L’incubatore della Bocconi sceglie 5 startup del food, ecco quali sono

5 su 11 sono startup del food&beverage, un numero che conferma il buon momento del settore in Italia, rafforzato da l’effetto Expo

Cinque su undici. Questo il numero di startup food&beverage che l’incubatore Speed Mi Up ha scelto di accogliere all’interno dell’università Bocconi di Milano. Una  proporzione mai vista prima in una realtà che tradizionalmente, se di tradizione si può parlare in un settore così giovane come quello di startup e incubatori, predilige altre idee di business. Ma il 2015 è l’anno del cibo anche, e soprattutto, per l’influenza dell’Expo, l’attesissima manifestazione in partenza in primo maggio a Milano che ruoterà appunto attorno al tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, tant’è che dalla Bocconi si parla già di un “effetto Expo che coinvolge un numero sempre più ampio di giovani”. Ma quali sono le startup selezionate? Procediamo con ordine.

Fabrizio Germani, Bisan Abdulkader e Mauro Ferraresi

Fabrizio Germani, Bisan Abdulkader e Mauro Ferraresi

Si parte con Artichalk, una app creata per rispondere alle esigenze di chi vuole mangiare sano e bilanciato, anche in situazioni dove a volte si esige un pasto veloce, come in pausa pranzo. Attraverso l’applicazione, disponibile in versione free e premium, gli utenti possono personalizzare i propri piani nutrizionali: i piani dei pasti sono comprensivi del calcolo dell’esercizio fisico individuale effettuato e bilanciano la dieta sia dal lato calorico che nutritivo.

Manuela Zanin e Filippo Zanin

Manuela Zanin e Filippo Zanin

Poi c’è Diferente®, una proposta rivolta agli astemi e a chi segue le religioni che vietano l’alcol, garantita dalla certificazione halal e kosher. Questa startup, grazie a una molecola che simula la sensazione di calore, sostegno e persistenza aromatica dell’alcol, promette di creare drink unici, completamente analcolici, che mantengono però la stessa esperienza gustativo-olfattiva di uno spumante di qualità, della vodka più pura e del dry-gin più raffinato.

Chiara Rota

Chiara Rota

Gli ingredienti della tradizione italiana, nelle loro giuste dosi e combinati in appetitose ricette. È questa l’idea alla base di My Cooking Box, che si pone l’obiettivo di valorizzare la cucina italiana e i suoi ingredienti di prima qualità. In una scatola si potranno trovare una ricetta della tradizione italiana e le materie prime di qualità per realizzarla, dosate nella giusta misura.

Nicole Sylvia Bouris, Gabriele Buonaiuto, Andrea Marino, Giulio Mazzeo

Nicole Sylvia Bouris, Gabriele Buonaiuto, Andrea Marino, Giulio Mazzeo

Praesto vuole rispondere all’esigenza di chi ha bisogno di consumare un pasto veloce ma sano. Con l’app di Praesto, infatti, si può ordinare al ristorante, recandosi sul posto quando il piatto è già pronto e pagando tutto attraverso l’applicazione, in modo da evitare anche le perdite di tempo alla cassa.

Nicola Galletto e Marco Grumolato

Nicola Galletto e Marco Grumolato

QuiCibo è una piattaforma online, che coniuga alcune delle caratteristiche dell’e-commerce con quelle proprie dei social network. Il produttore può registrarsi sul sito, creare gratuitamente il proprio profilo e realizzare le schede dei propri prodotti, che il consumatore potrà consultare per realizzare l’acquisto, gestito in sicurezza dal team di QuiCibo.

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