3 lezioni dal Web Summit (tra cui mollare app e fare IOT)

Alcune indicazioni dal Web Summit per le startup: mollate le app e fate Internet of Things

C’è il responsabile delle vendite di Twitter, Adam Bain, che dal palco principale del Web Summit rassicura gli investitori: “solo numeri della sua azienda”. C’è Tom Faddel, l’inventore dell’iPod, e fondatore di Nest (acquistata a gennaio da Google per 3,5 miliardi di dollari) che annuncia sul palco una partnership con Elettic Ireland, che consentirà a tutti gli irlandesi di avere gratis, a casa, il suo termostato (e consiglia agli startupper come inventare un iPod). E poi Jaff Hagins di Smart Things che a dialogo con Paul Daugherty di Accenture preannuncia ad una platea entusiasta che l’Internet of Things entro il 2020 avrà un mercato due volte più grande del Mobile, con 50 miliardi di device connessi in rete.

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1. Twitter e (l’incredibile) problema dei ricavi

Ad aprire le danze del secondo giorno di Web Summit sono i numeri di Twitter, crollata in borsa dopo la pubblicazione della seconda trimestrale. Twitter è presente in Irlanda dal 2012 e al Web Summit è di casa. Adam Baine, responsabile dei ricavi del social network, ha esordito con un “questo è solo l’inizio” per Twitter “il numero degli utenti continua a crescere ogni mese. Ci sono 280 milioni gli utenti attivi, e 600 milioni di visite al mese“.

Un problema coi ricavi c’è (si fa per dire: 360 milioni, in crescita, nell’ultimo trimestre) ed è per questo che l’azienda ha deciso di “diversificare la fonte dei ricavi“.
3 modi per aumentare i ricavi: pubblicità (che aumenterà) servizi per le aziende riguardo i big data, e una funzione di ecommerce che per ora e’ ancora in fase beta. Soprattutto sull’ultima si è soffermato Baine: “cercheremo di diminuire il divario tra twittare su aziende e twittare per comprare prodotti dalle aziende“.

2. Un termostato intelligente nelle case di tutti i dublinesi

Forse gli applausi più fragorosi (e le aspettative maggiori) li ha raccolti Tom Faddel. L’inventore dell’iPod ha parlato a braccio per un’ora raccontando tutto, dalla sua esperienza in Apple, al lavorare fianco a fianco con Steve Jobs, all’annuncio fatto a sorpresa dell’accordo tra la sua Nest e Elettric Ireland. Nest, fondata nel 2010, crea termostati e sistemi di domotica wifi in grado di ridurre sprechi e consumi.

Con Elettric Ireland e’ stato annunciato il più vasto programma di sperimentazione del sistema di Faddel (su sei milioni di persone). Nest avrà accesso ai dati del consumo e dei comportamenti di un grande numero di utenti: “per noi è una grande responsabilità, cosi entreremo nelle case delle persone; è un grande atto di fiducia”. Acquistata da Google a inizio anno, Faddel precisa che “i dati non vengono trasferiti a Montain View. Abbiamo business model diversi“. E a chi li chiede cosa farà la sua azienda di tutti quei dati risponde: “li usiamo solo per creare prodotti migliori“.

3. Alle startup: mollate le app e fate Internet of Things

Jeff Hagins, founder capo dello sviluppo tecnologico di SmartThings, a dialogo col suo omonimo in Accenture Paul Daugherty, hanno discusso soprattutto di come sarà il mercato nei prossimi anni. Pochi dubbi a riguardo. Con 50 miliardi di device connessi in Internet entro i prossimi 5 anni, il futuro sembra già segnato dall’Internet of things, e dalle aziende che sapranno farci affari in tempi rapidi. Il capo della tecnologia di Accenture lo dice senza curare troppo la forma: “l’internet of thinghs surclasserà quello del mobile entro pochi anni“.

Gli fa eco Hagins che però stigmatizza la mancanza di un linguaggio comune che standardizzi la comunicazione dei device connessi. “Abbiamo bisogno di sviluppare, e in tempi rapidi, un linguaggio comune e open source che spinga le persone ad contribuire all’innovazione del settore“. Get ready.

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