GipsTech, che colpo! 200 mila euro da Italian Angels for Growth

E’ la rete di IAG ad aver investito nel Gps per interni creato dal team di Matteo Faggin. Il finanziamento servirà per sviluppare la piattaforma e testare il prodotto

gips

200 mila euro di finanziamento. E’ il round appena concluso dalla startup di Matteo Faggin vincitrice di TechCrunch Italia 2013 che opera nel settore della geolocalizzazione in interni. Si chiama GipsTech ed utilizzando comuni smartphone permette di posizionarsi anche in ambienti chiusi. Gli investitori fanno parte della rete di Italian Angels for Growth (IAG), tra cui Massimo Vanzi che ha deciso di finanziare la startup.

I fondi verranno utilizzati per completare lo sviluppo della piattaforma e permettere di testarla con degli early adopters in diversi settori.

La startup è stata fondata da Matteo Faggin, 35 anni di Padova. La novità vincente di GIPStech è una tecnologia che porta le funzionalità del GPS all’interno degli edifici, senza richiedere una infrastruttura dedicata (tipo wifi e beacons che altri usano), e utilizzando comuni smartphone. Quindi rispetto ad altri concorrenti, una tecnologia potenzialmente più economica, affidabile e pervasiva.

 

Qui la storia di GipsTech raccontata da Roberto Bonzio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Google, Facebook e marketing digitale: così il turismo in Portogallo fa numeri e dà lavoro

Visibilità nelle ricerche online e offerte personalizzate. Ecco come il Paese lusitano ha fatto delle proprie bellezze un business, con un fatturato 2016 di 11 miliardi (e 40 mila posti di lavoro in oltre 4 mila aziende)

Un robot subacqueo ha ispezionato i reattori di Fukushima

Per analizzare l’entità dei danni del terremoto del 2011 nella centrale nucleare di Fukushima, gli scienziati stanno usando un piccolo robot a forma di pesce che ha restituito le prime immagini del reattore

Questa startup di Wylab trova borse di studio per atleti | Usa College Sport

Selezionare borse di studio per atleti nelle università statunitensi, questa la mission del progetto di Deljan Bregasi: «Abbiamo relazioni con 2000 diverse università e possiamo comunicare con migliaia di allenatori di 14 sport diversi»