Tecnologia: l'ambiente (spesso) ne risente

50 milioni di tonnellate a livello mondiale: è il dato relativo all’e-waste del 2009. L’innovazione, che da una parte porta progresso, dall’altra sta creando un problema ambientale grave. Ecco il bando che cerca le migliori soluzioni

ewaste

Green Electronics è la competizione internazionale online per trovare idee al fine di gestire i rifiuti elettronici. L’iniziativa è promossa da Stati Uniti e Cina, principali produttori di e-waste, per incentivare l’innovazione e lo scambio interculturale creando nuovi prodotti elettronici e sostenibili, trovando soluzioni nei metodi di riparazione o nello smaltimento dei rifiuti. Il 31 maggio è la data conclusiva per partecipare.

L’iniziativa parte dalla necessità di trovare una soluzione alla crescente quantità di spazzatura elettronica che ogni anno viene prodotta. Secondo uno studio della Columbia University, nel 2009 i rifiuti erano pari a 50 milioni di tonnellate a livello globale ma, già alla fine del 2014, si prevede che la cifra raggiunga i 72 milioni di tonnellate.

Il rapido sviluppo della tecnologia, la crescita dell’industria elettronica e la diffusione dell’Internet of things comporterà il continuo acquisto di nuovi prodotti e, di conseguenza, l’aumento di rifiuti. Nel 2012 solo la Cina ha generato 7,25 milioni di tonnellate di e-waste, collocandosi al secondo posto dopo gli Stati Uniti con 9,4 milioni di tonnellate.

Computer, cellulari, laptops, e-book reader: il numero dei device in possesso dei singoli si moltiplica. Se da una parte la tecnologia ha un effetto positivo sulla società in termini di innovazione, cultura e trasparenza, nello stesso tempo non si può sottovalutare l’impatto negativo che gli strumenti hanno sull’ambiente e sulla salute delle persone.

L’e-waste è costituito da metalli preziosi come oro, argento e platino ma contiene anche sostanze tossiche come mercurio, piombo e cadmio. Spesso gli strumenti elettronici vengono abbandonati nei campi agricoli o lungo i canali dove rilasciano queste sostanze dannose, oppure vengono bruciati con conseguenze gravi per l’inquinamento dell’aria. Per questo è diventato ormai inevitabile trovare delle soluzioni per gestire questi rifiuti, puntando soprattutto al riciclo dei materiali.

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