«Come avete fatto a credere alla mia bufala da 266 miliardi?» Intervista a Mr.Shrturl il sito che ha gabbato tutti su Y Combinator

Su TechCrunch la notizia dell’acquisizione di Y Combinator, ma è un falso. E’ colpa di Shrturl.co, il diabolico sistema che copia i siti internet. Anche quelli grandi come Amazon

TechCrunch

TechCrunch annuncia che Y Combinator è stato comprato da Andreessen Horowitz per 266 miliardi di dollari. È il più grande acceleratore di startup del mondo, dove sono nati progetti come Dropbox e AirBnb. Il 5 giugno la notizia è stata lanciata su Twitter ed è subito diventata virale. 24 ore dopo i post che smentiscono l’acquisizione sono ancora in minoranza rispetto a quelli che la ritengono tuttora vera. La fonte sembrava sicura: TechCrunch, uno dei più noti e autorevoli siti di tecnologia.

È invece una bufala creata con Shrturl.co, un servizio con cui taroccare pagine web alla perfezione. Il codice generato è identico all’originale, tutti i link funzionano, la colonna degli articoli più letti identica all’originale e anche lo spazio corrente. Un solo segnale distingue il sito clonato dall’originale: un pinocchio che ghigna sull’icona alla sinistra del nostro browser (la favicon). Il risultato: in 12 ore 25 mila persone hanno abboccato. E solo nel tardo pomeriggio di ieri TechCrunch – quello vero – ha smentito la notizia.

Abbiamo contattato Alexander Griffioen capo designer del sito di tecnologia olandese TheNextWeb e autore del clona-siti. All’inizio è stato diffidente, pensava fossimo del vero TechCrunch e volessimo chiedergli un risarcimento, poi ha confessato: «Non sono stato io a creare questa bufala e non ho idea di come sia diventata virale. Penso che se si ha un numero di follower abbastanza alto tra i giornalisti tecnologici è facile che qualcosa diventi vera». Il link falso è partito da un ingegnere software, Shehmeer Jiwani.

«Ma spiegare come la gente si sia bevuta un’acquisizione da 266 miliardi di dollari va al di là delle mie capacità», commenta sarcastico Griffioen. Sarebbe stato un investimento 14 volte maggiore di quello fatto da Facebook per comprare WhatsApp. Due volte e mezzo la cifra del più grande tentativo di fusione dell’ultimo decennio: quello dei due giganti farmaceutici Pfizer e AstraZeneca. Insomma, improbabile. Ma il design pulito del (falso) sito del sito di tecnologia statunitense è stato più forte di qualunque ragionamento su numeri e opportunità.

Uno degli antenati più famosi della bufala su Y Combinator è vaticano.org un clone del vero Vaticano. All’epoca era stato usato uno dei classici comandi Unix: wget. Il risultato: stessa grafica ma con testi diversi. E così i papi si esprimono a favore di temi come le droghe leggere. È online dal 1998, anche se non viene più aggiornato. Insomma non è accaduto niente di rivoluzionario: la tecnica si è affinata, ma è rimasta più o meno identica nel tempo.

Ciò che oggi fa davvero la differenza sono i servizi di url shortening (come bit.ly e tiny.url): rendono più difficile identificare il vero indirizzo di un sito web. La loro diffusione è uno degli effetti collaterali del limite dei 140 caratteri di Twitter. E non appena hanno iniziato a cascarci e a retweettare ceo e ingegneri la diffusione è stata inarrestabile. Ma al di fuori dei social network la notizia non si è propagata. Perché Shrturl.co clona alla perfezione, ma tarocca una sola pagina per volta,  che non appare tra i risultati di un motore di ricerca.

Creare Shrturl.co è stato semplice, spiega Griffioen: «C’è una funzione del linguaggio php che permette di catturare tutto il codice html di qualunque indirizzo Internet. Poi è sufficiente cambiare il percorso dei link e delle immagini e puoi clonare qualunque cosa. Infine aggiungi l’attributo contenteditable (un comando Html5, ndr) e inizia il divertimento. Salvi la versione modificata nel database del tuo sito e in un battito di ciglia hai mandato il Web in confusione». Shrturl.co permette di taroccare un sito e abbreviarlo con bit.ly, uno dei servizi di shortening più utilizzati. L’inganno così è perfetto.

Per Time, Shrturl.co è uno dei siti più pericolosi d’America e per TechCrunch è delle invenzioni più diaboliche mai create: può servire per taroccare siti come Amazon e clonare numeri di conti correnti e ingannare gli utenti più ingenui. Nato solo 10 giorni fa ha già generato 680 mila visite e sta iniziando a entrare nella lista nera delle suite di sicurezza: da ieri pomeriggio gli antivirus TrendMicro e BitDefender bloccano l’accesso al sito. Ma per Griffioen è solo uno scherzo: «È una di quelle idee che ti vengono sotto la doccia. Non appena sono uscito dal bagno ho subito creato un prototipo, poi ho lavorato un po’ al design: sai il font Comic Sans è un tocco di classe». Che ha subito lanciato il progetto sul social network Reddit (che tra l’altro nato proprio a Y Combinator).

Nel frattempo iniziano a diffondersi notizie su azioni legali nei confronti di Griffioen (per ora smentite). Ma qualcosa nato per gioco è davvero così dannoso? Forse è solo un invito a leggere davvero un testo prima di condividerlo anziché prender per vero qualcosa in base a un insieme azzeccato di elementi grafici. In ogni caso Shrturl.co cancella in automatico i siti taroccati dopo 48 ore. Mentre le figuracce di chi ci è cascato rimarranno, purtroppo.

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