#HowToStartaStartup 8 | Con i giornalisti parlateci voi (e come attrarne l’attenzione)

Ottava lezione del corso dell’Università di Stanford: oggi si parla di stampa e come gestire le pubbliche relazioni per una startup

La lezione numero otto di “How to start a startup” dell’Università di Stanford e Y-Combinator è stata tenuta da ben tre speaker. Ad alternarsi sul palco sono stati Stanley Tang, giovanissimo fondatore di DoorDash (sistema di food delivery della Silicon Valley); Walker Williams, fondatore di Teespring (piattaforma di personalizzazione e stampa di t-shirt e gadget); Justin Kan, fondatore di diverse aziende di successo, tra le quali Twitch (piattaforma di video streaming per videogame, recentemente acquisita da Amazon per 1 miliardo di dollari).

Gli argomenti della lezione sono stati due: Tang e Williams si sono concentrati su un tema molto caro a Paul Graham “Doing things that don’t scale” mentre Kan ha affrontato il tema PR e come far parlare della propria startup sulla stampa.

Il video della lezione è visibile, in inglese e con i sottotitoli, qui:

Questa volta, nonostante i diversi speaker, il materiale aggiuntivo consiste in una sola lettura consigliata:

Si tratta di un post di TechCrunch scritto ad-hoc per questa lezione e che spiega come una startup dovrebbe rapportarsi con la stampa.

L’argomento “Doing things that don’t scale” è abbastanza noto nell’ambiente dopo questo post di Paul Graham del 2013. Sia Stanley Tang che Walker Williams hanno raccontato, attraverso le loro esperienze personali, quando sia importante, soprattutto nella fase iniziale, dover gestire manualmente e personalmente tutti quegli aspetti di una startup che sembrano noiosi e secondari. Ho trovato particolarmente interessante il fatto che, ancora una volta, uno dei “task” portati come esempio è quello della customer care e del tenere un buon rapporto con i propri utenti (ne abbiamo parlato nel precedente post).

Entrambi gli startupper hanno raccontato episodi di come clienti soddisfatti si siano trasformati  nei migliori ambasciatori e di come, con una mail o una telefonata in più, si può trasformare un utente arrabiato e insoddisfatto in un utente pagante.

Il concetto principale che hanno cercato di far passare entrambi è che i founder devono cercare di gestire tutto questo personalmente il più a lungo possibile! Ci sono alcuni aspetti della propria azienda che non possono essere affidati all’esterno. Anche se sembrano complessi o non fondamentali. La slide che riassume perfettamente il concetto è questa:

necessita

La parte finale della lezione si è invece concentrata sulle PR e Justin Kan ha dato alcuni consigli agli aspiranti startupper in sala sul come attirare l’attenzione della stampa. Ricordando, in continuazione, che non è la quantità di articoli pubblicati che distingue una startup di successo da una che fallisce!

Anche in questo intervento finale è stata sottolineata la necessità per i fondatori di gestire le PR e la stampa personalmente! Di costruire rapporti duraturi nel tempo e di non affidarsi ad agenzie esterne. Sia perché sono costi aggiuntivi (che nella fase iniziale è bene risparmiare), sia perché nessuno può raccontare una storia meglio del protagonista.

Kan ha infine consigliato due libri sull’argomento:

4 Commenti a “#HowToStartaStartup 8 | Con i giornalisti parlateci voi (e come attrarne l’attenzione)”

  1. Rick @ Travel Like a Local

    Ciao Raffaele, ho trovato solo ora questa tua rubrica che ora mi andrò a leggere dall’inizio. Ho però una domanda su questo articolo in particolare: trovi che le nozioni qui pensate per una stampa anglosassone possano essere applicate ugualmente alla stampa italiana? Sono un po’ fuori contatto con l’Italia e i suoi giornalisti ma mi dicono che siano due realtà molto diverse.
    grazie

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

A Dubai entra in servizio Reem, il primo poliziotto robot

Frutto della collaborazione tra il dipartimento di polizia della città degli Emirati Arabi, Google e IBM, il moderno Robocop potrà interagire con i cittadini grazie all’intelligenza artificiale e sarà sempre in connessione con i colleghi umani per segnalare situazioni sospette