornale online, si vede nei loro occhi, come se il mio lavoro, per il solo fatto che sia in uno spazio virtuale, sia meno qualificato. Internet è giocare. Lo è certamente, basti vedere i successi milionari di Riccardo Zacconi di Candy Crush Saga che sui giochi ci ha fatto il suo impero, King. Internet è giocare perché ancora molti non hanno capito a cosa serve. E il fatto che non l’abbia capito un ragazzo che nell’era di Internet ci è nato, ci dovrebbe far riflettere. E ci dovrebbe far chiedere cosa abbiamo sbagliato e, soprattutto, come rimediare. Basterà raccontare tantissime belle storie di innovazione su un giornale online, se poi online si sta solo per giocare?

Omnidermal Biomedics vince il Premio Leonardo Startup 2018

Il Comitato Leonardo, in collaborazione con il MISE e l’Agenzia ICE, ha assegnato il riconoscimento alla startup nata come frutto della ricerca del Politecnico di Torino. Omnidermal ha sviluppato il “Wound Viewer”, dispositivo medico capace di acquisire e processare le immagini di ulcere cutanee grazie alla Intelligenza Artificiale.