Musicraiser ce l'ha fatta! Ottiene 350 mila euro e diventa internazionale

Sono b-ventures e Key Capital ad aver creduto nella piattaforma di crowdfunding per musicisti fondata da Giovanni Gulino e Tania Varuni. Adesso puntano ad espandersi all’estero

MusicRaiser

Oggi è una giornata speciale per Giovanni Gulino: ha ottenuto un finanziamento di 350 mila euro per la sua startup Musicraiser, una piattaforma di crowdfunding per far emergere i musicisti. E’ lui stesso un musicista, è il cantante del gruppo Marta sui Tubi, la band folk rock italiana, di cui oggi uscirà la raccolta.

Sono stati b-ventures e Key Capital a voler investire nella startup che nel 2012 ha fondato con la sua compagna Tania Varuni.

«b-ventures si è approcciato a noi in maniera molto originale: Mauro Del Rio ha caricato un progetto da finanziare sulla nostra piattaforma. Si trattava di raccogliere fondi per la sua festa di compleanno, che si sarebbe tenuta d’estate. Voleva capire il nostro servizio e gli è piaciuto molto. Ci siamo incontrati e siamo entrati subito in sintonia: in un paio di mesi ha deciso di investire nella nostra piattaforma» racconta Giovanni.

La startup è nata dall’idea di dare la possibilità a tutti i musicisti di emergere. «Il mercato della musica è in crisi da almeno 15 anni, soprattutto in Italia. Molti negozi di dischi hanno chiuso ed è molto difficile passare per il fatidico talent scout» dice. Giovanni, con i Marta sui Tubi, ha sempre cercato vie alternative per autoprodurre i propri dischi. “Il lavoro migliore è quello che gestisci da solo, senza passare per grandi case discografiche. Non ci mettono la stessa passione che ci potresti mettere tu”.

I fondi serviranno a “giocare il campionato di serie A”: miglioreranno il sito e si espanderanno all’estero, oltre che  allargare il team con nuovi membri. Per adesso sono in 4, basati a Milano, e seguono, una per una, tutte le campagne caricate sulla piattaforma. Su 300 progetti caricati finora, ben 250 sono stati finanziati completamente. “Se non il pubblico non  dona l’ammontare totale richiesto dal progetto, i soldi vengono restituiti ai donatori” spiega Giovanni. “Crediamo sia il modo più trasparente e serio per fare crowdfunding”.

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