Una puntata di South Park che ogni startupper dovrebbe vedere

La puntata della famosa serie tv americana vista da uno startupper italiano

Che le startup siano di moda è ormai cosa certa da un po’. Con l’arrivo, nella scorsa primavera, della serie TV “Silicon Valley” abbiamo visto le tematiche a noi tanto care sdoganate nel mondo della serialità televisiva. Termini come pitchmvpcap table e techcrunch, che appartenevano alla nostra nicchia, sono ormai arrivate al grande pubblico.

Qualche giorno fa uno dei prodotti seriali per eccellenza, South Park, ha dedicato un intero episodio (il 18×01, dal titolo “Go Fund Yourself”) alla moda delle startup. Un episodio del genere non poteva non generare mormorio nella community degli startupper.

inizio

L’ho guardato una prima volta e ho riso di gusto. Poi, a mente fredda, ho cercato di analizzare i tanti piccoli aspetti di questo “mondo” che, con il sarcasmo tipico di South Park, venivano estremizzati e spesso ridicolizzati all’interno dell’episodio.
L’ho riguardato di nuovo e ho trovato tre passaggi particolarmente interessanti.

La folle corsa verso il nome perfetto

Scegliere il nome giusto per la propria startup non è facile. I migliori blog del settore ne parlano da anni (VentureBeatMashableTheNextWeb, giusto per citarne alcuni) e in rete esistono addirittura dei tool per la generazione random di nomi di startup e di dominio. Molto spesso, infatti, il problema della scelta del nome giusto è legato a filo doppio alla presenza di un dominio web disponibile.

L’episodio inizia con quest’asfissiante ricerca di un nome che sia unico, accattivantee disponibile allo stesso tempo. Dopo innumerevoli combinazioni altamente improbabili, viene “rubato” il nome “The Washington Redskins” che causerà non pochi problemi.nome

piano

L’importanza del team

Durante l’episodio si verificano una serie di avvenimenti che minano la stabilità del team più volte. Si passa da piccole incomprensioni sulla scelta del nome (vedi punto precedente) fino a mettere in dubbio la vision e la mission aziendale (che non vi svelo ;).

La mancanza di comunicazione tra i founder e la visione eccessivamente diversa portano il team a spaccarsi e a prendere strade diverse, con la conseguente nascita di altre startup.

Solo il sopraggiungere di una sciagura comune porterà i due team a riavvicinarsi e a tornare sui propri passi.team

La percezione delle startup

Questo è di certo il fulcro dell’intero episodio, sia dal punto di vista degli startupper stessi che da quello delle persone che li circondano (parenti, amici, media, ecc).

L’episodio inizia, infatti, con i protagonisti alla ricerca di un’idea che gli permetta di raccogliere una grossa cifra su kickstarter, per poi poter vivere senza dover lavorare.

Nel corso dell’episodio questo concetto viene ripreso più o meno da tutti: a partire dai media che lo definisco “un metodo moralmente dubbio” fino agli stessi creatori di kickstarter che riescono a realizzare, a loro volta, il sogno di guadagnare senza fare assolutamente nulla.piano

Il tutto è raccontato in pieno stile South Park e questo aiuta, molto probabilmente, a descrivere senza peli sulla lingua episodi al limite dell’assurdo che si stanno verificando nell’ambiente startup negli ultimi tempi: nascita di progetti dai fini molto dubbi; raccolta di fondi su kickstarter da parte di idee nate per scherzo; investimenti multi-milionari in idee con business model completamente assenti; progetti kickstarter che racimolao consistenti somme senza poi realizzare il prodotto; e cosi via.

Insomma c’è da farsi, sì, delle risate ma c’è anche da riflettere sulla credibilità che un intero ambiente si sta costruendo e dell’idea che diamo del nostro mondo ai non addetti ai lavori.

Guarda la puntata qui 

Omnidermal Biomedics vince il Premio Leonardo Startup 2018

Il Comitato Leonardo, in collaborazione con il MISE e l’Agenzia ICE, ha assegnato il riconoscimento alla startup nata come frutto della ricerca del Politecnico di Torino. Omnidermal ha sviluppato il “Wound Viewer”, dispositivo medico capace di acquisire e processare le immagini di ulcere cutanee grazie alla Intelligenza Artificiale.