La tua fottuta musica innovativa. I Beatles, folli inventori del pop

Droga, sesso e pop: alcuni aneddoti sugli inventori di un genere musicale completamente nuovo. Ecco cosa nascondevano i Beatles sotto il caschetto e l’aspetto da bravi ragazzi

«Hey Mr. Lennon! Stai per entrare nella storia!».

Con queste parole Mark Chapman, venticinquenne statunitense, metteva fine alla vita di John Lennon, esplodendo contro di lui cinque colpi di pistola, la notte dell’8 dicembre 1980. La fine dei Beatles era avvenuta appena un decennio prima, e con la morte di uno di loro andava sfumando ogni possibilità di riunione dei Fab Four.

I Beatles, la rock band che inventò il pop, si formò nei primi anni ’60 con una formazione leggermente diversa da quella odierna. Gli esordi avvennero nei peggiori locali inglesi e di Amburgo dove i Beatles (all’epoca conosciuti come Silver Beatles) suonavo spesso per pochi spiccioli. Furono appassionati frequentatori di locali a luci rosse, dove si intrattenevano volentieri con signorine disinibite e amanti casuali, attirate dal loro look ribelle. Scambiavano spesso le ragazze tra di loro e praticavano il sesso di gruppo con estrema disinvoltura, esperienza che avrebbero ripetuto arrivati al successo, sfruttando la disponibilità delle groupies. Proprio ad Amburgo avvenne uno degli eventi più importanti della vita di John Lennon. Una sera mentre i Fab Four tornavano a casa, accompagnati da alcune ragazze, scoppiò una rissa e Stuart Sutcliffe, bassista del gruppo, fu colpito con dei calci alla testa. John e Paul McCartney scapparaono, lasciando Stu sanguinare in strada.

Dopo poco tempo dall’accaduto, Stu lasciò la band per seguire la sua carriera artistica e trasferirsi ad Amburgo dove morì per emorragia celebrale.

Lennon si sentì sempre responsabile della dipartita del compagno, non avendo fatto nulla per salvarlo.

La chiave del successo dei Beatles fu l’incontro con il loro primo manager, Brian Epstein. Questo ambiguo personaggio riuscì a far ottenere ai Beatles il loro primo contratto discografico. Epstein studiò minuziosamente la figura del gruppo e ne ridisegnò il look. Abbandonati i giubbotti di pelle e le scarpe a punta, impose loro un nuovo atteggiamento: vestito elegante per piacere alle madri, capelli a caschetto per piacere alle figlie. John odiava quel vestiario e invitava continuamente Paul, RIngo e George a gettare quei vestiti e tornare come un tempo, ma in fondo McCartney adorava quel look da bravo ragazzo, così non si oppose mai davvero alle direttive del loro manager. Ma la figura di Epstein non si limitava solo a un rapporto professionale con i Beatles: fu reso noto, ma solo dopo la sua morte, delle sue tendenze omosessuali e masochiste. In più si mormorava di un rapporto, più o meno duraturo, con Lennon con il quale condivise un weekend in Spagna, evento del quale, però nessuno conobbe mai la verità. La morte di Epstein avvenne nel 1967 per una overdose di eroina, droga della quale anche John era un consumatore, oltre che di cocaina, oppiacei e trip vari. In una famosa dichiarazione John disse: «Nella mia vita non mi sono fatto meno di 1000 trip con l’LSD».

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Anche gli altri Beatles non erano estranei al consumo di droghe dei più svariati tipi: marijuana, oppio e acidi lisergici, che non mancarono mai di omaggiare nelle loro canzoni che spesso contenevano riferimenti più o meno velati alla loro passione. Anche i loro party privati erano teatro di droghe e prostituite che venivano offerte gratuitamente ai giornalisti, che per timore di scendere dal carrozzone “Beatles”, che offriva loro così tante opportunità di trasgressione, tacevano e non riportavano sui giornali la perversione che vi imperava. Divertenti curiosità si celano all’interno delle loro copertine: una delle più celebri, ad adempio, è quella di “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band“, che oltre a includere nella sua tracklist “Lucy in the sky with diamonds” (da notare le iniziali delle parole, LSD) fu insignita del Grammy per la migliore copertina del 1968. La grafica presentava una moltitudine di personaggi e oggetti piuttosto discutibili, tra cui alcune piantine di marijuana e il fondatore della Chiesa di Satana, Anton LaVey.

Uno degli episodi più diverti e dissacranti che riguardano il quartetto di Liverpool avvenne quando furono insigniti dell’onorificenza di Membri dell’Ordine dell’Impero Britannico. Prima delle cerimonia i Beatles fumarono uno spinello nei bagni di Buckingham Palace e la notizia ovviamente causò un’ondata di disgusto, complici anche le dichiarazione del folle Lennon che alimentava i sospetti intorno a quell’episodio. In seguito fu riportato che si trattasse solo di sigarette, ma con personaggi come i Beatles era veramente difficile giungere alla verità. Senza dubbio resterà alla storia come una delle band più importanti del Novecento, che ha anticipato di decenni la musica moderna in tutte le sue sfaccettature, che ha visto i suoi protagonisti vivere da rockstar dannate e sbandate, ma all’ombra dei rassicuranti capelli a caschetto da bravi ragazzi.

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