Le banche danno 105 milioni a 197 startup italiane

Tutti i dati del ministero dello Sviluppo economico. Firpo: «Una startup su dieci in Italia ha ottenuto i prestiti»

Sono 197 le startup innovative, e 2 incubatori certificati, che hanno deciso di fare ricorso al Fondo di garanzia, che copre l’80% del credito, per 130 milioni di euro. In un anno sono state realizzate 246 operazioni di prestito, secondo gli ultimi dati del Ministero dello Sviluppo Economico, e di queste 28 risalgono alla fine del 2013. Con una media per operazione di 428mila euro. In pratica «è stato coinvolto quasi il 10% del totale delle startup innovative, che a ottobre hanno raggiunto quota 2.755», spiega a Startup Italia! Stefano Firpo, capo della segreteria tecnica del Mise.

Il Fondo di garanzia serve come una forma di maggiore sicurezza per le per le banche. Quando un’impresa si rivolge al Fondo centrale di Garanzia, non riceve un contributo in denaro, ma la concreta possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive (e quindi senza costi di fidejussioni o polizze assicurative) sugli importi garantiti dal Fondo. «Il Fondo di garanzia è pensato e serve per favorire l’accesso alle fonti di credito delle startup innovative, delle Pmi, e degli incubatori certificati, con la concessione di una garanzia pubblica» sottolinea Firpo.

Le startup e gli incubatori certificati, che corrispondono ai requisiti di legge, possono accedere al fondo in modo più semplificato delle Pmi, perché vengono valutate secondo piani previsionali e non in base ai bilanci, e inoltre la garanzia è concessa a titolo gratuito ed è ammissibile per tutte le tipologie di operazioni. Una società però non può inoltrare la domanda direttamente al Fondo. Deve rivolgersi a una banca per richiedere il finanziamento e, contestualmente, richiedere che sul finanziamento sia acquisita la garanzia diretta. La banca stessa si occuperà della domanda. In alternativa, l’impresa si può rivolgere a un Confidi che garantisce l’operazione e richiede la controgaranzia al Fondo. Tutte le banche sono abilitate a presentare le domande mentre occorre rivolgersi ad un Confidi accreditato.

Per le Pmi servono tre requisiti, per accedere al Fondo di garanzia: massimo 250 occupati, fatturato inferiore ai 50 milioni di euro, bilancio inferiore ai 43 milioni di euro. L’impresa deve essere in grado di rimborsare il finanziamento garantito, e deve essere considerata economicamente e finanziariamente sana in base di appositi modelli di valutazione che utilizzano i dati di bilancio (o delle dichiarazioni fiscali) degli ultimi due anni di esercizio.

Il Fondo garantisce a ciascuna impresa un importo massimo di 2,5 milioni di euro, da utilizzare anche attraverso più operazioni. E una startup è tale quando non supera i 5 milioni di fatturato annuo. «L’intervento copre fino ad un massimo dell’80% del finanziamento, su tutti i tipi di operazioni sia a breve sia a medio-lungo termine, tanto per liquidità che per investimenti». Il restante 20% tocca al creditore, cioè la banca, «che comunque resta incentivata a sostenere la startup, tenendo conto che non rischia più l’intera cifra ma soltanto un quinto», precisa il responsabile della segreteria tecnica del Mise.

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