6 lezioni sull’Italia delle startup da un giovane russo che ha deciso di trasferirsi qui

Denis Bulichenko ha deciso di venire a fare startup in Italia approfittando del programma Visa. E ci dà delle indicazioni preziose su come si sta sviluppando il nostro ecosistema

Due giorni fa Denis Bulichenko, ingegnere informatico russo di 31 anni con un passato in tre diverse imprese in ambito digitale e ICT nei ruoli rispettivamente di sviluppatore software, project manager e amministratore delegato, ha annunciato il suo prossimo approdo in Italia per fondare una startup innovativa nel settore dei servizi legati al turismo.

 Bulichenko è uno dei primi beneficiari di Italia Startup Visa, il nuovo programma governativo che, coltivando una logica di attrazione di capitale umano e finanziario dal mondo, ha edificato una procedura semplificata, centralizzata e completamente telematizzata per la concessione di visti a cittadini extra-Ue interessati ad avviare una startup innovativa nel nostro Paese (QUI una semplice illustrazione grafica dei vari passaggi). 

Per celebrare la notizia, Bulichenko ha caricato su Twitter la foto del visto per lavoro autonomo startup rilasciato dall’ambasciata italiana a Mosca, commentando: “That’s the great legal way to get STARTUP in the passport!”.
italia startup visa

Una vicenda che ci insegna qualcosa sul nostro ecosistema

Trovo che questa vicenda, questa non-notizia, sia intrisa di significati radicalmente antitetici ad alcuni dei luoghi comuni scolpiti nel nostro immaginario collettivo, sull’Italia delle startup, sul ruolo delle leggi, della pubblica amministrazione e non solo.

1. Abbiamo una strategia nazionale sulle startup solida e ben definita. E questo viene percepito in misura crescente anche all’estero. Altri segnali che corroborano questa impressione:

– la settimana scorsa ItaliaRestartsUp, evento organizzato dall’Agenzia ICE in collaborazione con il Ministero dello sviluppo economico, ha visto 57 investitori giungere da 23 paesi con l’obiettivo di incontrare 60 tra le top startup italiane, per un totale di circa 400 incontri di business (qui i racconti delle startup Mangatar e LoveTheSign).

– nel solco di quanto fatto dall’Italia per prima a livello mondiale, Francia, Spagna e Germania si stanno attrezzando per dotarsi di un regolamento ad hoc sull’equity crowdfunding.

– al Ministero dello sviluppo economico è all’ordine del giorno l’interlocuzione con rappresentanti di governi europei o istituzioni comunitarie che vedono nello Startup Act italiano una best practice da cui trarre ispirazione.

2. Il nostro ecosistema startup è capace di attrarre talenti dal mondo, il flusso non è solo in uscita

Quella di Bulichenko non è una storia isolata. Un prossimo aggiornamento della sezione speciale del registro delle imprese porterà alla luce la presenza di cittadini stranieri nelle compagini societarie delle oltre 3.000 startup innovative registrate.

3. “Great legal way“. Bulichenko è stato seguito con massima attenzione e informato passo dopo passo lungo tutte le fasi della procedura che ha portato nei tempi prestabiliti alla concessione del visto startup. Una procedura che ha coinvolto non solo il ministero dello Sviluppo economico e il ministero degli Affari esteri, ma anche una Questura e i rappresentanti delle cinque associazioni dell’ecosistema (Aifi, APSTI, Iban, NetVal e PNICube) rappresentate nel comitato di valutazione delle candidature. Questo è vero lavoro di squadra.
Le buone idee, i buoni programmi non bastano, occorre una buona implementazione. Non esiste modo migliore per promuovere il sistema Paese.

4. “Great legal way“: Bulichenko ha seguito una procedura chiara, semplice, strutturata, logica. Le buone leggi, non onerose, leggere sul piano burocratico, servono a creare certezza e alimentare la fiducia.

5. Grazie anche a dalle buone leggi, il nostro Paese sta cavalcando, e non subendo, il fenomeno startup. Siamo sul pezzo, la parola startup impressa sul visto concesso da un’ambasciata italiana testimonia di questa nostra presenza sul tema. Oltre al nostro, solo un altro Paese europeo, l’Irlanda, si è dotato di una politica di visti startup.

6. La volontà e la forza dell’individuo possono superare le barriere imposte dalla geopolitica. Pensate solo per un secondo al valore assunto da una storia come questa in questo preciso momento storico, con le relazioni tra Europa occidentale e Russia deteriorate dall’aggressione russa all’Ucraina e dalle conseguenti sanzioni comminate dall’Ue. Italia Startup Visa rappresenta, se analizzata da questa prospettiva, una forma di diplomazia non convenzionale, fatta dal basso.

Lo stato di salute dell’ecosistema italiano delle startup

L’ecosistema italiano delle startup sta conoscendo una fase di espansione. I cambiamenti connaturati in questo fenomeno trovano sempre più spazio nella nostra cultura economica. Il registro delle startup innovative è vivo, da qualche giorno ha superato quota 3.000 e ogni settimana si arricchisce mediamente di 35 imprese; offre dati dinamici, in costante crescita, su molte variabili macroeconomiche (la prima edizione del report trimestrale Infocamere analizza le evoluzioni del terzo trimestre 2014).

Dal punto di vista del supporto normativo, dal varo del decreto Crescita 2.0 nel dicembre 2012 a oggi è stato fatto molto (scheda di sintesi della policy di sostegno alle startup innovative).

Al ministero dello Sviluppo economico, la volontà di sostenere l’ecosistema è intatta, e nuove misure sono in fase di elaborazione. Nell’attesa che esse vengano alla luce, credo che non-notizie come questa aiutino a guardare al futuro con maggiore fiducia ma soprattutto con un livello di autostima più equilibrato e consapevole dei grandi traguardi che, ogni giorno, silenziosamente, vengono raggiunti dal “sistema Paese startup”.

Allo #StartupDay in Bocconi trionfa il robot per operazioni chirurgiche non invasive

Value Biotech si aggiudica il premio come “Migliore Startup del 2017”. Gloria anche per Kopjra e Jointly nelle categorie Millennials e Social Innovation. Presenti speaker e angel investor interessati alle nuove imprese italiane

FICO, il parco enogastronomico di Eataly, sceglie la digitalizzazione con Websolute

A Bologna è nato il primo parco didattico-enogastronomico del mondo. Le sue attrattive sono acquistabili solo online o attraverso info point, partners, tour operator esterni che utilizzano la piattaforma digitale di FICO

AXA Italia inaugura una nuova sede a Roma e scommette sullo smart working

Il gruppo assicurativo dà la possibilità ai suoi dipendenti di lavorare da remoto due giorni alla settimana. La struttura si adatta alla nuova filosofia che cerca il benessere dei suoi lavoratori