Il centro di ricerca con il business model da startup innovativa

TES Pharma è fra le 10 migliori startup del 2014 secondo l’ebook pubblicato da Startupitalia. Qui il link per scaricarlo gratis

http://www.tespharma.com

1 milione di euro di fatturato nel 2014

4 soci fondatori

22 ricercatori assunti

70% dei dipendenti sono dottori di ricerca

1.000mq il centro di ricerca di Perugia

TES-PHARMA_1_1024_cuttedStoria 

Il nome della società deriva dalla parola etrusca “tes”, ossia curare, guarire, ma anche amare. Tre concetti che riflettono lo spirito di TES Pharma, una startup che lavora nel campo della ricerca farmaceutica. E’ un incubatore di idee in campo medico. Cercano nuove molecole per nuovi campi di cura su diabete e oncologia. Quello che fanno è una ricerca di base in un’atmosfera creativa per trovare nuove cure.

TES Pharma nasce nel 2010 da un’idea dei professori Roberto Pellicciari, professore di Chimica Farmaceutica all’Università di Perugi, Janet Robertson, Antonio Macchiarulo e Antimo Gioiello. Ha sede in una struttura di 1.000 metri quadrati che si trova a Corciano, poco distante da Perugia. L’azienda è frutto dell’unione tra le esperienze internazionali dei quattro co-fondatori: dallo studio delle molecole a quello degli acidi biliari applicati in campo farmaceutico e nelle biotecnologie.

L’azienda ha un rapporto stretto con il territorio che la circonda. Le collaborazioni e gli scambi con l’università sono frequenti (non è un caso che due dei fondatori siano anche professori universitari all’Università di Perugia). Questo assicura uno scambio di idee ed esperienze, ma anche un team piuttosto giovane. Creatività, niente cartellini né orari, totale libertà di creare e sperimentare. La maggior parte di loro sono dottori di ricerca. TES Pharma è diventato un piccolo caso. Un centro dove fare libera ricerca con le caratteristiche di una startup innovativa. L’azienda non produce nulla, non offre servizi. I ricercatori studiano a livello biologico le malattie del metabolismo. Trovano “target biologici” mai studiati prima. Individuata la soluzione cercano un partner nella ricerca e nello sviluppo. Aziende, centri di ricerca, università che credono nelle loro soluzioni e vogliono investirci. Ed è questo il loro business model. Ad oggi collabora con il mondo accademico – Università di Perugia e di Ancona, l’École Polytechnique Fédérale di Losanna e la Mount Sinai School of Medicine di New York – ma anche con aziende del settore farmaceutico, con lo scopo di ottenere risultati più affidabili e mirati, e con l’Unione Europea. Ad agosto 2014, secondo i dati diffusi dalla Confcommercio TES Pharma risultava avere un giro di affari di oltre un milione di euro.

tes pharma

il laboratorio

Prodotto

TES Pharma applica l’innovazione alla ricerca farmaceutica. È una startup che unisce l’utilizzo di tecnologie avanzate alla ricerca in laboratorio con lo scopo di trovare nuove soluzioni farmaceutiche mirate per la cura di malattie del metabolismo e nell’oncologia. Ha all’attivo diverse collaborazioni con centri di eccellenza mondiali – sia accademici sia industriali – come l’Università di Perugia e l’azienda americana Interept Farmaceutical, con cui ha sviluppato un nuovo trattamento contro il diabete.

tes pharma

Un ebook con gli investimenti, i fatturati e i dipendenti delle startup italiane

Questo libro, in fondo, nasce da quel viaggio in auto e dalla sensazione frustrante di non saperne abbastanza. Eppure questo mondo ormai lo conosco e lo frequento da un po’. Lo storytelling degli startupper mi ha appassionato e mi appassiona: l’idea che un ragazzo possa avere una idea geniale e si metta in gioco con tutto sé stesso per realizzarla, questo fatto ha una forza narrativa incredibile ed è un antidoto molto efficace contro la rassegnazione dilagante. Ma lo storytelling non basta. Accanto alle storie servono i dati: gli investimenti, i fatturati, i margini, i dipendenti. Serve il data journalism. I dati nascondono storie per chi li sa leggere e le storie migliori svelano dati per chi le sa ascoltare.

Le 100 startup che abbiamo selezionato in questa guida non so se sono davvero le 100 migliori d’Italia. Anzi, per essere onesti: probabilmente no, qualcuna ci sarà sfuggita. Ma so che per formare questo elenco siamo partiti dai numeri: abbiamo passato in rassegna tutti gli investimenti e le poche exit del 2014; abbiamo considerato tutti quelli che avevano vinto una delle tantissime startup competition; abbiamo valutato il potenziale dell’idea per quelle appena partite e infine abbiamo tirato una linea. Fermandoci a quota 100. Voglio chiarire subito che chi è rimasto fuori non deve sentirsi bocciato, anzi. Per due ragioni: la prima, è che posso aver sbagliato io; la seconda, è che può esserci stata una carenza di comunicazione di risultati da parte degli startupper. Le due cose stanno assieme ed hanno una sola medicina possibile: il data journalism. Ovvero creare strumenti di misurazioni e valutazione aperti e a disposizione di tutti: è il nostro impegno per il 2015 (dall’introduzione di Riccardo Luna).

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