Gli eco-binari che producono energia nelle metro del mondo

Greenrail è fra è le 10 migliori startup del 2014 secondo l’ebook pubblicato da Startupitalia. Qui il link per scaricarlo gratis

http://www.greenrail.it/ 

Età media fondatori: 29 anni

Brevettata in 148 paesi

In media 60 chiloowatt di energia pulita prodotti ogni ora

Collaboratori/Dipendenti 6

70 milioni di fatturato entro il 2017

4 miliardi l’anno il giro d’affari mondiale delle traverse classiche

Premi Vinti

Nel 2013 partecipa al programma di accelerazione SeedLab

Premio Gaetano Marzotto 2013

Premio San Paolo Startup Initiative 2014

Premio Edison Start  sezione energia 2014 (100 mila euro)

Greenrail

Storia

Giovanni De Lisi,  palermitano di 29 anni, ha coltivato per una vita la passione per la ferrovia. Passa l’infanzia cantieri ferroviari dell’azienda di famiglia e dopo anni di lavoro decide che era il momento di portare un pizzico d’innovazione in un settore in buona parte immutato per decenni: le traverse dei treni. All’inizio fatte in legno, oggi in calcestruzzo. Ma in sostanza un settore che storicamente ha avuto poche modifiche. De Lisi invece brevetta un sistema per farle in copertoni usati plastica riciclata. “Con l’esperienza acquisita sul campo, poi, ho studiato il mercato e i maggiori competitor internazionali, dagli Stati Uniti alla Cina, e mi sono detto: perché non proporre qualcosa che ancora manca sul mercato delle aziende di trasporto, che fa risparmiare sui costi di manutenzione delle linee ferroviarie e in più aiuta l’ambiente?” racconta De Lisi. Insieme a Manfredi Inguaggiato, 28 anni, che per questa startup mette nel cassetto la sua laurea in Farmacia, fonda nel novembre 2012 Greenrail inventando una traversa ferroviaria ecosostenibile. Al team si aggiunge da subito Fabio Guinci, 28 anni. Il brevetto gli permette di ridurre, i rumori  e abbassa i costi di manutenzioni. Con un solo chilometro di linea ferroviaria, si possono recuperare circa 50.000 tonnellate di pneumatici fuori uso e 50.000 tonnellate di plastica. Ma la magia della tecnologia di Greenrail è che permette di generare corrente elettrica al passaggio dei treni. Il 2013 è l’anno dei primi riconoscimenti: prima vince il programma di incubazione SeedLab, poi il premio Gaetano Marzotto, dove è selezionato tra le 5 startup migliori dell’anno. Nel 2014 premio San Paolo Startup Iniziative e ancora ad ottobre il premio Edison Start, dove sbanca nella sezione energia garantendosi il premio da 100 mila euro. L’idea dei ragazzi palermitani piace non solo in Italia. Fiore all’occhiello è la fiducia ottenuta a Londra dove le traverse Greenrail reggeranno i binari della London Tube, la metropolitana della capitale del Regno Unito. E interesse arriva anche dall’India, dal Brasile, dalla Russia e dal Giappone. In tutto i paesi dove la tecnologia dei tre ragazzi di Palermo è stata brevettata ad oggi sono 148. Per ogni chilometro di linea, con un passaggio medio di 15 treni in un’ora, si si possono produrre 120 chilowatt/ora di energia pulita al giorno. Un solo chilometro di linea con traverse Greenrail potrebbe garantire in un anno per linee altamente trafficate come le metropolitane delle gradi capitali fino a 1 milione di chilowatt/ora (energia che potrebbe bastare per mille abitazioni per un anno). Potrebbero coprire i fabbisogni interni dei gestori delle linee, dai consumi delle stazioni a passaggi a livello e semafori.

Greenrail

Giovanni De Lisi e Manfredi Inguaggiato, founder di Greenrail

Prodotto

La traversa di Greenrail è fatta di  pneumatici fuori uso e plastica riciclata. Produce energia elettrica al passaggio dei convogli. Energia pulita. Questa soluzione da un lato dà la possibilità di smaltire i rifiuti, anche difficile da smaltire come i pneumatici. Dall’altro un sistema piezoelettrico abbinato alla traversa Greenrail consente di ricavare energia dallo schiacciamento naturale che  subisce il binario al passaggio dei treni. Questo “sistema” posizionato all’interno della traversa nella sezione sotto rotaia è quello che produce energia tramite la compressione che subisce il binario al passaggio del treno. L’energia viene convoglia tramite un cavo di cablaggio a degli accumulatori connessi alla rete elettrica. E il gioco è fatto. Ogni 100 chilometri di linea ferroviaria si potranno smaltire più di 5mila tonnellate di pneumatici fuori uso e più di 5mila tonnellate di plastica. Per ogni chilometro di linea con un passaggio medio di 15 treni in un’ora, si potranno produrre 120 Kwh di energia pulita, sufficiente ad alimentare 40 abitazioni. Un’intera banchina della metropolitana potrebbe diventare autosufficiente dal punto di vista energetico, con Greenrail.

Greenrail

Il logo

Due binari ad alta velocità che corrono lungo il verde. L’idea di fondo quella che anima la startup: l’innovazione corre verso un futuro sostenibile.

greenrail

Un ebook con gli investimenti, i fatturati e i dipendenti delle startup italiane

Questo libro, in fondo, nasce da quel viaggio in auto e dalla sensazione frustrante di non saperne abbastanza. Eppure questo mondo ormai lo conosco e lo frequento da un po’. Lo storytelling degli startupper mi ha appassionato e mi appassiona: l’idea che un ragazzo possa avere una idea geniale e si metta in gioco con tutto sé stesso per realizzarla, questo fatto ha una forza narrativa incredibile ed è un antidoto molto efficace contro la rassegnazione dilagante. Ma lo storytelling non basta. Accanto alle storie servono i dati: gli investimenti, i fatturati, i margini, i dipendenti. Serve il data journalism. I dati nascondono storie per chi li sa leggere e le storie migliori svelano dati per chi le sa ascoltare.

Le 100 startup che abbiamo selezionato in questa guida non so se sono davvero le 100 migliori d’Italia. Anzi, per essere onesti: probabilmente no, qualcuna ci sarà sfuggita. Ma so che per formare questo elenco siamo partiti dai numeri: abbiamo passato in rassegna tutti gli investimenti e le poche exit del 2014; abbiamo considerato tutti quelli che avevano vinto una delle tantissime startup competition; abbiamo valutato il potenziale dell’idea per quelle appena partite e infine abbiamo tirato una linea. Fermandoci a quota 100. Voglio chiarire subito che chi è rimasto fuori non deve sentirsi bocciato, anzi. Per due ragioni: la prima, è che posso aver sbagliato io; la seconda, è che può esserci stata una carenza di comunicazione di risultati da parte degli startupper. Le due cose stanno assieme ed hanno una sola medicina possibile: il data journalism. Ovvero creare strumenti di misurazioni e valutazione aperti e a disposizione di tutti: è il nostro impegno per il 2015 (dall’introduzione di Riccardo Luna).

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