Tutti i numeri ufficiali di Smart&Start. Arcuri (Invitalia): «Entreremo nel capitale delle startup»

353 nuove imprese su 1.100 business plan presentati e 63 milioni di investimenti attivati: ecco un primo bilancio di Smart&Start

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Più di 1.100 business plan presentati, di cui 353 già finanziati, per oltre 63 milioni di investimenti attivati. Sono questi i numeri di Smart&Start, l’incentivo promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito da Invitalia con l’obiettivo di sostenere le start-up a carattere fortemente innovativo situate nel Mezzogiorno.

Lo ha reso noto Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, nel corso del convegno Italia-USA sull’innovazione svoltosi oggi a Roma, a cui hanno partecipato, tra gli altri, Fernando NapolitanoCEO di Italian Business & Investment Initiative, Corrado Tirassa, cofondatore di NxT Innovation, e Sean Randolphpresidente e CEO del “Bay Area Council Economic Institute” di San Francisco.

L’ad di Invitalia ha inoltre anticipato che Invitalia sta cercando delle forme per «sostenere l’equity delle startup». Quindi la società di investimento del ministero dell’Economia a breve entrerà nel capitale delle startup innovative. Ma solo a se si dovessero verificare due condizioni essenziali: «Che sia contestuale all’intervento di soggetti privati nel capitale, e che sia temporanea e avrà dimensioni e caratteristiche molto precise». Sull’argomento Arcuri non si è voluto prolungare oltre.

A poco più di un anno dall’avvio di Smart&Start, nel settembre 2013, Invitalia ha ricevuto 1.114 progetti di investimento. Le richieste di incentivi sono state presentate per circa il 30% da donne e per il 51% da giovani con meno di 36 anni. Il tasso di ammissione è stato del 35% circa: tra le iniziative agevolate, primeggiano quelle dedicate al cloud computing, all’e-commerce, alle infrastrutture ICT e alla green economy.

Il convegno Italia-USA è stato inoltre l’occasione per descrivere agli imprenditori e agli esponenti delle istituzioni la “ricetta” con la quale la Silicon Valley e la California sono diventate il fulcro dell’innovazione globale, integrando l’intervento statale con i capitali privati e creando una piattaforma ideale per gli innovatori, fatta di infrastrutture, università e centri di ricerca.

Il funzionamento di questo “ecosistema tecnologico” è stato illustrato da Sean Randolph, figura chiave della rivoluzione digitale e tecnologica californiana, da 16 anni presidente e CEO del “Bay Area Council Economic Institute”, l’organizzazione pubblico-privata che sostiene la competitività delle imprese nella Silicon Valley e nella regione di San Francisco e opera nell’area in cui è concentrato il più alto tasso di innovazione del mondo. Randolph ha inoltre spiegato in che modo le imprese italiane ed europee possono entrare in contatto con questa realtà e con quali benefici.

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