Ecco le 25 startup finaliste di Tech Hub Arena (da Ala a Zeesty)

Accelerate in tre mesi da Banco di Napoli, Federico II e Camera di Commercio presentano venerdì 23 i propri progetti a investitori e imprenditori

Sono tutte startup accelerate in tre mesi da Banco di Napoli, università Federico II e Cciaa (Camere di commercio). L’arena del Tech Hub di Napoli è il palco dove cercheranno di convincere della bontà delle loro idee e del loro percorso aziendale una giuria composta da imprenditori e investitori privati. 

Chi concorre a Tech Hub Arena

Tante le idee, diversissime le soluzioni prodotte. Tra le tante c’è l’open science di ReHub, gli occhiali intelligenti di Youbiquo, c’è l’innovazione nella ristorazione di Appetitoo. E c’è Volumeet un social network basato sui gusti musicali (qui una nostra videointervista).

C’è chi ha creato un sistema di noleggio e vendite di opere d’arte contemporanea come Artroom. Housetravelling per il noleggio di alloggi nei paesi dell’area mediterranea. Ma a Napoli non poteva mancare la consegna digitale della pizza di PizzaNow. Le idee sono davvero tante, molte interessanti. Qui l’elenco. E cosa fanno.

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In palio un finanziamento da 50 mila euro

Di queste solo 7 potranno ottenere un finanziamento a fondo perduto della Camera di Commercio.  Per quelle che che venerdì 23 riusciranno ad accedere al contributo si tratta di una cifra che varierà tra i 30 e i 50 mila euro.

La giuria  di Tech Hub Arena

1) Maurizio Barracco, Presidente del Banco di Napoli
2) Silvio De Simone, Commercialista
3) Antonio Falcone, Amministratore Delegato di Principia SGR,
4) Marco Gay, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria
5) Alessandro Limatola, Vicepresidente della CCIAA di Napoli
6) Massimo Marrelli, Professore Ordinario, Rettore Emerito Federico II
7) Giuseppe Martini, Ricercatore, già Direttore centrale del CNR
8) Roberto Vona, Professore Ordinario Federico II
9) Davide Turco, Responsabile dei fondi Atlante di IntesaSanpaolo

 

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UXGO è un’azienda che spinge sull’innovazione in un settore considerato tutto sommato senza idee particolari, rivoluzionando il workflow del web designer e del front-end developer e favorendo un dialogo con il cliente per la costruzione di un sito con meno dispendio di tempo e denaro. 

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