Bookabook: "Con il crowdfunding cambiamo il modo di leggere un buon libro"

Una piattaforma di crowdfunding verticale sui libri: una pazzia? Pare di no, in un solo mese due campagne sono andate a buon fine. Tomaso Greco: “Puntiamo tutto sulla community”

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Il lettore, una specie in via d’estinzione. Legato ancora nell’immaginario collettivo alla figura di uno sgobbone con un mattone di 1500 pagine tutte da sfogliare, sembra essere un individuo che non sopravvivrà alla rivoluzione digitale. Bookabook, invece, scommette il contrario. Già che contiene due volte la parola book, libro, nel suo nome, parrebbe destinata a perdere la scommessa, al contrario ha dimostrato per ben due volte in poco più di un mese che ci sono tutte le carte per vincere la sfida.

Di cosa si tratta? «E’ una piattaforma di crowdfunding verticale, incentrata sui libri. Gli autori emergenti propongono le proprie opere, i lettori possono finanziarle e infine, quando un libro raggiunge l’obiettivo prefissato, viene pubblicato». E’ Tomaso Greco a parlare, uno dei co-founder. Non aveva nulla a che fare con il mondo del digitale, né tantomeno con quello del crowdfunding. Come spesso succede, ci è capitato per caso. Laureato in sociologia, professore di sociologia della pubblica amministrazione all’Università dell’Insubria, si è trovato a studiare i modelli di crowdfunding e la legge della Consob. Da lì l’idea, sostenuta con entusiasmo da Emanuela Furiosi, la prima a voler partecipare a questa follia.

Ciò che conta molto per una campagna di crowdfunding è riuscire ad attirare quanti più potenziali sostenitori possibile, essere così specifici potrebbe essere un punto di debolezza, invece… «Ci basiamo molto sulla community, una community che ha interessi simili, legati alla lettura. Se si va sulle grandi piattaforme, c’è sicuramente più pubblico a cui sottoporre il proprio progetto, ma c’è un tipo di pubblico molto variegato, con interessi molto diversi».

C’è anche un altro aspetto che li distingue dalle grandi piattaforme. «Abbiamo stabilito degli obiettivi intermedi. Si può sostenere un libro a partire dai 3 euro, ma io che sostengo il libro, lo faccio perché sono mosso da curiosità, perché mi piacerebbe leggerlo. Così ogni volta che si raggiunge un obiettivo, 1000 euro, 2500 euro, si sbloccano dei capitoli. Un po’ come le serie tv. Questo è per garantire una crescita armoniosa della campagna, per spronare anche chi l’ha già sostenuta a continuarla a seguire. Al raggiungimento della somma finale, poi, si sblocca l’intero libro».

Bookabook non è solamente intermediario tra i lettori e l’autore, ma, se richiesto, diventa anche editore. «Offriamo anche dei servizi di editing dei libri, a seconda delle preferenze dell’autore prendiamo una diversa percentuale del totale dell’ammontare raccolto durante la campagna».

Se il cinismo continua ad affossare questa idea, ci sono due campagne andate a buon fine a fare da antitesi. “Gli scaduti” di Lidia Ravera ha ottenuto il 101% e anche “Solovki” di Claudio Giunta ha superato la cifra richiesta, arrivando al 102%. Un altro autore ha caricato la propria opera, e pare stia andando piuttosto bene.

Sono partiti il 3 aprile e già possono vantare dei risultati concreti. Ma vogliono continuare a crescere. «Presto ci sarà una grande novità». Ne sentiremo riparlare a breve.

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