13 milioni a chi fa innovazione: così la Calabria investe sul proprio futuro

Grazie ai fondi Ue la regione è riuscita a finanziare imprese e startup innovative. E la Calabria si riporta nella media italiana (e europea)

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102 aziende calabresi saranno beneficiarie di 6.2 milioni di euro. Una cifra insolitamente alta per una regione ai margini dello stivale italiano. Sono i soldi elargiti dal bando di CalabriaInnova, la struttura che ha l’obiettivo di mettere in contatto imprese, università e startup e facilitare i processi innovativi in Calabria. Il totale messo a disposizione, in realtà, era anche maggiore: si trattava di 7.5 milioni di euro, ma a fronte di 160 domande, non tutte sono state considerate idonee. Un ritornello che si ripete: anche il bando Invitalia aveva stanziato più soldi di quelli effettivamente distribuiti, di 190 milioni solo 34.7 sono stati assegnati.

Leggi qui l’approfondimento su Invitalia e il bando Smart&Start per il Meridione

«Gli aiuti finanziari saranno riconosciuti nella forma di contributo in conto capitale nella misura massima del 75% dei costi ammessi all’agevolazione» si legge nel bando. Ovvero: i finanziamenti saranno sì a fondo perduto, ma andranno a coprire parte dei costi già sostenuti dalle imprese per innovare determinati processi.

Tra le aziende selezionate dal bando spiccano quelle commerciali, con il 20%, e l’ICT e telecomunicazioni, con il 17% del totale; solamente il 6% opera nel settore ricerca e sviluppo.  Sono attività già avviate, la maggioranza sotto forma di società a responsabilità limitata, che vogliono ottimizzare dei reparti utilizzando nuove tecnologie a disposizione. In teoria, nessuna nuova startup potrebbe partecipare a questo bando: sono contributi a consuntivo, che un’impresa innovativa agli inizi fa difficoltà a coprire anticipatamente.

Lo spreco dei soldi pubblici e cosa fare per evitarlo

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CalabriaInnova ha perciò sviluppato un programma apposito. Si chiama Talent Lab e ad oggi conta 77 startup e 29 spin-off che seguiranno un percorso di formazione personalizzato. Quando questo sarà terminato, potranno accedere alle selezioni per i finanziamenti. Ci si aspetta che almeno 45 startup e 18 spin-off riescano ad ottenere i fondi necessari al proprio sviluppo. E’ stato previsto un totale di 5 milioni di euro per sostenere i piani di sviluppo aziendali delle startup, mentre per gli spin-off sono stati stanziati 2.050.000 euro.

Tutte le graduatorie dei selezionati dei vari bandi sono uscite dopo 3 mesi dalla chiusura delle domande. Un record positivo se si pensa che si tratta di gestione di soldi pubblici, provenienti in gran parte dall’Unione Europea.

CalabriaInnova nasce nel 2012 e vede coinvolti attori come Regione Calabria, in particolare l’Assessorato alla Cultura, FinCalabria SpA, il soggetto gestore, e Area Science Park, il parco scientifico e tecnologico triestino che è diventato dall’inizio il partner tecnico-scientifico. Obbiettivo: investire nella creazione di un sistema ad hoc che punti allo sviluppo regionale basato sull’innovazione ed il trasferimento tecnologico. E in Calabria ce n’è bisogno. Secondo i dati del 2013, solamente lo 0.5% del PIL regionale viene investito in Ricerca e Sviluppo, sui 93.759 addetti italiani impiegati nel settore R&S nelle imprese, solo 163 sono calabresi, contro i 24 mila della Lombardia. Inoltre i brevetti registrati da questa regione sono lo 0.05% di quelli italiani.

CalabriaInnova si inserisce in questo contesto, grazie ai fondi strutturali messi a disposizione dell’Unione Europea secondo il POR FESR 2007-2013, il programma operativo volto a promuovere uno sviluppo equilibrato, armonioso e sostenibile delle regioni della Comunità. Uno degli scopi del progetto è sostenere la conoscenza e l’innovazione a favore della crescita, fino ad arrivare ad investire il 3% del PIL in ricerca e sviluppo. Una bella sfida. Secondo il Regional Innovation Scoreboard del 2009, la Calabria era considerata low innovator, paragonabile alla Romania e alla Bulgaria. Anche nel 2012 la situazione non era rosea, considerata modest innovator, sempre l’ultima della classe. Quest’anno invece, la Calabria è al pari di quasi tutta l’Italia e si classifica come moderate innovator. Qualcosa sta cambiando.

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