5 stelle del gaming italiano (tra loro i creatori di Fruit Ninja)

Badseed, Beintoo, Gamepix, Interactiveproject e Mangatar fra i migliori progetti innovativi del settore del 2014 secondo l’ebook pubblicato da Startupitalia. Qui il link per scaricarlo gratis

Badseed (nella foto, il team), Beintoo, Gamepix, Interactive project e Mangatar sono 5 startup italiane di Gaming fra le migliori del 2014 secondo l’ebook pubblicato da Startupitalia (QUI il link per scaricare gratis la Top 100). Ecco i loro numeri e le loro storie.

top 100

Il team di Badseed

BADSEED

http://badseed.co/

Numeri

Fatturato / Utile: RISERVATO

Dipendenti / Collaboratori: 3 founder e 7 collaboratori

App scaricate/ Dispositivi venduti / Clienti:  oltre un milione di download

Età media: 28

Round / Finanziamenti: 15.000 euro, Grant Working Capital awards;  250.000 erogato dal fondo europeo United Ventures.

Premi vinti/riconoscimenti: Grant Working Capital; Selezione da parte di GameFounders (First gaming accelerator in Europe); Borsa di studio da parte di Mind the Bridge.

«Le altre startup di giochi solitamente fanno cloni di giochi famosi, cercando di sfruttare la visibilità altrui per catturare l’attenzione. Noi invece vogliamo creare qualcosa di nuovo, per poi magari farci copiare dagli altri» racconta Jacopo Musso, co-fondatore insieme a Roberto Mangiafico e Clara Parona di Badseed.

Sono partiti nel 2012 con i risparmi accumulati lavorando da Ubisoft, azienda di videogiochi francese con sede a Milano. «Ad un certo punto però non volevamo più essere un piccolo ingranaggio in una grande società. Volevamo fare qualcosa di nostro».  GameFounders, il principale acceleratore di startup europeo del settore ha rappresentato il trampolino di lancio. Il team ha preso insieme un volo per Tallinn, in Estonia, e hanno cominciato il loro percorso di accelerazione. 15 mila euro di finanziamento e due camere di ostello che li hanno accolti per tre mesi. «E’ stato importantissimo per creare una squadra unita. Abbiamo avuto l’occasione di conoscere persone con grande esperienza nell’industria dei giochi. Per citarne solo uno: Ian Livingstone, il papà di Lara Croft». Nel 2013 Badseed ha vinto una borsa per la scuola di Mind The Bridge. Sono partiti, questa volta solo in due, verso San Francisco. E ci sono rimasti per tre mesi. «Alla fine abbiamo aperto anche una sede lì».

Mentre lavoravano per Ubisoft, i tre ragazzi hanno dato vita a Sheep up, la loro prima app, che ha come protagonista una pecorella intrappolata in una scatola: «Abbiamo avuto oltre un milione di download e Google ci ha messo in vetrina su Play per diversi mesi. Tutto questo ci ha poi permesso di essere selezionati al Nonick di Bilbao e alla GMIC di San Francisco».

Nel luglio 2014, Badseed ha ricevuto un finanziamento di 250 mila euro dal fondo europeo United Ventures che ha aiutato la startup a fare un ulteriore salto di qualità: «Ci sono serviti per lanciare il nostro nuovo gioco: Sleep Attack».

Prodotto

Badseed è specializzata nello sviluppo di giochi per mobile. In Sheep Up! il giocatore, inclinando il suo smartphone, può guidare la pecorella sempre più in l’alto per permettergli di fuggire dalla sua prigione di cartone. Il tutto raccogliendo oggetti, superando prove e sconfiggendo nemici.

Sleep Attack reinterpreta il genere di gioco dei Tower Defense, introducendo una meccanica completamente nuova che infrange le regole classiche. Il giocatore difende il protagonista, Ubaldo, ruotando l’intero mondo, costruito su due anelli concentrici e indipendenti, deviando la traiettoria dei nemici o riposizionando le proprie torri.

top 100

ll team di Beintoo

BEINTOO

http://www.beintoo.com/eu/it/index

Numeri

Fatturato / Utile: 2,7 milioni di euro nel 2013

Dipendenti / Collaboratori: 2 founder e  60 dipendenti

App scaricate/ Dispositivi venduti / Clienti: 80 milioni di utenti attivi al mese

Età media: 32

Round / Finanziamenti:  10 milioni di Euro da parte di Innogest, TL e altri investitori in tutto il mondo.

Storia

La storia di Beintoo nasce da un’idea dei fondatori Antonio Tomarchio e Filippo Privitera e inizia a prendere forma nella seconda metà del 2010 quando Tomarchio – che aveva già fondato una precedente startup nel settore della pubblicità online – decide di lanciarsi in una nuova avventura: creare una società innovativa nel mondo del mobile advertising.

La prima svolta avviene nel 2011 quando Beintoo vince il premio come migliore startup europea alla rassegna parigina LeWeb, una delle più importanti competizioni per startup del mondo: «Quel premio ci ha dato una validazione internazionale»  spiega Antonio «ci ha permesso di accelerare nella raccolta di capitali. Era inatteso, ma credo che giudici abbiano visto in noi un modello capace di crescere e un mercato promettente».

I nuovi capitali arrivano nel 2012 facendo fare il salto di qualità alla startup milanese: due round di finanziamenti ravvicinati, uno di 5 milioni di dollari dal fondo Innogest e uno di 2 milioni da un fondo londinese.

Il passo successivo è stato quello di varcare i confini nazionali per affacciarsi al mercato globale: oltre alla sede lombarda, Beintoo apre due filiali estere, una a New York e una a Shanghai, quest’ultima avvalendosi del partner locale iDreamsky.

Con un fatturato in continua crescita, 2,7 milioni di euro nel 2013 (+ 500% rispetto all’anno precedente), e 60 dipendenti, la startup si configura oggi come operatore di primo piano per quanto riguarda il mobile advertising. Uno sviluppo commerciale in continua ascesa grazie anche a clienti come Adidas, Coca-Cola e RCS. Obiettivo dei prossimi mesi è quello di diventare da startup ad azienda anche grazie alle innovative unit “Online to Offline” che permettono a brand e retailer di generare traffico drive to store.

Prodotto

Beintoo è una startup specializzata nello sviluppo di piattaforme di gamification per il mobile. Per esempio, Fruit Ninja è una delle app che utilizza questo sistema.  I partner di Beintoo hanno quasi 80 milioni di utenti attivi mensilmente. Il sistema è costruito per premiare con beni reali chi gioca sul cellulare, far guadagnare chi crea app e nel frattempo rivoluzionare il settore della pubblicità online.

top 100

Il team di Gamepix

 

GAMEPIX

http://www.gamepix.com/

Numeri

Fatturato / Utile: RISERVATO

Dipendenti / Collaboratori: 3 founder e 6 collaboratori

App scaricate/ Dispositivi venduti / Clienti:  1 milione al mese

Età media: 25

Round / Finanziamenti:  3 round di investimento, importo riservato per volere degli investitori

Premi vinti/riconoscimenti: vittoria al contest “Startup in Action 2013”, due premi vinti al Facebook Hackaton a Roma, Selezionati da Nokia e Microsoft per AppCademy in Finlandia.

Incubati: Sono incubati all’interno di Luiss Enlabs a Roma

Storia 

Tre studenti fuori sede dell’Università Sapienza che s’incontrano all’edizione 2012 di InnovAction Lab, in team diversi, e scoprono di avere la stessa passione per i videogiochi. Così, da questa premessa, nasce GamePix: «La startup prende forma quando Justine Silipo (CFO), Valerio Pullano (CMO) ed io entriamo in contatto con Augusto Coppola e la sua capacità di tradurre in imprese le idee innovative» racconta Edouard Wawra, CEO. GamePix cresce e si sviluppa all’interno dell’incubatore ed acceleratore Luiss EnLabs ma, contemporaneamente, coltiva la sua vocazione internazionale, coronata con la vittoria al contest “StartUp in Action 2013” del Codemotion di Berlino, come startup più votata da investitori e pubblico.

Da qui l’interesse di numerosi investitori nazionali ed internazionali, primi tra tutti Microsoft e Nokia che, dopo esser stati attenti osservatori dei progressi, hanno deciso di investire nella realizzazione della versione mobile di GamePix per Windows Phone attraverso il progetto AppCampus.

Nel frattempo, il team si è allargato accogliendo Emiliano Tomaselli, Alessandro Messore e Pierfrancesco D’Orsogna che gestiscono lo sviluppo tecnico, Giulia Scifoni e Alessandro Daniello che si occupano della grafica e del design dei prodotti e Sergio Sarli per lo sviluppo del business.

In appena un mese dal lancio della nuova piattaforma (beta pubblica), GamePix ha visto oltre 900 publisher distribuirne i contenuti. Ad essi si aggiungono gli oltre 300 developer che hanno caricato i loro giochi, dei quali circa una cinquantina sono già stati pubblicati. Tutto per un volume di utenti/visitatori che, ogni mese, si attesta intorno al milione, numero in forte crescita.

Dal 2 dicembre è attiva anche Wind GamePix, una piattaforma parallela nata dalla partnership tra l’impresa di telecomunicazioni e la startup. Giocando il cliente Wind accumula punti per scalare una classifica che, in futuro, potrebbe anche comportare l’assegnazione di veri e propri premi.

Prodotto

 Leader nella distribuzione di videogiochi HTML5 sul web, GamePix consente a siti web, Telco e Media Company di ottenere contenuti digitali di alta qualità per intrattenere e monetizzare i propri utenti. GamePix è pensata come una piattaforma che punta a fornire visibilità a tanti sviluppatori indipendenti di giochi html5, che vogliano diffondere e monetizzare le proprie creazioni senza doversi occupare degli aspetti di marketing e business, In questo modo essi possono proporsi direttamente a tantissimi giocatori, bypassando i tanti vincoli imposti dalle major internazionali del settore e guadagnando accesso al mercato in modo immediato.

INTERACTIVE PROJECT

http://interactiveproject.com/

Numeri

Età media team: 30 anni

5 giochi prodotti finora

350 mila i download per OverVolt

450 mila euro di investimenti da LVenture Group

Storia

Interactive project è una startup, nata nel 2011, che si occupa principalmente di racing game. È sbarcata sul mercato con MyGPTeam, browser game sulla Formula 1, che ebbe subito grande successo attirando l’interesse di alcuni investitori: «Abbiamo chiuso un micro-seed nel 2011 presso l’acceleratore EnLabs (ora LUISS ENLABS), e un seed a fine 2012 da 400 mila euro con LVenture Group, FILAS e un business angel» racconta Matteo Palumbo, CEO di un team giovane, media intorno ai 30 anni, e numeroso, una decina di collaboratori.

Nel 2014 Interactive project è stata selezionata tra le due 200 startup ospiti di Game Connection America: «Si tratta di un evento che si svolge ogni anno a San Francisco con il meglio del gaming mondiale. Quest’anno siamo stati tra i “selected projects” con MyGPTeam Turbo e abbiamo fatto un pitch di 5 minuti davanti ad una platea di publisher, investitori e stakeholder».

Per il lancio di OverVolt, ultimo gioco creato dalla startup, il team ha macinato altri chilometri spostandosi dalla California al Nord Europa, da San Francisco a Helsinki:  «Il 29 e il 30 gennaio 2014 partecipammo al MAAC – Mobile App Acceleration Camp – a Roma ricevendo in seguito l’approvazione di AppCampus. Quindi siamo partiti il 30 marzo – racconta Francesco Palumbo, CMO – per stare in Finlandia insieme ad una quindicina di altri team che si occupavano di gaming».

Le “crazy cars” di OverVolt, finanziate da AppCampus, hanno conquistato subito il pubblico di appassionati: 350mila download in pochi mesi sul solo Windows Phone Store. Cifra che, se consideriamo tutti i giochi, fa sfiorare il milione di downloads. Un successo che permetterà a Interactive project di chiudere l’anno con un fatturato di circa 100mila euro.

top 100

Overvolt, uno dei prodotti di punta di Interactive Project

Prodotto

Sono 5 i giochi che possono essere scaricati: MyGPTeam Turbo, un’avventura manageriale all’interno del mondo della Formula 1; MyGPTeam Career dove l’utente può gestire ogni aspetto di un racing team; OverVolt: gara di macchinine in percorsi pazzi e divertenti; Turbo Revolution, un 3D racing game; World Cup Juggler, gioco di calcio in cui si cerca di diventare campioni del mondo di palleggio.

MANGATAR

http://www.mangatar.net/

top 100

il team di Mangatar

Numeri

80mila utenti

età media 31 anni

5 membri del team

200 mila euro di investimenti da dPixel

40 0mila dowload per Dengen Chronicle

Storia

«La società è nata nel 2012 ma noi lavoriamo assieme da una vita e siamo riusciti a trasformare una passione, quella per i videogame, in un vero lavoro». Così il CCO di Mangatar, Raffaele Gaito, presenta la startup italiana che sta diventando sempre più leader nel settore del gaming per web e mobile. Ne è una prova la recente collaborazione stretta con Intel di cui oggi Mangatar è software partner. Il team, età media 31 anni, si divide tra Salerno, Milano e Roma ed è costituito, oltre che da Raffaele, da Andrea Postiglione, Enrico Rossomando, Michele Criscuolo e Alfredo Postiglione.

«Partimmo lavorando tra i banchi dell’università ad un generatore di avatar in stile manga che ebbe un enorme successo: ne furono generati 8 milioni in un anno. Ma eravamo smanettoni e non capimmo che potevamo guadagnarci dei soldi. Poi due anni fa lanciammo il gioco Mangatar Saga e cambio tutto». Raffaele confida tutto ciò nell’aula magna dell’Università di Salerno ritornando nel luogo dove tutto ebbe inizio. Mangatar Saga conta oggi 80.000 utenti iscritti ed ha fatto ottenere al team numerosi premi: 2° posto StartCup Campania 2012, Premio Nazionale per l’Innovazione come miglior startup del 2012, Wind Business Factor 2012. Durante lo stesso anno è arrivato anche il primo finanziamento: un investimento seed da parte di dPixel di 200mila euro.

Nel 2013 è stato presentato Dengen Chronicles selezionato, ancora in fase beta, da AppCampus, il programma di accelerazione per application mobile finanziato da Nokia e Microsoft e gestito dall’Università finlandese Aalto. Microsoft crede moltissimo nelle potenzialità del progetto visto anche il Grant di 50.000 euro investito e la partecipazione diretta di alcuni dei suoi esperti nello sviluppo del prodotto. Una fiducia ben riposta se si considera che, ad oggi, sono stati già effettuati oltre 400.000 download del gioco.

Prodotto

Mangatar Saga è un gioco di ruolo online che permette di esprimere al massimo la creatività dei giocatori, che possono creare i propri avatar scegliendo le caratteristiche del proprio genere manga preferito.

Dengen Chronicles, invece, ha conquistato un posto d’onore nei giochi di carte online. Una delle sue caratteristiche fondamentali è la possibilità di realizzare carte personalizzabili in stile manga. La trama del gioco racconta di quattro famiglie scese in guerra tra loro: ninja, fantasy, robot e school. Per giocare l’utente dovrà sceglierne una e creare il suo mazzo di carte.

Un ebook con gli investimenti, i fatturati e i dipendenti delle startup italiane

Questo libro, in fondo, nasce da quel viaggio in auto e dalla sensazione frustrante di non saperne abbastanza. Eppure questo mondo ormai lo conosco e lo frequento da un po’. Lo storytelling degli startupper mi ha appassionato e mi appassiona: l’idea che un ragazzo possa avere una idea geniale e si metta in gioco con tutto sé stesso per realizzarla, questo fatto ha una forza narrativa incredibile ed è un antidoto molto efficace contro la rassegnazione dilagante. Ma lo storytelling non basta. Accanto alle storie servono i dati: gli investimenti, i fatturati, i margini, i dipendenti. Serve il data journalism. I dati nascondono storie per chi li sa leggere e le storie migliori svelano dati per chi le sa ascoltare.

Le 100 startup che abbiamo selezionato in questa guida non so se sono davvero le 100 migliori d’Italia. Anzi, per essere onesti: probabilmente no, qualcuna ci sarà sfuggita. Ma so che per formare questo elenco siamo partiti dai numeri: abbiamo passato in rassegna tutti gli investimenti e le poche exit del 2014; abbiamo considerato tutti quelli che avevano vinto una delle tantissime startup competition; abbiamo valutato il potenziale dell’idea per quelle appena partite e infine abbiamo tirato una linea. Fermandoci a quota 100. Voglio chiarire subito che chi è rimasto fuori non deve sentirsi bocciato, anzi. Per due ragioni: la prima, è che posso aver sbagliato io; la seconda, è che può esserci stata una carenza di comunicazione di risultati da parte degli startupper. Le due cose stanno assieme ed hanno una sola medicina possibile: il data journalism. Ovvero creare strumenti di misurazioni e valutazione aperti e a disposizione di tutti: è il nostro impegno per il 2015 (dall’introduzione di Riccardo Luna).

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