Behaviour Labs: «Con i robot miglioriamo la vita dei bambini autistici»

Riciclarsi dopo 18 anni di lavoro è possibile. Parola del CEO di Behaviour Labs Daniele Lombardo: «Dopo tanti anni ho deciso di investire su me stesso. Così ho fondato una startup che potesse essere utile per la società»

Automi e uomini che possano convivere armoniosamente nel nome dell’utilità reciproca. Questo è il punto di partenza che caratterizza i progetti di Behaviour Labs, una startup innovativa con sede a Catania, che sviluppa soluzioni software per robot umanoidi. Una giovane azienda che, pian piano, sta diventando sempre più punto di riferimento nel mondo della cosiddetta “Health robotics” e che oggi contribuisce a studiare disturbi come l’autismo.

Daniele Lombardo, fondatore e CEO si racconta così:  «Da piccolo sognavo di lavorare con i robot ed i computer. Riuscirci per me è stato il massimo. Mi sono diplomato in informatica presso L’ ITIS “G.Marconi” di Catania, ho frequentato l’Università ma non ho completato il ciclo degli studi, abbandonandolo per lavorare e fare quello che amavo e amo di più. Nel 2012, dopo quasi 18 anni di esperienza nel settore IT , ho deciso di scommettere su me stesso e fondare una startup che si occupasse di sviluppare applicazioni per robot».

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Progetto TREAT (Therapeutic Robot in Experimental Autism Therapy)

Si tratta di un progetto, premiato da Working Capital nel 2013, che realizza una nuova sperimentale terapia per il trattamento dell’autismo. Si basa sulla piattaforma roboMate e sulla programmazione di robot tramite alcuni software realizzati esclusivamente da Behaviour Labs. Una realtà nata anche grazie al supporto del Centro Nazionale della Ricerca IFC che ha sede a Messina. Il team si è reso conto di quanto i robot umanoidi possano essere utili nello studio di trattamenti che riguardano questo disturbo, pur non arrivando a curarlo. Così, attraverso operazioni di autofinanziamento, hanno iniziato a studiare i problemi e sviluppare possibili soluzioni.

roboMate

La soluzione inventata da Behaviour Labs si basa sull’implementazione di una metodologia innovativa per l’interazione uomo-robot applicata alla terapia dei deficit dello sviluppo. Una piattaforma di supporto volta al miglioramento delle interazioni sociali dei bambini che presentano difficoltà di comunicazione sociale, ascrivibili allo spettro autistico, con limitate capacità di interazione verbale e cognitive. La metodologia sviluppata prevede l’impiego di nuove tecnologie ed in particolare di un Tablet munito di schermo multi-touch,  di un software e di un robot umanoide antropomorfo. Attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici è stato ideato un sistema di edutainment del bambino, orientato all’educazione e alla stimolazione di modalità di interazione sociale adeguate al contesto. Parallelamente è previsto un sistema di assistenza per la famiglia: i terapisti intervengono ella comprensione dei processi interattivi e nella gestione e supervisione del bambino.

Il sistema è composto dai seguenti elementi principali:

1.  Il software originale di Behaviour Labs ed il tablet, che costituiscono il mezzo tramite cui avviene l’interazione e attraverso il quale il terapista può sperimentare nuovi spazi di espressione e di comprensione in un contesto ludico sicuro.

2.  Il Robot come elemento esecutivo e di verifica dell’interazione precedentemente definita, e, almeno nella prima fase di coaching, come supporto e interfaccia verso parenti e terapisti.

Robo Zeno R25

Tra gli ultimi progetti portati avanti dalla startup c’è anche il robot umanoide “Zeno R25” deilla Robokind di Dallas, piccolo gioiello di elettronica e meccanica. Behaviour Labs è partner ufficiale per l’Europa della prestigiosa società statunitense. Il team è composto da: Daniele Lombardo: CEO, fondatore, team leader; Marco Lombardo: Developer – Cofondatore; Giuseppe Pennisi: responsabile amministrativo, socio fondatore.

Business plan

Il modello di business plan prevede la produzione di soluzioni per social robot per il settore privato, sanità, Università e ricerca, pubblica amministrazione. Quello in corso è l’anno in cui si registrerà il primo fatturato. Per ora non si registrano partnerariati con Università o con centri di ricerca. La vittoria al Working Capital Telecom (grant d’impresa di 25.000 euro) ha contribuito allo sviluppo iniziale della startup. Attualmente si registrano contatti con i business angels della Fondazione “Sicilian Venture Philanthropy Foundation” che hanno iniziato a sostenere il progetto. Daniele Lombardo non ha dubbi. Si può scommettere su se stessi anche quando non si è più così giovani. L’importante è sapersi riciclare e dare vita a nuove realtà che possano rispecchiare bisogni e necessità della società, trovando il modo di trasformare il proprio talento in servizi utili per la comunità. Sempre, però. mantenendo i piedi ben saldi a terra: «Mi raccomando non scriva, come altri hanno già fatto, che curiamo l’autismo perché non sarebbe giusto, tantomeno vero».

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