Cos’è Italia Startup Hub, il nuovo piano del governo per attrarre talenti stranieri

E’ l’evoluzione di Startup Visa. Permessi di soggiorno facili a chi vuole fare impresa innovativa in Italia. 17 domande presentate (7 rigettate)

Da Italia Startup Visa a Italia Startup Hub. È l’ultima iniziativa escogitata dal Ministero dello Sviluppo Economico per rendere più facile, per i cittadini extra-comunitari, fondare e far crescere la propria startup in Italia.

Cos’è Italia Startup Hub

Se il precedente provvedimento – il Visa – si rivolgeva soprattutto a chi, provenendo dall’estero, voleva ottenere in tempi più brevi del solito il permesso di soggiorno per motivi di lavoro in Italia, l’Hub è pensato invece per chi, come gli studenti o i tirocinanti, si trova già sul nostro territorio e vorrebbe restarci per dar vita ad una propria attività. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che dovrebbe avvenire a breve, entrerà in vigore infatti il Decreto del Presidente del Consiglio di Ministri dell’11 dicembre (il cosiddetto Decreto Flussi), che estende  l’applicabilità della procedura semplificata prevista da Italia Startup Visa, anche a chi si trova già in Italia e vuole trasformare il permesso di soggiorno già ottenuto per motivi di studio, tirocinio o formazione professionale, in uno per lavoro autonomo in ambito startup.The Hub Milan

Agli studenti extra-comunitari che vogliano avvalersi di questa nuova possibilità, sono riservate 1050 quote, fra le 17.850 previste dal Decreto Flussi per la programmazione 2014.

Per capire bene come funziona la nuova procedura, bisogna leggere assieme al testo del decreto, una circolare congiunta del Ministero dell’Interno e del Lavoro che ne chiarisce alcuni punti.

Come funziona il permesso di soggiorno per creare impresa

In particolare, spiega Mattia Corbetta, della segreteria del Ministero per lo Svluppo, “la circolare spiega che lo straniero che vuole convertire il permesso di soggiorno (da studio a lavoro autonomo per startup) deve seguire le linee guida già previste per Italia Startup Visa ed esibire allo Sportello Unico per l’Immigrazione il nulla osta rilasciato dal comitato tecnico che si occupa di selezionare le domande”.

Queste ultime, corredate da una descrizione del progetto e dalla certificazione di disponibilità finanziarie pari ad almeno 50 mila euro, dovranno essere inviate all’indirizzo [email protected]

Come già avviene nel caso di Italia Startup Visa, e contrariamente a quanto avviene per i visti “normali”, il Comitato non dovrà acquisire il nulla osta provvisorio dalla Questura, perché il controllo di sicurezza viene effettuato presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione, il che dovrebbe contribuire a rendere ancora più semplice e rapida la procedura.

17 domande arrivate al Mise, 7 rigettate

Servirà? Ovviamente è presto per dirlo. Per ora Italia Startup Visa non ha fatto accorrere frotte di imprenditori vogliosi di stabilirsi in Italia. In poco meno di sei mesi, le domande pervenute sono appena diciassette – dati del Mise risalenti a metà dicembre – di cui 7 rigettate per mancanza di elementi innovativi nell’idea di startup presentata, o per l’assenza di altri requisiti, e 2 ancora in corso di valutazione. Russia, Cina e Pakistan i Paesi da cui è arrivato il maggior numero di richieste.

Si tratta però di un’opportunità relativamente nuova (il programma è stato lanciato a giugno), tutto sommato poco conosciuta, che, pur dovendo ancora dispiegare tutto il suo potenziale, ha già dato luogo ad alcuni casi interessanti. Per esempio, quello del russo  Denis Bulichenko, che ha scelto l’Italia per lanciare una startup di servizi turistici, e di cui ha scritto alcuni giorni fa per questa testata dallo stesso Corbetta.

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