Amiko, il wearable device che cambia vita ai malati (e ai medici)

Al via la campagna Indiegogo. Amiko, una volta applicato, tiene traccia dell’utilizzo del farmaco, ricordandoti quando assumerlo e condividendo dati con parenti e medici.

Un cambio di passo nell’assistenza medica, a costi bassi ed efficienza altissima. Questa è la piccola grande rivoluzione che Amiko, startup fondata da Duilio Macchi nel 2012, vuole attuare con il suo elegante prodotto: “Amiko è il primo wearable device per qualsiasi tipo di medicina. Una volta applicato su un blister, su un inalatore o su una penna per l’insulina, tiene traccia in maniera dettagliata dell’utilizzo del farmaco, ti ricorda in maniera discreta quando è giunto il momento dell’assunzione e ti permette facilmente di condividere questi dati con parenti ed amici, come con il tuo medico o il tuo farmacista”.

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La storia

Spesso, quando si parla di innovazioni in ambito biomedico, la spinta è data da una storia familiare o da un’esperienza vissuta in prima persona. Così è stato anche in questo caso: “Amiko è nato circa due anni fa in parte grazie ad alcuni stimoli che mi ha dato mio padre, che da molti anni lavora nel campo della salute, e da un’esigenza personale: quella di controllare a distanza la terapia farmacologica di una persona a me molto cara. Nel corso del tempo l’idea si è raffinata, abbiamo sviluppato vari prototipi e li abbiamo testati con pazienti ed amici. Durante questi due anni ho avuto la fortuna di incontrare un gruppo stupendo di persone che ha creduto nel progetto e con il quale siamo riusciti a trasformare un’idea in un prodotto. E ora viene il bello”.

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Ma qual è la vera innovazione portata da Amiko?

“Amiko è il primo tracker per medicine che non interferisce con le medicine stesse ed è patient-friendly” ricorda Duilio “Soprattutto è completamente automatico, esattamente come un tracker per l’attività fisica: non necessita di nessun input manuale da parte dell’utente e condivide il dato, con parenti, amici ed il proprio medico. In questo modo è possibile effettuare scelte terapeutiche basate su un dato oggettivo e non sul self-reporting da parte dell’utente, solitamente fallace. Inoltre, Amiko Circle, la piattaforma che processa i dati provenienti da ogni Amiko, è in grado di avvisare in tempo reale il caregiver nel caso in cui l’utente dimentichi una assunzione o la procedura di assunzione (soprattutto nel caso di inhaler per l’asma o di injection pen per l’insulina) sia avvenuta in maniera non corretta. Questo perché buona parte degli errori effettuati durante il management di terapie complicate avviene a causa di una modalità di assunzione troppo complicata: per esempio, Amiko è inoltre in grado di aiutare il paziente passo dopo passo durante l’uso di un inhaler, diminuendo di molto gli errori legati all’utilizzo di ogni specifico device inalatorio.”

Next step: campagna su indiegogo

Finalisti all’ultimo Pioneers Festival, i ragazzi di Amiko hanno appena lanciato una campagna Indiegogo che servirà per avviare la produzione del loro piccolo gioiello. Un oggetto dal design ricercato e dalla forma non casuale: “Siamo partiti dal concetto di leggerezza. La terapia per un malato cronico è di sua natura invasiva: Amiko è disegnato per assomigliare ad una piccola foglia, che si posa sul packaging del farmaco, senza interferire con il farmaco stesso in nessun modo” dice ancora Duilio.

Made in Italy

Il prodotto, anche se non ha avuto ancora grande eco in Italia, è nato e cresciuto qui: “Siamo in italia, tutto il team è in italia e solo con le competenze in microelettronica di due poli di eccellenza come il politecnico di Milano e l’Università di Pavia avremmo potuto vincere alcune sfide tecnologiche. Dietro la semplicità di Amiko ci sono due anni di studi funzionali e la necessità di spingere ai limiti la tecnologia dei sensori MEMS (giroscopi ed accelerometri) affinchè potessero garantire un grado di affidabilità estremo con dei consumi energetici ridotti. Facciamo un esempio: un wearable activity tracker (come fitbit) può permettersi di perdere, durante una giornata alcuni passi effettuati dall’utente; noi non possiamo invece perdere nemmeno una delle assunzioni di medicinale. Questo significa tecnicamente lavorare ad altissime frequenze di campionamento, con algoritmi di riconoscimento estremamente sofisticati. Personalmente, non credo che esistano altri paesi al mondo – oltre l’italia – in cui genio inventivo e competenze tecniche si fondano a così alto livello.
Fuori dall’Italia gestiamo solo i rapporti con alcuni partner internazionali, ovvero aziende farmaceutiche e stakeholders nel campo dell’innovazione tecnologica che si sono dimostrati interessati al progetto”.

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