Codice dopo codice il futuro dell’Internet of Everything

Decisyon è fra le 10 migliori startup del 2014 secondo l’ebook pubblicato da Startupitalia. Qui il link per scaricarlo gratis

www.decisyon.com

 37 milioni di finanziamenti ottenuti

100 dipendenti

200 clienti in 11 paesi del mondo.

15 dipendenti negli Usa

decisyon

Storia

Aprile 2014. Il fondo americano Cataliyst investe in una startup di Latina 22 milioni di dollari. E’ il più grosso investimento dell’anno fatto in startup innovative in Italia. Ad aggiudicarselo è Decisyon. Non solo. E’ il più grosso finanziamento statunitense concesso ad un’azienda italiana negli ultimi 15 anni. Non una novità per la società nata da Franco Petrucci, che un anno prima si era aggiudicata un primo round di finanziamento da 15 milioni dal fondo americano Axel Johnson. “E’ stato il momento in cui ci siamo accorti di non essere più una startup” commenta Palmisano. Decisyon era in realtà già negli Stati Uniti. Nel 2010  Petrucci va in Silicon Valley e lì apre un ufficio per testare il mercato americano con il suo sistema per integrare la tecnologia nei processi lavorativi. Qui incontra Cosimo Palmisano, 38 anni, pugliese, che dopo la borsa Fulbright BEST in California ha creato una startup di Social CRM cioè relazioni con i clienti tramite i social media. Si chiamava ECCE/Customer. Palmisano sale a bordo di Decisyon, che integra ECCE/Customer diventandone un suo sviluppo verticale. Oggi con i finanziamenti ottenuti sono diventati una piccola multinazionale del software. “In pochi mesi abbiamo aperto il mercato americano e quello europeo” continua Palmisano. Tutto il più velocemente possibile.  “Non abbiamo mai terminato di sviluppare la nostra piattaforma per prendere decisioni in maniera collaborativa partendo dal dato”.

A Latina nessuno si è fermato e nessuno si è mai illuso di aver raggiunto un traguardo. “Linea di codice dopo l’altra abbiamo cominciato a gettare le basi delle future versioni del nostro software che andrà ben oltre la data collaboration”. Il futuro si chiama IoE (Internet of Everythings) dove la tecnologia permetterà a strumenti e persone di parlare fra di loro e di collaborare con persone poste in diversi luoghi e diverse aziende. Social network composti da persone e dai loro oggetti in cui tutti si animano, collaborano e condividono e si scambiano dati in real time.

“Il nostro sogno” continua Palmisano,  “è che una persona anziana che usa uno strumento qualsiasi di ogni giorno, collegato in rete, possa mandare in automatico un suggerimento di miglioramento e che nel più breve tempo possibile si metta in moto un processo industriale che gli permetta di vedere la sua idea implementata sugli scaffali,  vederci sopra anche il suo nome, e ovviamente ricevere il suo prodotto migliorato direttamente a casa. Gratuitamente!

Prodotto

La sua definizione inglese è collaborative decision making and execution. Ed è quello che fa Decisyon, fondata nel 2005 ma esplosa negli ultimi due anni a seguito di investimenti da capogiro. Serve a prendere decisioni all’interno dell’azienda in modo migliore. Un olio digitale per gli ingranaggi decisionali. Parte dall’analisi dei dati e la piattaforma sviluppata a Latina li fa diventare conoscenze utili a migliorare gli affare e a valorizzare le risorse interne e le strategie aziendali.

Un ebook con gli investimenti, i fatturati e i dipendenti delle startup italiane

Questo libro, in fondo, nasce da quel viaggio in auto e dalla sensazione frustrante di non saperne abbastanza. Eppure questo mondo ormai lo conosco e lo frequento da un po’. Lo storytelling degli startupper mi ha appassionato e mi appassiona: l’idea che un ragazzo possa avere una idea geniale e si metta in gioco con tutto sé stesso per realizzarla, questo fatto ha una forza narrativa incredibile ed è un antidoto molto efficace contro la rassegnazione dilagante. Ma lo storytelling non basta. Accanto alle storie servono i dati: gli investimenti, i fatturati, i margini, i dipendenti. Serve il data journalism. I dati nascondono storie per chi li sa leggere e le storie migliori svelano dati per chi le sa ascoltare.

Le 100 startup che abbiamo selezionato in questa guida non so se sono davvero le 100 migliori d’Italia. Anzi, per essere onesti: probabilmente no, qualcuna ci sarà sfuggita. Ma so che per formare questo elenco siamo partiti dai numeri: abbiamo passato in rassegna tutti gli investimenti e le poche exit del 2014; abbiamo considerato tutti quelli che avevano vinto una delle tantissime startup competition; abbiamo valutato il potenziale dell’idea per quelle appena partite e infine abbiamo tirato una linea. Fermandoci a quota 100. Voglio chiarire subito che chi è rimasto fuori non deve sentirsi bocciato, anzi. Per due ragioni: la prima, è che posso aver sbagliato io; la seconda, è che può esserci stata una carenza di comunicazione di risultati da parte degli startupper. Le due cose stanno assieme ed hanno una sola medicina possibile: il data journalism. Ovvero creare strumenti di misurazioni e valutazione aperti e a disposizione di tutti: è il nostro impegno per il 2015 (dall’introduzione di Riccardo Luna).

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