Come ha fatto la nostra startup a finire su Forbes. Una storia vera

Un’intervista nata dalla segnalazione di un utente. La storia di un Jobyourlife e di come è arrivata sul magazine statunitense

“Vorremmo parlare della vostra storia su Forbes”.  Sono queste le parole che Andrea De Spirt, 25 anni, fondatore di Jobyourlife, non dimenticherà mai.  E oggi, grazie a quella pubblicazione, le iscrizioni dall’estero a Jobyourlife (piattaforma innovativa  di job recruiting che mette in contatto le aziende che cercano personale con chi cerca lavoro) sono aumentate e l’azienda è stata contattata da tre VC statunitensi, interessati al progetto.

Un’intervista arrivata proprio grazie a un utente della piattaforma (il blogger Paolo Fabrizio), che ha  risposto alla richiesta di una giornalista di Forbes, dove lei chiedeva, attraverso un tweet, di ricevere le segnalazioni di aziende valide in Italia, Spagna, Norvegia e Finlandia.

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Da un tweet a Jobyourlife sul magazine

Paolo ha risposto al tweet, menzionando l’azienda e la giornalista Alison Coleman, successivamente, si è messa in contatto con Jobyourlife. “Questo ci fa comprendere quanto sia importante costruire quotidianamente una relazione con gli  utenti e con gli attori della rete che si muovo attorno a noi. Una relazione autentica, sana” spiega  Andrea De Spirt. Dalla mia esperienza, ho capito che esistono dei momenti nel corso della vita di un’impresa, che fanno capire al team e all’imprenditore stesso se si sta andando avanti sulla strada giusta, oppure  si stanno commettendo degli errori.

Pochi giorni fa, con questa segnalazione, è arrivata una  conferma che stiamo facendo qualcosa di buono. L’ennesima, dopo i feedback che riceviamo dagli utenti che trovano lavoro grazie alla nostra piattaforma – continua Andrea – Mi sono ritrovato sulla  pagina web di una delle riviste economiche più conosciute a livello globale ed è stata un’emozione  molto forte, non solo per me ma per tutto il team. Dal 2012 lavoriamo ogni giorno a questo progetto e la strada è ancora tanta e in salita, ma questi piccoli passi aggiungono benzina per continuare  con più entusiasmo.

Un traguardo? No. Un invito a continuare a fare bene e a migliorare, perché ogni giorno ci sono
piccole difficoltà da risolvere e noi dobbiamo essere sempre pronti ad affrontarle, perché lavoriamo in un settore delicato, come quello del recruiting e non possiamo permetterci di non prestare attenzione anche alla minima richiesta. Ogni giorno abbiamo migliaia di nuovi utenti e dobbiamo essere sempre attenti alle loro esigenze.  Se non lo avessimo fatto fino ad ora, ad esempio, non sarebbe arrivata questa intervista e questa pubblicazione importante, e per continuare a crescere dobbiamo essere sempre focalizzati sul nostro obiettivo, ovvero fare le cose migliori per gli utenti e riuscire a metterli nelle condizioni di trovare il lavoro migliore per loro. Tutto il resto sarà una conseguenza”.

Jessica Malfatto

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Il Comitato Leonardo, in collaborazione con il MISE e l’Agenzia ICE, ha assegnato il riconoscimento alla startup nata come frutto della ricerca del Politecnico di Torino. Omnidermal ha sviluppato il “Wound Viewer”, dispositivo medico capace di acquisire e processare le immagini di ulcere cutanee grazie alla Intelligenza Artificiale.