Il più grande coworking europeo porta ovunque la Silicon Valley

Talent Garden è fra le 10 migliori startup del 2014 secondo l’ebook pubblicato da Startupitalia. Qui il link per scaricarlo gratis

http://talentgarden.org/

Numero dipendenti/collaboratori: 30

Numero sedi in Italia: 8

Numero sedi in Europa: 2

Numero aperture previste nel 2015: 8

Fatturato tag 2014: 2 milioni 

Talent Garden

Storia

Talent Garden nasce nell’estate del 2011. Brescia in quel periodo vantava una delle più forti community di professionisti del digitale in Italia. Dai loro incontri alcuni membri decidono di creare un luogo fisico per aggregare tutte le persone di talento che si occupano di digitale ed innovazione. Un modo per riunire le eccellenze e dar loro un luogo dove poter crescere insieme. Nel dicembre del 2011, Davide Dattoli, 24 anni, ceo di Talent Garden, e il suo team aprono in uno spazio di 750 metri quadri la prima sede di Talent Garden. Può ospitare fino a 56 talenti ed è aperto 24 ore per 7 giorni a settimana. Subito viene riempito da freelance, agenzie web, startup, giornalisti, investitori e community di persone che sentono la necessità di condividere uno spazio e collaborare insieme ad altri per far crescere più velocemente il proprio business. Un successo. Non solo gli abitanti diventano sempre più numerosi, ma la stessa città decide di utilizzarlo per organizzare eventi che coinvolgano la popolazione.

Talent Garden comincia ad espandersi. Bergamo, Milano, Pisa, Torino, Genova, Cosenza.  Novembre 2013 segna una svolta nel futuro dello spazio di coworking nato a Brescia dall’idea di un gruppo di ragazzi: TAG viene selezionato come una delle cinque idee più interessanti per innovare Lower Manahattan all’interno del progetto Take the H.E.L.M. del Comune di New York. Viene scelto per la sua capacità di aiutare l’innovazione sul territorio. La rete di Talent Garden, dopo l’espansione italiana, si vede assegnare un grandissimo riconoscimento internazionale. I successi non finiscono qui. Ad ottobre 2014 vengono annunciate le prime due sedi europee facendo diventare così Talent Garden il più grande network europeo del digitale. Apre una sede a Kaunas, seconda città della Lituania, e Barcellona.  Talent Garden è oggi il primo aggregatore di talenti in Italia con più di 500 membri residenti e migliaia di persone che transitano negli spazi durante gli oltre 300 eventi organizzati ogni anno. E’ anche il primo network europeo di coworking digitale e uno dei casi di community di innovatori più grandi al mondo.

Talent Garden

Prodotto

Talent Garden è un passion working space focalizzato sul digitale, aperto a tutto l’ecosistema dell’innovazione per riuscire a creare in un luogo fisico una piccola filiera che porti verso il futuro sul modello della Silicon Valley. L’obiettivo è ricreare quei singoli elementi che l’hanno resa così efficace e portare questa energia in decine di territori nel mondo connettendoli tra loro. L’innovazione digitale viene considerata come un ingrediente per contaminare il mondo tradizionale: solamente attraverso la contaminazione di questi due mondi si può riuscire a creare un mondo migliore. Ogni sede di Talent Garden coinvolge tra i fondatori attori del settore tecnologico e imprenditori locali che conoscono a fondo il proprio territorio. Il CoWorking non è l’obiettivo ma lo strumento per aggregare le persone e connetterle tra loro, ed è questo il grande successo di TAG rispetto ad altri modelli di coworking.

Talent Garden

Davide Dattoli, 24 anni, CEO di Talent Garden

Un ebook con gli investimenti, i fatturati e i dipendenti delle startup italiane

Questo libro, in fondo, nasce da quel viaggio in auto e dalla sensazione frustrante di non saperne abbastanza. Eppure questo mondo ormai lo conosco e lo frequento da un po’. Lo storytelling degli startupper mi ha appassionato e mi appassiona: l’idea che un ragazzo possa avere una idea geniale e si metta in gioco con tutto sé stesso per realizzarla, questo fatto ha una forza narrativa incredibile ed è un antidoto molto efficace contro la rassegnazione dilagante. Ma lo storytelling non basta. Accanto alle storie servono i dati: gli investimenti, i fatturati, i margini, i dipendenti. Serve il data journalism. I dati nascondono storie per chi li sa leggere e le storie migliori svelano dati per chi le sa ascoltare.

Le 100 startup che abbiamo selezionato in questa guida non so se sono davvero le 100 migliori d’Italia. Anzi, per essere onesti: probabilmente no, qualcuna ci sarà sfuggita. Ma so che per formare questo elenco siamo partiti dai numeri: abbiamo passato in rassegna tutti gli investimenti e le poche exit del 2014; abbiamo considerato tutti quelli che avevano vinto una delle tantissime startup competition; abbiamo valutato il potenziale dell’idea per quelle appena partite e infine abbiamo tirato una linea. Fermandoci a quota 100. Voglio chiarire subito che chi è rimasto fuori non deve sentirsi bocciato, anzi. Per due ragioni: la prima, è che posso aver sbagliato io; la seconda, è che può esserci stata una carenza di comunicazione di risultati da parte degli startupper. Le due cose stanno assieme ed hanno una sola medicina possibile: il data journalism. Ovvero creare strumenti di misurazioni e valutazione aperti e a disposizione di tutti: è il nostro impegno per il 2015 (dall’introduzione di Riccardo Luna).

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