I 10 errori tipici dello startupper (e come evitarli)

Ecco la terza lezione di “How to Start a Startup”, il corso Paul Graham, co-founder di Y-Combinator: si parla di errori comuni tra gli startupper

La terza lezione del corso “How to Start a Startup” dell’Università di Stanford è stata tenuta da Paul Graham, co-founder di Y-Combinator, tra le tante cose.

La lezione dal titolo “Before the Startup” è disponibile, con i sottotitoli in inglese, qui.

Se non avete tempo di guardare il video o avete difficoltà con l’inglese vi ricordo che è disponibile in rete la trascrizione del talk.

Letture di approfondimento

Come sempre, vi consiglio di dare un’occhiata alle letture consigliate prima di guardare la lezione. Questa volta, in realtà, sono stati consigliati un post e un video:

Il primo link è un post dello stesso Graham, scritto ormai un po’ di anni fa, dove vengono dati alcuni suggerimenti su come “farsi venire idee per startup”. Il titolo potrebbe sembrare un po’ una forzatura ma durante la lezione il concetto viene chiarito ampiamente.

Il secondo link è una videointervista fatta a Steve Jobs nel 1995 dove gli vengono fatte alcune domande sul boom delle startup che si stava verificando durante quel periodo.

Gli errori comuni degli startupper

La lezione inizia con un’affermazione molto forte di Graham (non sarà l’unica) riguardo alle startup:

questa è un’area dove non puoi fidarti sempre del tuo istinto

Graham racconta che, nonostante la presenza di advisor di altissimo livello a Y-Combinator e il continuo tentativo di “avvertire” i founder, la maggior parte delle startup che passano per il loro incubatore continua a commettere gli stessi errori.

Nel video vengono elencati alcuni degli errori più comuni, portando esempi di startup (a volte anche molto famose, come Facebook) e cercando di spiegare perché sono così frequenti. Ovviamente Graham da anche una serie di suggerimenti su come evitare di commetterli.

Proprio su quest’ultimo punto, è interessante la riflessione che viene fatta sul ruolo dell’Università in questo momento storico. La nascita dei primi “corsi per aspiranti startupper”, come quello oggetto di questo post, sono la prova che forse c’è la necessità di parlare di questi argomenti nelle aule universitarie. La necessità di iniziare a formare gli startupper di domani.

Il video si conclude con una lunga sessione di Q&A (la prima, mi sembra di ricordare) dove ci sono una serie di risposte interessanti di Graham a domande provocatorie come: “siamo in una bolla startup?”, “sono proprio necessari gli incubatori?”, e così via.

Cosa vogliono gli investitori

Qualche giorno fa, all’Università di Salerno, durante l’evento “What Investors Want”, ho tenuto un talk dove ho elencato alcuni degli errori comuni che commettono le startup. Le slide dell’intervento sono disponibili su slideshare.

Avvio di una #startup: 10 errori comuni from Raffaele Gaito

Se Trump è alla Casa Bianca non è merito delle bufale sul web, dice questo studio di Stanford

Secondo una ricerca condotta da due economisti della Stanford University e della New York University, le bufale condivise sui social nel periodo pre-elettorale non sono state decisive nell’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca: le persone nemmeno le ricordavano

UberEats si espande su Milano, nuove zone servite da Città Studi a NoLo

A due mesi dal lancio il food delivery di Uber amplia l’area coperta e i confini della consegna a domicilio dei piatti dei migliori ristoranti e locali milanesi. Il servizio si lancia oltre l’area della Circolare esterna, arrivando così a includere quartieri come Città Studi, San Siro, Portello, NoLo e la Maggiolina

Intesa Sanpaolo e Federico II creano un hub per fare open innovation al Sud

Il progetto del Gruppo Intesa, all’interno del Campus che ospita la iOs Academy di Apple, vuole creare sinergie tra l’Università e imprese. Due gli obiettivi principali del nuovo polo: ridurre la disoccupazione e fermare la fuga dei cervelli