Genenta Science, che colpo! 10 milioni di investimenti in 4 settimane

Una corsa, un round di investimento da record in Italia, e una terapia che ha del fantascientifico per la nuova stella del biotech

A gennaio è un po’ difficile poter dare già l’etichetta “dell’anno” a qualcosa che riguarda il mondo delle startup. Ma quello che ha portato a termine in questi giorni Genenta Science, se proprio non lo vogliamo chiamare così, gli si avvicina molto. Per quantità e per modalità. 6,2 milioni raccolti in poche settimane. Un primo round da record per la startup nata solo 5 mesi fa da uno spinoff del San Raffaele. A guidarlo il genetista Luigi Naldini e  Pierluigi Paracchi, venture capitalist dal 2002, co fondatore del fondo Quantica Sgr (e investitore di Eos di Silvano Spinelli). E non è finita. «L’interesse manifestato dagli investitori lascia prevedere la chiusura in pochi giorni di un secondo round da 10 milioni» fa sapere Paracchi. Tutti investitori privati. Nessun fondo o venture capital. «E’ stata una corsa, ma nei fatti in un road show di poco più di un mese abbiamo raccolto più di quanto tutte le startup italiane in un trimestre».

PIER LUIGI PARACCHI FOTOGRAFATO ALL' INTERNO DI UN LABORATORIO
Cosa fa Genenta Science

Come Eos, è una startup biotech. Il know how acquisito al San Raffaele dal team di Naldini può essere usato per curare alcuni tipi di tumore. La terapia si basa sull’inserimento di un gene con capacità terapeutiche nelle cellule staminali del midollo osseo. Questo porta l’organismo a creare una particolare proteina (interferone-α) con proprietà antituomorali, nota agli studiosi anche per la sua tossicità. Il team di Genenta Science ha trovato il modo produrre questa proteina solo nella zona del tumore, limitandone gli effetti negativi. Nel 2014 l’Economist definì il lavoro di Naldini e di Genenta «una fiction scientifica che sta diventando un fatto». Ora ha tutte le carte in regola per diventarlo.

Un caso unico negli investimenti in startup

Il round è stata supportato da Banca Esperia (Mediobanca-Mediolanum). Gli investitori sono solo privati, imprenditori, manager, family office e professionisti. Niente venture o banche. A memoria un caso unico tra le startup innovative del biotech (nel caso di Eos si trattò di un’exit da 400 milioni a favore di Clovis). L’ingresso dei nuovi soci investitori permetterà a Genenta Science di completare la fase di studio pre-clinico e di progredire nella preparazione della fase clinica della terapia antitumorale. L’obbiettivo della società è di arrivare alla sperimentazione clinica sull’uomo in due anni.

Chi entra nel consiglio di amministrazione dopo l’investiemento

Con il completamento del round, entrano in consiglio di amministrazione

  • Roger Abravanel – in precedenza director di McKinsey & Company, Consigliere di amministrazione di Luxottica e Banca BNL, attualmente Consigliere di amministrazione della multinazionale farmaceutica Teva (NYSE: TEVA), di Coesia (Gruppo Serragnoli) e Admiral Group (gruppo assicurativo quotato a LSE).
  • Gabriella Camboni – fondatore di EOS (Ethical Oncology Science), start-up biotech italiana acquisita a novembre 2013 da Clovis Oncology (Nasdaq: CLVS) per complessivi USD 420 milioni.

Lo scienziato che ha addomesticato l’Aids

Naldini è il direttore dell’istituto San Raffaele Telethon per la terapia genica, il Tiget. E’ famoso come lo scienziato che ha addomesticato l’Hiv (o Aids) per farne uno strumento in grado di curare le malattie. Utilizzando un “vettore virale” ha trovato il modo di rendere la malattia prima inoffensiva, poi addirittura capace di curare i pazienti. E anche questa sua scoperta è alla base della conoscenza che sta dietro Genenta Science.

OBI, il robot che aiuta i malati di SLA a mangiare da soli

OBI è un robot che vuole restituire la capacità di nutrirsi da soli ai malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica. Pesa poco più di 3 kg e le parti dove viene posato il cibo possono essere messe in lavastoviglie. La batteria ha un’autonomia di 4 ore.